Non me lo perdonerò mai.
(la Repubblica)
Diciamo la verità: quanto è odioso, inutile, snervante, sottopagato e poco invidiabile fare il Presidente o lo Scrutatore di seggio elettorale?
Forse non tutti, nella loro vita, hanno provato questa ebrezza, il piacere di costituire il seggio elettorale, svegliarsi per due giorni consecutivi all’alba e tornare la sera tardissimo a casa, avere a che fare con gente di tutti i tipi – ma davvero di tutti i tipi –, spiegare a diciottenni inesperti e a vecchine particolarmente odiose in che modo si voti per le elezioni, fare attenzione a non perdere le matite (ma perché, poi?) e pregare fino all’ultima scheda di aver fatto i giusti calcoli, altrimenti dopo lo spoglio si possono fare anche le ore piccole: tutto questo, per 5-6 euro all’ora.
Facciamo un rapido calcolo: il sabato per costituire il seggio e vidimare le schere, un paio d’ore. La domenica dalle 8 alle 22, il lunedì dalle 8 alle 15, più 4 – 5 ore da mettere nel conto per le varie operazioni di scrutinio. Quasi una trentina d’ore, ad occhio e croce.
Qualcuno dirà: ma chi te lo fa fare? Nessuno, infatti, ma per uno studente disoccupato e squattrinato quei 180 euro – 150 nel caso dello scrutatore – sono come manna dal cielo. E infatti, quest’anno lo farò ancora una volta. Non proprio volentieri, ma lo farò.
“Ogni giorno si chiude in bagno e si imbottisce di cocaina e crack”.
“Temiamo un’overdose da un giorno all’altro”.
“Vede in continuazione demoni e vuole combatterli, così inizia a rompere tutto”.
“Si chiude in camera con crack e giocattoli sessuali, tra pile di immondizia”.
“Trascura l’igiene: spesso si fa pipì addosso e si mette un pannolino per bambini”.
Non sono citazioni tratte da un referto clinico dell’ultima ricoverata a San Patrignano, ma della famosa cantante Whitney Houston. La shockante intervista rilasciata dalla sorella del marito della cantante – Bobby Brown – al quotidiano inglese The Sun, ci rivela una donna in grave crisi e devastata dalle droghe.
Dispiace davvero per la situazione della Houston ma, in ogni caso, gridare ai quattro venti le vicende personali della cantante, con tanto di particolari imbarazzanti, non credo possa servire a farla uscire dal brutto tunel che ha imboccato, sembra ormai da parecchio tempo.
Ma i soldi, si sa, fanno gola a tutti, e così la cognata della cantante si è ritrovata ben presto con un segreto in meno sulla coscienza, ed un bel gruzzoletto nella tasca.
La sentivate? Era nell’aria già da quasi una settimana, ma purtroppo non era la primavera. Purtroppo, perché invece era l’odore nauseabondo di quintali e quintali di immondizia che iniziavano a marcire ai primi, caldi raggi del sole primaverile.
Una settimana di inferno, quella trascorsa dai napoletani in giro per le strade cittadine.
A fare zig zag tra i rifiuti, a scansare con le auto montagnole di spazzatura, a tapparsi il naso pur di passare accanto a quelle piramidi di sacchetti multicolori.
Imponenti, ad ogni angolo di strada, ziggurat maleodoranti formatesi accanto ai cassonetti ormai saturi erano la testimoniaza plateale dello stato di emergenza e di abbandono in cui versava la città.
Chi ha avuto fegato da vendere, noncurante, si è tappato il naso e ha continuato a camminare per quelle strade che ormai avevano totalmente cambiato la loro fisionomia.
Chi non ce la fa più a tollerare i mille mali della mia città, o malediceva qualunquisticamente Bassolino o la Iervolino, o si “limitava” a dare fuoco ai cassonetti stipati fino alla nausea.
Non solo Pianura, Fuorigrotta, Soccavo, ma anche i quartieri vip della nostra città: Vomero, Posillipo, Chiaia. Ovunque, tonnellate di rifiuti. Una splendida cartolina per la nostra città.
Dopo le parole di Bertolaso, finalmente, qualcosa si è mosso. Poco prima del colera, ma si è mosso.
Sono stati presi dei provvedimenti, e la promessa della imminente raccolta ci fa tornare, anche se un poò forzato, un sorriso abbozzato sulle labbre. Piuttosto, ci fa tirare un pulito respiro di sollievo, che ne avevamo bisogno.
Oggi infatti, affacciandomi alla finestra, sembra che la situazione sia quasi del tutto tornata alla normalità. Almeno nel mio quartiere. Le montagnole sono scomparse, e anche l’odoraccio sembra avere abbandonato gran parte delle strade.
Torniamo a respirare, finalmente. Sì, ma sappiamo tutti che si tratta di una soluzione momentanea, pronta a riesplodere in emergenza fin quando non si troverà una soluzione alternativa ai sette impianti di Cdr della Campania per smaltire al meglio i rifiuti cittadini.
La crisi, nella nostra città, è sempre dietro l’angolo. Siamo nell’immondizia fino al collo, anche quando questa scompare dalla nostra vista.