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sabato 25 aprile 2015

1 maggio alla scoperta della "Amena Baia"



L’associazione culturale Econote presenta un percorso tra archeologia e cultura in una delle zone dei Campi Flegrei più ricche di storia. Orazio di questa terra disse: “Nessuna insenatura al mondo risplende più dell'amena Baia”.

Una città sotto il mare, un luogo suggestivo e magico che nel corso dei secoli ha emozionato artisti, poeti, turisti e sognatori. 
Siete pronti a un'immersione nella storia? 

Venerdì 1° maggio 2015 
- ore 9.30: Raduno dei partecipanti alla piazzetta di Baia, di fianco al Monkey, distribuzione materiale informativo e racconto delle attività di Econote.

- ore 10.00: Imbarco sul battello alla scoperta di Baia Sommersa, con visita guidata.

- ore 11.00: Ritorno a terra e a piedi raggiungeremo il parco archeologico di Baia, che dista poche centinaia di metri dal porto.

- ore 11.30: Accesso alle Terme di Baia, presentazione della guida, inizio percorso. Si raccomandano scarpe comode per godersi al meglio la visita.

- ore 13: Termine della visita guidata. Chi vuole potrà continuare la giornata con un pranzo in un ristorante convenzionato.

Quota organizzativa 20 euro (visita a Baia Sommersa con battello, accesso e guida al Parco Archelogico di Baia). Da aggiungere 5 euro di tessera associativa per i nuovi associati 2015.

Info e prenotazioni: info@econote.it - 3398877884

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA, evento attivato con un minimo di 10 partecipanti.

Proseguono le iniziative di Econote alla scoperta dei luoghi più belli della nostra città. Per ulteriori informazioni sulle nostre attività visitate il sitowww.econote.it/eventi

venerdì 16 agosto 2013

Il primo diritto

"L'ambiente è il primo diritto dell'uomo, senza un ambiente sano l'uomo non puó esistere ed esigere altri diritti."
Ken Saro Wiwa

martedì 1 febbraio 2011

Così, giusto per chiarire


"La cava a fossa non è idonea alla realizzazione di una discarica di materiali inquinanti in quanto adottando le prescrizioni di legge non è possibile garantire l’isolamento dei rifiuti e del percolato alla base e sui lati della discarica per un periodo superiore a 5-10 anni qualora la discarica sia realizzata ad opera d’arte. Si aggiunga che il percolato che si forma da rifiuti non selezionati e differenziati è molto aggressivo e distrugge i materiali impermeabilizzanti in pochi anni."

L'intero articolo su Sinistra Svegliati.

martedì 27 gennaio 2009

Notecologiche su l'Unità



Una bella soddisfazione: Notecologiche è stato segnalato il 2 gennaio su l'Unità, nella pagina dedicata ai blog più interessanti, proprio sotto alla rubrica "Ora d'aria" di Marco Travaglio.

Il link lo trovate qui.

mercoledì 19 aprile 2006

Cina senza pioggia

Che in Cina ci sia qualcosa che non va, dal punto di vista ambientale, mi sembra a dir poco evidente.
"Il governo cinese si prepara a bombardare chimicamente i cieli per provocare pioggia: è l'estremo rimedio allo studio, contro l'apocalisse di sabbia e polveri tossiche che si è abbattuta da una settimana su Pechino e tutte le regioni settentrionali del paese".
Ne parla Federico Rampini su "la Repubblica" di ieri.
L'articolo è anche on line.

(la Repubblica)

domenica 2 aprile 2006

Eau de Napoli

La sentivate? Era nell’aria già da quasi una settimana, ma purtroppo non era la primavera. Purtroppo, perché invece era l’odore nauseabondo di quintali e quintali di immondizia che iniziavano a marcire ai primi, caldi raggi del sole primaverile.
Una settimana di inferno, quella trascorsa dai napoletani in giro per le strade cittadine.


A fare zig zag tra i rifiuti, a scansare con le auto montagnole di spazzatura, a tapparsi il naso pur di passare accanto a quelle piramidi di sacchetti multicolori.
Imponenti, ad ogni angolo di strada, ziggurat maleodoranti formatesi accanto ai cassonetti ormai saturi erano la testimoniaza plateale dello stato di emergenza e di abbandono in cui versava la città.
Chi ha avuto fegato da vendere, noncurante, si è tappato il naso e ha continuato a camminare per quelle strade che ormai avevano totalmente cambiato la loro fisionomia.


Chi non ce la fa più a tollerare i mille mali della mia città, o malediceva qualunquisticamente Bassolino o la Iervolino, o si “limitava” a dare fuoco ai cassonetti stipati fino alla nausea.
Non solo Pianura, Fuorigrotta, Soccavo, ma anche i quartieri vip della nostra città: Vomero, Posillipo, Chiaia. Ovunque, tonnellate di rifiuti. Una splendida cartolina per la nostra città.
Dopo le parole di Bertolaso, finalmente, qualcosa si è mosso. Poco prima del colera, ma si è mosso.
Sono stati presi dei provvedimenti, e la promessa della imminente raccolta ci fa tornare, anche se un poò forzato, un sorriso abbozzato sulle labbre. Piuttosto, ci fa tirare un pulito respiro di sollievo, che ne avevamo bisogno.
Oggi infatti, affacciandomi alla finestra, sembra che la situazione sia quasi del tutto tornata alla normalità. Almeno nel mio quartiere. Le montagnole sono scomparse, e anche l’odoraccio sembra avere abbandonato gran parte delle strade.
Torniamo a respirare, finalmente. Sì, ma sappiamo tutti che si tratta di una soluzione momentanea, pronta a riesplodere in emergenza fin quando non si troverà una soluzione alternativa ai sette impianti di Cdr della Campania per smaltire al meglio i rifiuti cittadini.


La crisi, nella nostra città, è sempre dietro l’angolo. Siamo nell’immondizia fino al collo, anche quando questa scompare dalla nostra vista.


lunedì 17 ottobre 2005

Quelle sporche centrali

Le 30 centrali elettriche più inquinanti d'Europa. Il WWF rende disponibile la lista sul proprio sito, insieme ad una mappa interattiva che permette di scoprire dove si trovino e quanto inquinino questi impianti.
L'Italia ha 4 centrali presenti nella classifica, ma nessuna tra i primi posti. Anche se in una situazione abbastanza grave, almeno possiamo essere contenti di non detenere anche questo primato negativo.
Non si può dire lo stesso di Germania, Grecia e Spagna: la prima ha sul proprio territorio ben 9 tra le centrali più inquinanti. La seconda, invece, ha solo due impianti a lignite in classifica, ma al primo e al quarto posto. La Spagna, infine, è al terzo posto in questa poco entusiasmante graduatoria, con la centrale Abono.


(WWF, Altreconomia)

domenica 16 ottobre 2005

venerdì 14 ottobre 2005

Carlo Rubbia, dall'Italia alla Spagna

Della squallida vicenda dell'allontanamento di Carlo Rubbia dall'ente Enea ne avevamo già parlato qualche mese fa. Per chi non lo ricordi, il Premio Nobel per la fisica fu rapidamente congedato, dal Consiglio dei Ministri, dall'incarico di Presidente del centro di ricerca Enea dopo la sua amara denuncia sulle pagine de "la Repubblica".
Il nostro paese ha perso così uno straordinario scienziato, un uomo geniale, a causa delle continue umiliazioni inferte alla ricerca da parte del Governo. Una situazione esasperante, che vede le solite dinamiche politiche e  l'avvilente logica partitica continuare a governare la maggior parte delle iniziative, scientifiche, culturali, editoriali del nostro paese.
Beh, sembra che Carlo Rubbia
abbia trovato un altro paese pronta ad accoglierlo a braccia aperte, a valorizzare le sue iniziative e sfruttare le sue enormi capacità. Il Premio Nobel è a Madrid, in Spagna, per lavorare con tranquillità a progetti legati all'energia solare ed installare una centrale in grado di sfruttare al meglio questa fonte energetica alternativa.
Mentre l'Italia resta a guardare, continuando tristemente a sprofondare nel baratro.


(la Repubblica, Green Planet)

Questo Ponte non s'ha da fare

Sono tanti, sicuramente troppi, i rischi ambientali, economici, tecnici e sociali e derivanti dalla costruzione del Ponte sullo stretto di Messina.
Tutto per risparmiare 10 minuti di tempo rispetto al viaggio in traghetto. Grazie mille per quest'altra grande opera inutile.
Qui i 10 buoni motivi, pubblicati dal WWF, per dire no a questo ponte.


(WWF)

sabato 8 ottobre 2005

Stan non è come Katrina?

Sbaglio o questo uragano, questi morti, questi dispersi e i problemi che tormenteranno una nazione già abbondantemente provata come il Guatemala stanno avendo una visibilità mediatica abbastanza ridotta? Non vorrei sembrare inutilmente polemico, ma credo proprio che per i media occidentali esistano morti di serie A e di serie B e che la logica della notizia svilisca quello che dovrebbe essere il compito principale del giornalista: informare. Il caso dell'uragano Stan in Guatemala, inoltre, conferma in pieno che il filtro occidentalista e filoamericano dell'informazione che riceviamo quotidianamente attraverso gran parte dei mass media ci porta ad avere una visione parziale e distorta della realtà.
Dico, stiamo parlando di 400 morti - al momento, alla fine della conta saranno di sicuro più del doppio -, più di mille dispersi, 40mila sfollati. Cifre che metteranno in ginocchio il Guatemala. I morti sono sempre morti, siano essi soldati americani in Iraq, poveri di New Orleans o contadini del Guatemala, e per questo meritano lo stesso rispetto e non possono essere così facilmente dimenticati o trascurati perché non "fanno notizia".
Si tratta forse il peggiore disastro naturale nella storia del paese, ma ciò non dare maggiore notiziabilità alla vicenda. O, perlomeno, questa catastrofe sembra non avere la stessa importanza di Katrina o di tanti altri morti nell'agenda mediatica e non avrà lo stesso impatto sull'opinione pubblica italiana. Che continuerà, come sempre, a sapere poco o nulla di questi tragici eventi che colpiscono il Sud America o l'Africa, che purtroppo cadono subito nel dimenticatoio senza lasciare traccia nella nostra memoria.


(CNN, la Repubblica, Ansa, Adnkronos)

venerdì 30 settembre 2005

L'altra faccia della Coppa Davis

Dopo il trionfo sfiorato contro la Spagna, l'illusione della grande vittoria, l'esultanza sfrenata del pubblico, la rimonta mozzafiato di Seppi e l'emozione incredibile del doppio, ciò che resta a Torre del Greco è soltanto l'immondizia.


(il Mattino)

venerdì 23 settembre 2005

Emergenza in Nicaragua

Seri problemi ambientali in Nicaragua: dopo lunghi mesi di alluvioni la Costa Caribe è infestata da topi.
La popolazione di etnia miskita che abita in quelle terre ha perso e continua a perdere gran parte dei raccolti, rischia un'epidemia di colera, soffre la fame e vive di stenti, ma
il governo sembra non voler offrire un aiuto concreto


(Peacelink, Todito)

venerdì 9 settembre 2005

Chernobyl: vent'anni dopo

Il rapporto delle Nazioni Unite "Chernobyl's Legacy: Health, Environmental and Socio-Economic Impacts"  cerca di determinare le reali dimensioni dell'incidente nucleare del 26 aprile 1986, a causa del quale ancora oggi potrebbero morire circa quattromila persone.


(Le Scienze)

martedì 6 settembre 2005

La vera bestia è l'uomo

Nella splendida isola di Reunion, nell'Oceano Indiano, i cani randagi vengono usati come esche vive per gli squali. Proprio così. Vengono trafitti con un amo sul muso e gettati in mare.
Aiutiamo a porre fine a questo orrore, partecipando alla petizione sul sito
30millionsdamis.


(Tiscali, 30millionsdamis)

sabato 3 settembre 2005

Caro Mr. Bush...

Lettera aperta di Michael Moore al presidente degli Stati Uniti George W. Bush, dopo la catastrofe di New Orleans.
La versione originale la trovate
qui.


(Peace Reporter, Michael Moore)

giovedì 14 luglio 2005

Ci resta il territorio in un futuro senza fabbriche

"Strano destino quello del turismo. Una volta trascurato da ogni economista ritenutosi serio, e neppure redditizio in politica, oggi è diventato un elemento liturgico, obbligato in ogni discorso, specie del Sud. Ma ci si limita a citarlo come una giaculatoria, poche volte si approfondisce il tema, E quando se ne parla le idee si pescano nel serbatoio dei luoghi comuni più sicuri, perché ripetuti da generazioni di convegnisti, di politici e di esperti".


Franco Garbaccio, su "il Denaro", ci ricorda la miriade di luoghi comuni turistici in cui ci si imbatte quando si parla del Sud e delle sue possibilità. Cose vecchie di dieci anni, se non di più.
Il testo integrale lo trovate
qui.


(Il Denaro)