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martedì 8 novembre 2011

Un ottimo Piano B


In questi tempi bui, sempre meglio averne uno, di Piano B. Senza dimenticare, poi, le incredibili potenzialità del Piano C. Questo e molto altro nel nuovo libro di Gianfranco Franchi, L'arte del Piano B, uscito per Piano B Edizioni.



 





sabato 6 agosto 2011

La mia sulla decrescita felice

Molto interessante il dibattito sulla "decrescita felice" che negli ultimi mesi si è sviluppato sui quotidiani e online. Un sacco di editori e addetti ai lavori pronti a scrivere, a proporre, a confrontarsi. Bello, ammirevole. Necessario.
"Pubblicare meno, pubblicare meglio".  "Deontologia ed etica". "Ricerca della qualità". "Educare i lettori". "Libro come bene pubblico, come l'acqua" (come l'acqua?). "Salviamo gli editori di qualità" (ma chi decide cos'è la qualità, chi decide quali libri bisogna leggere, quis custodiet ipsos custodes?) 
Però non so, come dire, mi fermo a riflettere sul proliferare dei corsi di editoria che costano un occhio della testa e sfornano quasi sempre disoccupati, a pensare ai minicorsi di due giorni di editing al lago o in montagna a soli 670 euro, a tutti i precari dell'editoria là fuori, non pagati e perennemente sfruttati, a quelli che dicono di aver abbracciato l'idea della decrescita felice quando poi pubblicano il 5 % in meno dei libri rispetto allo scorso anno, o escono con libri che sfruttano il nome di scrittori da bestseller, o inondando le librerie con volumetti di barzellette, o con l'ennesima traduzione di un libro fuori diritti di cui non sentivamo davvero la mancanza.
E allora mi sembrano tutti dei discorsi un po' paraculo.

lunedì 18 luglio 2011

I segreti della casta, chi c'è dietro?


Allora, ho cliccato anche io con entusiasmo sul gruppo "i segreti della casta di Montecitorio", ma poi il tipo di aggiornamento, l'impennata di contatti, l'apertura di una serie di canali paralleli come twitter e blog (con adsense incorporato) mi hanno fatto drizzare le antenne.
Bufala, mossa di marketing per qualche libro/film che sta per arrivare, abile Seo che vuole guadagnare notorietà, contatti e anche qualche soldo puntando sul senso di indignazione crescente con un po' di copincolla e post sensazionalistici? Resto in attesa di ulteriori sviluppi...

mercoledì 30 marzo 2011

Ricevo e pubblico


ZaLab
con
 BIG SUR, PMI e OFFICINAVISIONI
Presentano
JU TARRAMUTU



In anteprima nazionale mercoledì 6 aprile 2011
Un film documentario di Paolo Pisanelli
musiche: Animammersa
prod. Big Sur, PMI e OFFICINAVISIONI (89’ Digital Betacam – Italia 2010)

C’è una cosa che nessuna tv, nessuna radio può riportare fedelmente: il silenzio. Nei primi giorni dopo il sisma il silenzio era ovunque. Non solo tra le macerie. Le persone andavano in giro come fantasmi. In mezzo alla gente c'era il silenzio, dentro la testa c'era il silenzio”.



La notte del 6 aprile 2009 un violento terremoto ha devastato una delle più belle città italiane e il suo territorio, dotato di  uno straordinario patrimonio artistico e naturale.
Dopo quella notte, L’Aquila è divenuta teatro della politica sia nazionale che internazionale. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha deciso di spostare il summit del G8 nel capoluogo abruzzese per captare l’attenzione e ottenere aiuti internazionali.
Per mesi le persone “terremotate” sono rimaste spaesate e totalmente escluse dalle scelte politiche che decidevano il loro futuro.
In un periodo di quindici mesi di riprese, il film racconta la città più mediatizzata e mistificata d’Italia, passata dalla rassegnazione alla rivolta attraverso mille trasformazioni, intrecciando storie di persone, luoghi, cantieri, voci e risate di “sciacalli” imprenditori che hanno scatenato la protesta delle carriole, quando ormai il terremoto non faceva più “notizia”. Riprendiamoci la città hanno gridato gli abitanti dell’Aquila e si sono organizzati per spalare le macerie, dimostrando la volontà di non rassegnarsi al silenzio, anche se costretti a vivere nelle periferie di una città fantasma.

ZaLab sostiene la distribuzione del documentario. Chiunque fosse interessato a organizzare una proiezione del film o il 6 aprile o in altre date, può contattarci scrivendo all’indirizzo distribuzione@zalab.org
Per vedere il trailer del film e per maggiori informazioni sulle proiezioni:
http://jutarramutu.blogspot.
com/

martedì 14 dicembre 2010

Polidori, Siliquini, Scilipoti. E chi vi scorda più?


Oggi sono stato attaccato al pc per seguire la diretta del voto, ma l'avevo capito sin da subito che non c'era da fidarsi. E' infatti è andata come è andata. Il giorno che doveva essere il trionfo di Fini e la disfatta di Silvio si è trasformato nella sua vittoria (di Pirro, direte): ma ha la fiducia striminzita al Senato e alla Camera, i numeri parlano chiaro. E la cosa che mi fa più rabbia, alla fine, oltre al fatto che Berlusconi sia ancora lì, è sapere che tutto questo è stato causato da quelli che per me sono illustri sconosciuti, ma i cui nomi ora non dimenticherò tanto facilmente: Polidori, Siliquini, Scilipoti. E chi vi scorda più?




 

giovedì 24 giugno 2010

Mark Franchetti


Franchetti è un giornalista italo-inglese del Sunday Times che ha realizzato The Berlusconi Show, un documentario sulla figura del Premier, andato in onda sulla BBC. Fino a ieri non l'avevo visto, l'ho scovato su Youtube e ho perso il sonno.

martedì 3 marzo 2009

La situazione del lavoro in Italia

Stamattina mi ero svegliato con un rinnovato interesse verso i motori di ricerca di lavoro sul web. Non so perché.
Mi è bastata la consultazione di un paio di annunci per perdere l'interesse:
Corso di formazione con stage annesso nel settore giornalismo: numero registrati 362
Lavoro settore redazione, contratto non definito, quindi sicuramente due spiccioli: numero registrati 2062

Un paio volevano gratuitamente conduttori di tg
, uffici stampa, copywriter per un po' aggratis ma con ottime prospettive di crescita.
Ma è possibile che qui in Italia se non si ha una raccomandazione o qualche decina di santi in paradiso un lavoro decente nel settore della comunicazione non si trovi nemmeno col binocolo
? (e non è la crisi, almeno non è solo quella: sfido chiunque a dimostrare il contrario).

lunedì 26 gennaio 2009

martedì 26 febbraio 2008

Ogni città ha il bus che si merita

E mentre a San Francisco mettono - tanto per gradire - schermi touchscreen sui bus, dalle mie parti già è un miracolo trovare l'obliteratrice che funziona, o il finestrino che non sia bloccato da un paio d'anni.

(Pubblica Amministrazione)

mercoledì 20 febbraio 2008

Dittature

Ho letto belle cose.
Che Fidel Castro si è dimesso da presidente e comandante di Cuba dopo 50 anni, ad esempio.
E che Ciriaco De Mita, invece, è ancora qui. Presente.

Update: ah no, si è ribellato e se n'è andato anche il secondo.

(Asca, Metropolis web, Alice)

mercoledì 6 febbraio 2008

Panebianco sulla campagna elettorale

La cosa più interessante sulla campagna elettorale che ci attende l'ho letta sul Corriere della Sera, a firma di Angelo Panebianco.
Sottolineo soprattutto questo passo:
"Il clima delle campagne elettorali condiziona le vicende del dopo-elezioni. Una campagna dura ma senza demonizzazioni renderebbe più facile instaurare condizioni di cooperazione su temi importanti fra la futura maggioranza e la futura opposizione. Ma è realistico credere alla possibilità di una campagna elettorale siffatta? Vi si oppone la nostra tradizione. Vi si oppone il fatto che la demonizzazione dell'avversario è in questo Paese per tanti un mestiere, un'attività politico-economica da cui dipendono remunerazioni, status, carriere. Vi si oppone il fatto che, da noi, molti, e non solo politici di professione, sembrano identificare interamente la politica e l'agire politico con l'invettiva (è sempre stato così ma da Mani Pulite in poi questo fenomeno si è grandemente accentuato): se lo spazio per l'invettiva si riducesse tutti costoro penserebbero di essere stati defraudati del loro «ruolo politico». Vi si oppone il fatto che negli stessi partiti di Veltroni e Berlusconi abitano tantissimi che diventerebbero afoni se la delegittimazione dell'avversario perdesse il peso determinante fin qui avuto.


Probabilmente, sarebbe necessario un forte ricambio del personale parlamentare, forze fresche disposte ad adottare uno stile più pacato e propositivo. E occorrerebbe la capacità dei leader di resistere alle pressioni di molti gruppi esterni: quei gruppi che vogliono una politica debole e delegittimata e sanno che un clima da guerra civile ne è la migliore garanzia".

(Corriere della Sera)

giovedì 31 gennaio 2008

L'Italia dei vecchi, l'Italia dei nani



Di Marini non voglio parlare, se non per dire che è una brava persona, lo stimo, e mi fa piacere che Napolitanoa abbia affidato a lui l'incarico di verificare se esista una maggioranza favorevole per cambiare la legge elettorale. Quello che mi fa riflettere, in realtà, è l'età media di questi politici: ormai è davvero preoccupante. Invece che un Governo, la prossima volta si farà direttamente una clinica geriatrica.
Più che altro, ci tenevo a sottolineare che ieri lui è stato assolto dall'accusa di falso in bilancio della Fininvest, dal 1986 all'89, all'interno dell'ormai storica vicenda SME. E non perché non ci siano prove, perché non sia vero, perché i comunisti lo vogliano in galera: ma perché il fatto, secondo la legge italiana, non è più reato.
Niente da aggiungere, mi sembra. Come dice Marco Travaglio, l'imputato si è assolto da solo.

(Articolo 21)

mercoledì 30 gennaio 2008

Ne sentivamo proprio un gran bisogno

Mario Baccini E Bruno tabacci lasciano l'UDC
"E annunciano, in una nota congiunta, la volontà di costruire un'alternativa al Centro, al bipolarismo muscolare, per rispondere alle esigenze e alle aspettative di tanti cittadini delusi da questa politica. Una Rosa Bianca, un fiore offerto alla speranza degli italiani".
Che bello. Quanto ne sentivamo bisogno, quanto?
(Ma poi perché si scelgono sempre fiori, piante e rametti per rappresentare i partiti? Finiranno per farmi odiare la natura e i fiorai, finiranno).

(la Repubblica)

lunedì 28 gennaio 2008

Diciamolo


Mi son preso qualche giorno di tempo per metabolizzarla, la caduta di Prodi.
Un personaggio che, diciamolo chiaramente e una volta per tutte, in questi due anni ha governato piuttosto male. Non so al posto suo qualcun altro cosa avrebbe potuto fare, ma bisogna prendere atto di questo. Punto.
Detto questo, è innegabile che Prodi sia stato, in questi anni, l’anticomunicazione per eccellenza. Poi ci lamentiamo quando arriva il Berlusca, tutto sorrisi e barzellette, e ha ancora un certo appeal su qualcuno. Ma è quasi ovvio, perdonatemi, che quello lì abbia presa su una fascia di pubblico. Ovvio dico, perché lui almeno qualcosa la comunica. Nel bene o nel male, al di là di simpatie ed antipatie (io personalmente non lo sopporto, mi pare sia risaputo).
Ma Prodi, dico io. Prodi. Pure Depardieu alla prima di Asterix oggi lo prendeva in giro, che tenerezza. Ma si può? No che non si può.
Non si poteva vincere in modo così sofferto le ultime elezioni, proprio no. Non si poteva governare in questo modo indegno per questi due anni. Non si poteva portare avanti uno scombinato Frankestein governativo composto da pezzi e personaggi assurdi e insulsi, come quello che abbiamo avuto fino a qualche giorno fa.
Tardi per criticare, facile dirlo ora? Forse sì. Ma è solo a giochi finiti che uno si rende conto effettivamente quali (loschi?) figuri hanno gravitato nell’orbita di questo centrosinistra. Ma daaaaai. Ma che centrosinistra. Ma va là. Ma con che faccia chi si dice davvero di sinistra può votare a sinistra e vedere a sinistra gente come Mastella, De Gregorio (De Gregorio?), Dini. I primi che mi son saltati in mente, eh. La lista sarebbe ben più lunga.
Questo Governo dalle troppe poltrone, quante erano? Manco me lo ricordo, forse un centinaio. Che vergogna.
Chiacchiere da bar, lo so, ma è una vergogna. Politici cialtroni, direbbe un amico. A destra come a sinistra.
E ora, alle prossime elezioni, pensare di dovermi trovare ancora davanti un bivio con il peggio e il poco meno peggio, è  avvilente.
Ora non saprei proprio cosa sperare, cosa volere. Di certo il centrosinistra è messo davvero male. Alle elezioni, non riesco proprio ad immaginare una sua possibile vittoria. Dall’altra parte, ancora lui. Quello non altissimo, per intenderci. Ancora. Incredibile.
Forse un governo tecnico per le riforme è l’unica soluzione, anche perché è necessario modificare questa legge elettorale, questa porcata - come la definì Calderoli - e portare a termine qualche altra cosina qua e là. Si farà? Difficile a dirsi, l’atmosfera non mi sembra delle più serene.
E anche se fosse, cosa accadrebbe dopo? Tremenda incognita. C’è bisogno di gente giovane, gente diversa. Di persone più vicine a noi, in ogni senso.
Perché qui, altro che mortadella e champagne: c’è davvero poco da stare allegri

giovedì 24 gennaio 2008

Belpaese

Caduto. Il Governo Prodi è finito.
Ma prima che accadesse in aula ne son successe di tutti i colori: che cialtroni, a destra come a sinistra.

(la Repubblica)

lunedì 21 gennaio 2008

Italia.it ha chiuso

Abbiamo sempre avuto a cuore le vicende di Italia.it, il famoso sito web per rilanciare l'immagine della penisola in tutto il mondo.
Era bello, in fondo, poter parlare e ironizzare su quel logo dal sapore di cetriolo, quell'approssimazione generale, tutti quei soldi mangiati per la progettazione e la realizzazione. Una di quelle belle storie che tanto ti fanno rodere il fegato, insomma.
Allora, so che non potevate farne a meno, che ci cliccavate un centinaio di volta al giorno, che eravate entusiasti dei contenuti del portale, ma da qualche giorno Italia.it ha chiuso i battenti.
Che bel fallimento, signori. 45 milioni di euro.

(Corriere del Mezzogiorno)

giovedì 13 dicembre 2007

Sbloccato il blocco

Che sia stato revocato il blocco degli autotrasportatori, è davvero una manna dal cielo. Qui a Napoli tra un po' la gente sarebbe scesa a spaccare vetrine per nutrirsi, o con i tubi di gomma a rubare benzina dalla macchina del vicino.
Situazione tragica, drammatica. Ma questi qui hanno fatto capire che se si fermano loro, si blocca tutto in meno di 48 ore. Io, personalmente, non ci avevo mai pensato. Ora che ho il frigo vuoto e la macchina ferma sotto casa, me ne sono reso conto.
Purtroppo, per cedere ai loro ricatti,
il Governo ha dovuto fare tagli. Chi ci ha rimesso? Le tv locali, la Salerno-Reggio Calabria (che, a questo punto, una vera autostrada non lo diventerà mai), e la sicurezza stradale.
Comunque, girare per una Napoli con pochissimi ingorghi per il traffico anche alle sei di pomeriggio, sarà una scena che non rivedrò di certo molto presto.

(
la Repubblica)

giovedì 22 novembre 2007

PD, logo triste

Non è che ci goda a fare sempre quello ipercritico, ma vi pare mai che il logo del PD debba essere questo coso qui, a metà tra il logo di Italia.it e l'avatar di un tifoso della nazionale? Triste davvero.
Tricolore e ramoscello di ulivo. Ma cosa c'è di nuovo in questo disegnino?

(la Repubblica)

lunedì 19 novembre 2007

E' questo il buon giornalismo?



Sto seguendo la questione di Perugia dall'inizio, perché fin dall'inizio del caso penso che i giornalisti, all'interno di questa vicenda, si siano comportati come sciacalli affamati intorno alla preda.
Scia-cal-li. Sì, lo dico senza mezzi termini. Partendo dalle prime ricostruzioni in cui i “professionisti dell’informazione” si soffermavano - fregandosi le mani - sulle possibili dinamiche sessuali della vicenda, sulle sensazioni forti che i ragazzi volevano provare e chissà cosa sarà successo in quella camera.
Poi tutti su Sollecito, quello che nel blog scriveva d'essere un po' pazzo e si faceva foto con la mannaia in una mano, una bottiglia d’alcool nell’altra. Come non può essere colpevole uno così?
Anche Amanda. Non piange, troppo seria. Sarà lei, non sarà lei? Sì che è lei, ha la faccia troppo da brava ragazza, nasconde qualcosa.  
E Lumumba? E' l'uomo nero, che paura, sarà un violento, desiderava ardentemente la ragazza. Ma quante bugie non confermate avete intenzione di propinarci?
Ovviamente quello che più stupisce è anche il modo in cui queste informazioni filtrino, arrivando alle orecchie dei giornalisti tramite avvocati e fonti poco discrete. E soprattutto sorprendono le versioni contradditorie e le continue bugie di tutti gli indagati. E' assurda la lucidità con cui tutti i protagonisti del tragico episodio mentano di continuo, contraddicendosi e negando versioni precedenti. Come è possibile che accada questo?
Ma non meno stupefacente sono le fughe di notizie che riempiono i taccuini dei giornalisti giorno dopo giorno. Troppe notizie, troppe indiscrezioni, troppi particolari sulla vicenda. Troppa carne a cuocere, che confonde le acque, aggiunge misteri, insinua dubbi e giudica i presunti colpevoli.
E' il loro mestiere, raccogliere informazioni e poi scrivere, ma alle volte oltre allo scrivere c'è stato anche un ricamare, aggiungere, associare e mettere sulla forca senza fondamento, o almeno senza la definitiva certezza della colpevolezza.
Non lo so. E' che tutto questo cercare lo scoop, il particolare macabro, il titolo ad effetto, alla lunga mi dà la nausea. Soprattutto quando questo si associa a pressappochismo e superficialità nel gestire e consultare le fonti.
E se dico che questo meccanismo giornalistico sia una particolarità tutta nostrana, non credo di dire una sciocchezza.
Alle volte mi sembra che i giornalisti, anche quelli - soprattutto? - dei giornali più importanti, non si rendano conto del peso che le loro parole, anche su carta, possono avere. Il quotidiano, una volta letto, viene buttato nel cestino, certo. Ma le accuse velate, le allusioni, le forzature e i titoloni resteranno per sempre. Se non nella mente di tutti, di sicuro in quelle dei parenti e degli amici degli indagati. Che, nel caso in cui siano dichiarati “non colpevoli”, riusciranno mai a cancellare dalla mente di tutti il presunto coinvolgimento in quest’orribile vicenda?