sabato 8 dicembre 2012
PIOVONO FIORI SU NAPOLI E SCAMPIA
lunedì 1 novembre 2010
Bertolaso e il Vesuvio
lunedì 1 giugno 2009
"NON RACCONTATECI ECO-BALLE"
"Le tavole a fumetti di 'Star Trash' ci fanno ridere, ma sono anche molto serie: si tratta di un attacco al potere" - così Giusi Marchetta, giovane scrittrice casertana, definiva in un incontro pubblico il lavoro di Simona Bassano di Tufillo, che dal 5 giugno alle ore 19.00, resterà esposto per una settimana presso l'Art Garage a Pozzuoli.
L'inaugurazione della mostra di tavole a fumetti tratte dal libro "STAR TRASH - sacchetti in mondovisione" (Lavieri edizioni), è l'occasione per un incontro-dibatitto sulla questione ambientale campana, che chiude la campagna elettorale dei candidati della lista civica "Diritti @ Sinistra", e del candidato presidente Tommaso Sodano, da sempre particolarmente attento alla tematica rifiuti.
Sono invitati tutti i cittadini, le associazioni e i movimenti impegnati per la difesa del territorio e dell'ambiente, per fare il punto della situazione in una regione dove non è mai partita la bonifica di neanche uno dei 2550 siti contaminati da rifiuti tossici (pari al 45% del territorio campano); dove inceneritori e discariche sono siti militarizzati e secretati; dove non viene dato il via ad una raccolta differenziata capillare da parte delle istituzioni, che non trovano migliore scusa che scaricare la colpa su una popolazione martoriata, ingiuriata, privata dei più basilari diritti costituzionali: il diritto alla salute, il diritto a vivere in un ambiente salubre, il diritto ad avere accesso alle informazioni e il diritto a manifestare la propria opinione.
Interverranno:
RAFFAELE DEL GIUDICE, direttore di Legambiente Campania e volto di "biutiful cauntri";
TOMMASO SODANO, candidato alla Presidenza della Provincia di Napoli;
PASQUALE DI VAIA, medico di Chiaiano, candidato nella lista civica "Diritti @ Sinistra";
SIMONA BASSANO DI TUFILLO, autrice delle tavole in mostra, candidata nella lista civica "Diritti @ Sinistra".
Ingresso libero.
Venerdì 5 giugno, ore 19,00
ART GARAGE
parco Bognar, 21 Pozzuoli (NA)
0813031395
info@artgarage.it
venerdì 23 maggio 2008
Guerra civile anti-discarica di Chiaiano
Ricevo e pubblico, perché bisogna documentare quel che sta avvenendo tra Chiaiano e Marano.
Ore 20.00 - Un elicottero rimane fisso su un punto ben noto. Il rombo delle sue pale rende l’aria pesante, tesa, nulla in confronto a quello che si sta consumando un po’ più in là. Un primo cordone di polizia in tenuta antisommossa transenna la grande arteria stradale che porta alla rotonda “Rosa Dei Venti” di Marano. Sono poliziotti grandi, navigati, compatti non lasciano passare nessuno e si chiudono come un contagocce sempre più stretto.
Riusciamo ad arginare il primo blocco, siamo del posto e conosciamo un piccolo vialetto sterrato che bypassa il Bivio di Mugnano chiuso. Siamo più vicini al sit-in adesso. Scavalchiamo un cancello e ci troviamo al di là di quella che è stata battezzata “piazza”. Non lo è e non lo è mai stata, questa rotonda era chiamata il “Titanic” adesso sarà ribattezzata. Centinaia di persone la riempiono.
Un autobus è stato messo di traverso all’imbocco del Poggio Vallesana, dove da settimane c’è il presidio anti-discarica. La folla prosegue a perdita d’occhio verso il Corso di Marano, riempie gli spazi lasciati liberi dalla rotonda e si ferma troncata da un cordone di Poliziotti, Guardie di Finanza e Carabinieri. Questi sono più giovani del primo troncone, forse vorrebbero essere al di là della barricata, rimangono immobili. Cittadini e cittadini, separati da scudi e manganelli.
Il capopopolo è giovane ha un foulard colorato al collo, urla con il megafono di stare seduti. Qualcuno si sente male e cercano di fargli spazio, le guardie non arretrano e la tensione sale. Dopo un po’ – un po’ troppo – arriva l’ambulanza e le camionette sono costrette ad arretrare per farla passare. I manifestanti fanno passare le donne avanti, a loro il compito di fare da prima barriera.
Quelle madri possiamo star certi che da lì non si schioderanno.
di Marianna Sansone
Cosa succede a Chiaiano
Stasera la situazione era ancora una volta tesissima.
Per leggere un reportage di ciò che è avvenuto lì un paio d'ore fa, vi rinvio al blog di Marianna e a Notecologiche.
(Lemillebolleblu, Notecologiche)
giovedì 8 maggio 2008
martedì 5 febbraio 2008
Asilo politico per munnezza
Al di là dell'accettazione della richiesta - che mi pare poco probabile, per non dire impossibile - ci saranno altri napoletani a seguire l'esempio?
(Tgcom)
martedì 22 gennaio 2008
Un buco qui, un buco là
Stavo cercando un po' in rete qualche informazione dettagliata sul piano di De Gennaro per contrastare l'emergenza rifiuti.
Poi ho trovato Franco che me lo spiega benissimo.
(Franco Mennitto)
mercoledì 16 gennaio 2008
Morire di munnezza
Munnezza, munnezza, ancora munnezza.
Napoli vergogna d’Italia, d'Europa, del mondo. Ancora oggi, qui nella mia città, ci sono 100.000 bambini che non vanno a scuola. I rifiuti continuano ad ammassarsi, spalmarsi, ammonticchiarsi agli angoli delle strade, mentre l’emergenza è ancora lì, emersa fino allo schifo.
Vent’anni di vergogne, non vi vergognate? E’ tutto qui, sotto i nostri occhi.
E mentre il signore di Ceppaloni e consorte sono i protagonisti delle vicende delle ultime ore, qui a Napoli siamo ancora sommersi da tonnellate di munnezza. La vogliamo esportare, la diamo un po’ qui e un po’ là. E ovviamente nessuno se la vuole prendere. Perché dovrebbe, poi?
Solidarietà tra regioni, amore per la patria, simpatia per i pulcinella pizza e mandolino? Fossi un umbro, la munnezza napoletana non la vorrei. Fossi toscano, neppure. Sardo? No, non la vorrei affatto.
Intanto il Governo latita, gli uomini che hanno rovinato la nostra terra negli ultimi decenni fanno finta di non capire, scaricano barile, mentre tutti, dico TUTTI i politici non sanno nemmeno da dove iniziare per porre rimedio alla catastrofe ambientale che sta rendendo la Campania una delle terre più pericolose in cui vivere.
Perché dalle nostre parti, in alcune zone – come il cosiddetto “triangolo della morte”, tra Nola, Acerra e Marigliano – ci sono le concentrazioni più alte di tumori di tutta Italia. E si muore, cazzo se si muore. E né De Gennaro, né l’esercito possono farci nulla.
Lo sanno tutti, in pochi lo scrivono, molti provano a farsi sentire. Perché questo campano è un disastro ambientale di proporzioni inimmaginabili. Colpevoli tutti: politici, camorristi, aziende del nord e del sud che scaricano i loro rifiuti tossici in modo illegale. Ma anche noi, cittadini napoletani, che di munnezza ne produciamo tanta ma soprattutto non sappiamo affatto cosa sia una raccolta differenziata.
E poi, ora vogliono farci credere che gli inceneritori risolvano i problemi. E anche molte persone, purtroppo, sono convinte di questo. Ma l’inceneritore – anzi gli inceneritori – non sono, mettetevelo in testa, la soluzione al problema. Non creano energia e sono inquinanti. Can ce ro ge ni. E poi, uno si andrà a posizionare in una zona come Acerra, già incredibilmente inquinata (l’inceneritore inquina, meglio riscriverlo), e non si costruirà dall’oggi al domani.
Meglio allora provvedere con gli impianti di riciclaggio, perché no con il Tmb (trattamento meccanico-biologico), o una differenziata che raggiunga livelli accettabili (non il 6 % attuale della Campania, grazie anche ai soldi della Provincia spesi in sagre e altri pseudoeventi). No, di queste cose non si parla mai.
Meglio incenerire, invece, secondo qualcuno. Meglio far finta di nulla. Meglio far scivolare tutto via, come sta accadendo ora sulle pagine dei quotidiani. Via, sempre più all’interno, sempre meno notizie. Fino al semplice trafiletto.
Intanto, qui ancora tonnellate di munnezza. I paesi della provincia non ce la fanno più, stanno per esplodere. Giugliano, Villaricca, Marano, Mugnano, e tanti tanti altri, sono bombe ad orologeria che esploderanno, prima o poi.
Certo, che beffa: morire, da soli e dimenticati, sommersi di munnezza. E noi non abbiamo ancora perso le speranze, restiamo ancora qua. Ma perché, poi?
(Rassegna, Alex321, Franco Mennitto, Nunzia Lombardi)
sabato 12 gennaio 2008
Navi di rifiuti
Ma la Sardegna non sembra averla presa tanto bene.
(la Repubblica)
giovedì 10 gennaio 2008
Cartoline da Napoli
Questo il panorama da casa mia, Fuorigrotta, 3-4 chilometri in linea d'aria da Pianura. Niente in confronto, lo so, ma sempre schifoso resta.
martedì 8 gennaio 2008
Napoli, la munnezza, una battaglia già persa
Il direttore de "la Repubblica", Ezio Mauro, per l'emergenza rifiuti a Napoli e gli scontri di Pianura è addirittura sceso da Roma a vedere ciò che sta realmente accadendo nella città più vergognosa e invivibile d'Europa.
Il risultato è un reportage duro e amareggiato, che prende atto di come ormai l'immondizia abbia vinto sullo Stato. Anzi stato, con la lettera minuscola, così come minuscole devono essere le iniziali del sindaco iervolino, del presidente bassolino. Di tutti quelli che hanno permesso che si arrivasse a questo punto. Via, nella munnezza anche loro, ora.
E fa comodo, molto comodo usare sempre la carta della camorra, per giustificare l'emergenza napoletana.
Il problema vero, come ha sottolineato anche Saviano, è che "L'emergenza non è mai creata direttamente dai clan, ma il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono. Si è finto di non capire che fino a quando sarebbe finito tutto in discarica non si poteva non arrivare ad una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, invece quando tutto viene smaltito lì, la discarica si intasa".
E quindi ora noi napoletani ci troviamo in questa situazione da terzo mondo.
Le cause? Risalgono a decenni fa, comprendono incapacità politiche, collusioni con la camorra, interessi potenti, incapacità oggettive e giri di soldi mostruosi sopra le nostre teste. Parlarne ora avrebbe un senso? Vogliamo analizzare il passato o cercare soluzioni per il futuro?
E ora, ora che siamo all’8 gennaio 2008, cosa abbiamo?
Abbiamo Napoli e Pianura sulle prime pagine di tutto il mondo, con la loro munnezza.
Abbiamo una città allo sfascio, dei politici incapaci sempre più stretti ai loro scranni.
Una popolazione divisa tra il vittimismo e l’incredulità. Che non ha mai fatto raccolta differenziata, tollera fin quando possibile, poi esplode.
Abbiamo chiacchiere inutili e sassaiole. Munnezza bruciata, cassonetti strapieni. Tumori in aumento, agricoltura infetta.
E gli scontri di vera e propria guerriglia urbana. La camorra e i delinquenti provenienti da altre zone di Napoli (c’è chi dice pagati da alcune forze politiche), gli ultras che spaccano, rompono, assaltano, protestano distruggendo ancor di più un quartiere già distrutto.
Con interi quartieri in preda all’anarchia, con la gente civile costretta a vivere chiusa in casa, per paura degli scontri, della munnezza, del tanfo orribile dei rifiuti.
Gente costretta ad escogitare piani di fuga per raggiungere il posto di lavoro, una farmacia, un ospedale se si trova in difficoltà.
Gente che non sa più dove sbattere la testa, che ogni giorno si intossica, virtualmente e realmente. L’aria che respiriamo, i cibi che mangiamo, tutto ciò che ci circonda.
Munnezza. Munnezza e violenza. Un vicolo cieco, nessuna speranza.
Questo è tutto quello che ci resta, oggi, a Napoli.
domenica 30 settembre 2007
Modelli a confronto
(Modello Veltroni, via Brodo Primordiale)
Modelli a confronto
(Modello Veltroni, via Brodo Primordiale)
venerdì 13 luglio 2007
Stevm' scarz
(Franco Mennitto)
Stevm' scarz
(Franco Mennitto)
domenica 2 aprile 2006
Eau de Napoli
La sentivate? Era nell’aria già da quasi una settimana, ma purtroppo non era la primavera. Purtroppo, perché invece era l’odore nauseabondo di quintali e quintali di immondizia che iniziavano a marcire ai primi, caldi raggi del sole primaverile.
Una settimana di inferno, quella trascorsa dai napoletani in giro per le strade cittadine.
A fare zig zag tra i rifiuti, a scansare con le auto montagnole di spazzatura, a tapparsi il naso pur di passare accanto a quelle piramidi di sacchetti multicolori.
Imponenti, ad ogni angolo di strada, ziggurat maleodoranti formatesi accanto ai cassonetti ormai saturi erano la testimoniaza plateale dello stato di emergenza e di abbandono in cui versava la città.
Chi ha avuto fegato da vendere, noncurante, si è tappato il naso e ha continuato a camminare per quelle strade che ormai avevano totalmente cambiato la loro fisionomia.
Chi non ce la fa più a tollerare i mille mali della mia città, o malediceva qualunquisticamente Bassolino o la Iervolino, o si “limitava” a dare fuoco ai cassonetti stipati fino alla nausea.
Non solo Pianura, Fuorigrotta, Soccavo, ma anche i quartieri vip della nostra città: Vomero, Posillipo, Chiaia. Ovunque, tonnellate di rifiuti. Una splendida cartolina per la nostra città.
Dopo le parole di Bertolaso, finalmente, qualcosa si è mosso. Poco prima del colera, ma si è mosso.
Sono stati presi dei provvedimenti, e la promessa della imminente raccolta ci fa tornare, anche se un poò forzato, un sorriso abbozzato sulle labbre. Piuttosto, ci fa tirare un pulito respiro di sollievo, che ne avevamo bisogno.
Oggi infatti, affacciandomi alla finestra, sembra che la situazione sia quasi del tutto tornata alla normalità. Almeno nel mio quartiere. Le montagnole sono scomparse, e anche l’odoraccio sembra avere abbandonato gran parte delle strade.
Torniamo a respirare, finalmente. Sì, ma sappiamo tutti che si tratta di una soluzione momentanea, pronta a riesplodere in emergenza fin quando non si troverà una soluzione alternativa ai sette impianti di Cdr della Campania per smaltire al meglio i rifiuti cittadini.
La crisi, nella nostra città, è sempre dietro l’angolo. Siamo nell’immondizia fino al collo, anche quando questa scompare dalla nostra vista.