giovedì 6 aprile 2006

Come ho fatto?

Mi sono perso Giuliano Ferrara imbavagliato ad "Otto e Mezzo". Come ho fatto a non vedere questo momento di altissima televisione?
Non me lo perdonerò mai.

(la Repubblica)

mercoledì 5 aprile 2006

Dura la vita del presidente di seggio

Diciamo la verità: quanto è odioso, inutile, snervante, sottopagato e poco invidiabile fare il Presidente o lo Scrutatore di seggio elettorale?
Forse non tutti, nella loro vita, hanno provato questa ebrezza, il piacere di costituire il seggio elettorale, svegliarsi per due giorni consecutivi all’alba e tornare la sera tardissimo a casa, avere a che fare con gente di tutti i tipi – ma davvero di tutti i tipi –, spiegare a diciottenni inesperti e a vecchine particolarmente odiose in che modo si voti per le elezioni, fare attenzione a non perdere le matite (ma perché, poi?) e pregare fino all’ultima scheda di aver fatto i giusti calcoli, altrimenti dopo lo spoglio si possono fare anche le ore piccole: tutto questo, per 5-6 euro all’ora.
Facciamo un rapido calcolo: il sabato per costituire il seggio e vidimare le schere, un paio d’ore. La domenica dalle 8 alle 22, il lunedì dalle 8 alle 15, più 4 – 5 ore da mettere nel conto per le varie operazioni di scrutinio. Quasi una trentina d’ore, ad occhio e croce.
Qualcuno dirà: ma chi te lo fa fare? Nessuno, infatti, ma per uno studente disoccupato e squattrinato quei 180 euro – 150 nel caso dello scrutatore – sono come manna dal cielo. E infatti, quest’anno lo farò ancora una volta. Non proprio volentieri, ma lo farò.

Pensierino della sera

Vorrei tanto andare a dormire e risvegliarmi direttamente martedì mattina, col sorriso sulle labbra, un peso in meno sullo stomaco e un Berlusconi in meno al governo.
Buonanotte.

martedì 4 aprile 2006

Lo sono anch'io

Anche io sarò un coglione domenica prossima, con immenso piacere.
E poi, se gli elettori del centrosinistra debbano essere considerati dei coglioni, mi domando quale epiteto conservare per quelli che continueranno a votare per lui.

(la Repubblica)

lunedì 3 aprile 2006

Caschi napoletani

Un divertente Antonio Pascale, su "Il Mattino", descrive mode, tendenze e tic del popolo napoletano all prese col casco:
"
Se da stranieri arrivate a Napoli, osserverete le strane forme simboliche che assumono i motociclisti. Vi chiederete che senso ha portare il casco integrale appena appoggiato sulla nuca (...) Vedrete una forma grottesca, un cranio abnorme passarvi accanto con la moto. Tutta questa farsa solo per piazzare con un solo movimento in testa il casco in caso di posto di blocco. Una botta sul casco ed ecco che quello entra (...) Oppure, sempre se vi diverte il giochino, potrete vedere motociclisti con il casco integrale infilato al braccio destro. Un casco pesante, costoso, portato al braccio (...) O infine acquistare un casco di una o più misure più piccola, così che si incastra in testa. Dunque non c’è bisogno di allacciarlo. In questo caso, le due cinghie non servono e pendono dalle orecchie del motociclista come i bargigli dei galli (...) Apparire come una persona rispettosa delle leggi, con una piccola differenza. Le regole vanno solo evocate. Il motociclista mutato napoletano è una persona che evoca una regola. Mette il casco in mostra per testimoniare la sua buona volontà. Appare come uno che porta il casco. Ma non lo indossa. Vuole apparire un simbolo di diversità antropologica, appunto".
Come dargli torto?


(il Mattino)

That's Whitney

“Ogni giorno si chiude in bagno e si imbottisce di cocaina e crack”.



“Temiamo un’overdose da un giorno all’altro”.



“Vede in continuazione demoni e vuole combatterli, così inizia a rompere tutto”.



“Si chiude in camera con crack e giocattoli sessuali, tra pile di immondizia”.



“Trascura l’igiene: spesso si fa pipì addosso e si mette un pannolino per bambini”.



Non sono citazioni tratte da un referto clinico dell’ultima ricoverata a San Patrignano, ma della famosa cantante Whitney Houston. La shockante intervista rilasciata dalla sorella del marito della cantante – Bobby Brown – al quotidiano inglese The Sun, ci rivela una donna in grave crisi e devastata dalle droghe.
Dispiace davvero per la situazione della Houston ma, in ogni caso, gridare ai quattro venti le vicende personali della cantante, con tanto di particolari imbarazzanti, non credo possa servire a farla uscire dal brutto tunel che ha imboccato, sembra ormai da parecchio tempo.
Ma i soldi, si sa, fanno gola a tutti, e così la cognata della cantante si è ritrovata ben presto con un segreto in meno sulla coscienza, ed un bel gruzzoletto nella tasca.


(la Repubblica)


domenica 2 aprile 2006

Eau de Napoli

La sentivate? Era nell’aria già da quasi una settimana, ma purtroppo non era la primavera. Purtroppo, perché invece era l’odore nauseabondo di quintali e quintali di immondizia che iniziavano a marcire ai primi, caldi raggi del sole primaverile.
Una settimana di inferno, quella trascorsa dai napoletani in giro per le strade cittadine.


A fare zig zag tra i rifiuti, a scansare con le auto montagnole di spazzatura, a tapparsi il naso pur di passare accanto a quelle piramidi di sacchetti multicolori.
Imponenti, ad ogni angolo di strada, ziggurat maleodoranti formatesi accanto ai cassonetti ormai saturi erano la testimoniaza plateale dello stato di emergenza e di abbandono in cui versava la città.
Chi ha avuto fegato da vendere, noncurante, si è tappato il naso e ha continuato a camminare per quelle strade che ormai avevano totalmente cambiato la loro fisionomia.


Chi non ce la fa più a tollerare i mille mali della mia città, o malediceva qualunquisticamente Bassolino o la Iervolino, o si “limitava” a dare fuoco ai cassonetti stipati fino alla nausea.
Non solo Pianura, Fuorigrotta, Soccavo, ma anche i quartieri vip della nostra città: Vomero, Posillipo, Chiaia. Ovunque, tonnellate di rifiuti. Una splendida cartolina per la nostra città.
Dopo le parole di Bertolaso, finalmente, qualcosa si è mosso. Poco prima del colera, ma si è mosso.
Sono stati presi dei provvedimenti, e la promessa della imminente raccolta ci fa tornare, anche se un poò forzato, un sorriso abbozzato sulle labbre. Piuttosto, ci fa tirare un pulito respiro di sollievo, che ne avevamo bisogno.
Oggi infatti, affacciandomi alla finestra, sembra che la situazione sia quasi del tutto tornata alla normalità. Almeno nel mio quartiere. Le montagnole sono scomparse, e anche l’odoraccio sembra avere abbandonato gran parte delle strade.
Torniamo a respirare, finalmente. Sì, ma sappiamo tutti che si tratta di una soluzione momentanea, pronta a riesplodere in emergenza fin quando non si troverà una soluzione alternativa ai sette impianti di Cdr della Campania per smaltire al meglio i rifiuti cittadini.


La crisi, nella nostra città, è sempre dietro l’angolo. Siamo nell’immondizia fino al collo, anche quando questa scompare dalla nostra vista.


sabato 1 aprile 2006

Per Tommy

Il mio sabato sera è stato orribile. Sono sceso, sono stato in compagnia di amici, mi sono fatto due risate davanti ad una pizza ed una birra, ma nulla è riuscito a distogliere i miei pensieri dalla tremenda notizia della morte di Tommaso. Un mese era tanto, lo so, me negli ultimi giorni anche io, scettico sin dall'inizio, iniziavo a sperare.
Invece è arrivata la tremenda verità. I mostri hanno confessato, il cadavere del piccolo è stato ritrovato.
Mi sento davvero uno schifo.
L'ultimo pensiero prima di addormentarmi, piccolo Tommaso, sarà per te. Ogni altra parola sarebbe, sinceramente, di troppo.

martedì 28 febbraio 2006

Alternapoli nasce così

Il progetto "Alternapoli", nuovo settimanale di informazione napoletano, è ben sintetizzato dall'editoriale manifesto del direttore della testata:

Quattro amici in birreria, i soliti discorsi sull’attualità, la politica, lo sport e via dicendo. La voglia di farsi i fatti degli altri, per campare meno, ma in fin dei conti in modo più intenso.

Qualcosa per creare un diversivo rispetto allo studio, una deviazione da quel percorso che conduce dritti verso misteriose lauree specialistiche.
Poi, ad un certo punto, come nelle meno geniali favole per bambini, la parolina magica: Paulaner!
Sinonimo, nell’accezione luppoliana, della parola eureka.

Eureka cosa? Ci si chiede. Alternapoli sarebbe la risposta. Un’idea alternativa (facilmente deducibile dal nome della testata) per raccontare la nostra città in modo diverso, con toni giornalistici, ma allo stesso tempo strettamente personali. I fatti separati dalle opinioni, ma non dalle sensazioni.

Eventi e situazioni “sommerse”, trascurate dai media tradizionali, che possano interessare paradossalmente più di quanto ogni giorno viene riportato da tivù e giornali. La nostra priorità sta appunto nello svelare l’alter della notizia, le zone d’ombra tralasciate dai tradizionali canali di informazione. Dati positivi, che testimoniano un’identità diversa, giovane, ambiziosa della città, ma anche le macchie colpevolmente taciute nel solito resoconto generalista.

Il logo identificativo, frutto di mesi di riflessione, è emblematico. Una bocca a mo’ di ghigno, la cui ombra raffigura il simbolo della nostra città. Il fumo del Vesuvio - che speriamo si rimaterializzi il più in là possibile - trasformato in una sorta di nuvoletta fumettistica.

Il tutto a simboleggiare la nostra voglia di raccontare, talvolta anche con sarcasmo ed ironia velata, la città di Napoli. Abbiamo tutti orientamenti politici divergenti e ciò fa sì che Alternapoli non abbia una connotazione unica, ma che sia un settimanale nutrito da idee diverse. Da Alternapoli non aspettatevi marchette.

Davide Palliggiano

(Alternapoli)

mercoledì 22 febbraio 2006

Italiani ad Abu Ghraib?

Si aprono nuovi, inquietanti scenari, sulla questione delle torture ai prigionieri nel carcere di Abu Ghraib.
A rivelarlo un testimone di rilievo quale Ali Shalal al Kaisi, famoso in tutto il mondo come "il prigioniero incappucciato".

Ali Shalal, infatti, in un'intervista rilasciata a Rainews 24, dopo aver raccontato le atrocità che ha subito durante la prigionia, rivela la presenza di alcuni italiani sia presenti nel carcere durante gli interrogatori sia, purtroppo, autori delle orribili torture commesse in quella prigione.

(Rainews 24)

E la sfida si farà

Ebbene sì. Ha deciso.
Come si apprende dal suo sito, Romano Prodi ha deciso di affrontare la sfida Tv contro le tre punte sulle reti Mediaset. Contro chi gli ha dato del pauroso, del poco fotogenico, dell'antico, del matusa, Romano scende in campo zittendo tutti.
Nell'articolo scritto oggi, dal titolo "La nostra campagna elettorale, la televisione, i confronti", il candidato dell'Unione è subito chiaro e diretto: "Sgomberiamo quindi il campo da questo primo equivoco: nessun timore, nessun impaccio, nessuna ritrosia, semplicemente una campagna di informazione che considera la televisione importante, ma non unica".
Dimenticando, forse, che la tv viene vista da quasi il 100 % degli italiani, e far sentire la propria presenza su altri mezzi di comunicazione, al momento, potrebbe essere un tantino rischioso. Bisogna essere presenti in Tv, anche se "ci si chiede di seminare informazione in un campo (la televisione appunto) di cui il nostro avversario è proprietario e i suoi sodali di sempre sono i fattori, i guardiani e i braccianti".
Ma ormai Romano ha deciso. Vuole sfidare le "tre punte", tutte insieme, addirittura nella tana del nemico - le reti di Berlusconi - e con un arbitro quasi peggio di Vespa, Emilio Fede.
Ma con delle proposte e delle regole davvero interessanti a garanzia dell'obiettività. A modello, infatti, Prodi prende "il protocollo di intesa sottoscritto dai rappresentanti di Bush e Kerry  per l’organizzazione del faccia a faccia dell’ultima campagna per le elezioni Presidenziali negli Stati Uniti", sicuramente "un format equilibrato e di garanzia e a quello chiedo che ci si uniformi".
Allora Romano è pronto: in maniera sobria ed elegante ha proposto i punti fondamentali di questa sfida, dando addirittura troppi vantaggi a Berlusconi, Fini e Casini.
L'unica richiesta che manifesta è questa: "che la controparte, in risposta alle ottime condizioni che vengono proposte, rinunci alla conferenza stampa finale che la Commissione di Vigilanza ha voluto assegnare al Presidente del Consiglio sulle reti Rai. Conferenza che, come noto, secondo la nostra valutazione attribuirebbe alla coalizione della destra un indebito vantaggio".
Per poi concludere: "Non mi sembra, francamente, di chiedere  la luna. Anzi, credo con questa proposta di avere concesso ai miei avversari il massimo di quanto potessi loro concedere anche ad evitare in via definitiva che si continui a dissertare sui motivi della mia “assenza” dal teleschermo.Attendo di conoscere il loro punto di vista".
Neanche a me sembra che stia chiedendo la luna, anzi. E, con curiosità, attendo di conoscere la risposta delle "tre punte".

(Romano Prodi)

martedì 21 febbraio 2006

L'influenza

Ho l'influenza da quasi 4 giorni. Da sabato pomeriggio, per essere precisi.
Sintomi: mal di gola, tosse, mal di testa, occhi pesanti e arrossati, aumento della secrezione lacrimale, dolori muscolari, momenti di sudorazione eccessiva alternati a brividi di freddo, febbre alta soprattutto di mattina, che scende durante il pomeriggio e mi fa illudere, per poi risalire subito dopo cena.
Tachipirina, Aspirina, sciroppo per la tosse, al momento, sembrano servire a poco.
Erano almeno 5 anni che non prendevo l'influenza: si vede che i virus influenzali, ora che mi hanno catturato, vogliono farmi pagare gli interessi.

Oro Fabris

Grande Enrico Fabris!
Medaglia d'oro nel pattinaggio di velocità sui 1500 metri.
Con questa, per l'Italia delle Olimpiadi invernali, siamo già a 4 ori e 4 bronzi.
E in merito al post che ho scritto qualche giorno fa sulle deludenti prestazioni degli italiani olimpici, mai come in questo momento sono felice di essere stato smentito dai fatti.


(AGI)

lunedì 20 febbraio 2006

Com'è morto Che Guevara

Ecco la morte di Ernesto "Che" Guevara.
Gli ultimi istanti della vita del guerrigliero sudamericano, giustiziato il 9 ottobre 1967 a La Higuera (Bolivia), in una galleria di foto pubblicate dal giornale argentino "Clarin".

(Clarin)