mercoledì 13 febbraio 2008
mercoledì 6 febbraio 2008
Panebianco sulla campagna elettorale
Sottolineo soprattutto questo passo:
"Il clima delle campagne elettorali condiziona le vicende del dopo-elezioni. Una campagna dura ma senza demonizzazioni renderebbe più facile instaurare condizioni di cooperazione su temi importanti fra la futura maggioranza e la futura opposizione. Ma è realistico credere alla possibilità di una campagna elettorale siffatta? Vi si oppone la nostra tradizione. Vi si oppone il fatto che la demonizzazione dell'avversario è in questo Paese per tanti un mestiere, un'attività politico-economica da cui dipendono remunerazioni, status, carriere. Vi si oppone il fatto che, da noi, molti, e non solo politici di professione, sembrano identificare interamente la politica e l'agire politico con l'invettiva (è sempre stato così ma da Mani Pulite in poi questo fenomeno si è grandemente accentuato): se lo spazio per l'invettiva si riducesse tutti costoro penserebbero di essere stati defraudati del loro «ruolo politico». Vi si oppone il fatto che negli stessi partiti di Veltroni e Berlusconi abitano tantissimi che diventerebbero afoni se la delegittimazione dell'avversario perdesse il peso determinante fin qui avuto.
Probabilmente, sarebbe necessario un forte ricambio del personale parlamentare, forze fresche disposte ad adottare uno stile più pacato e propositivo. E occorrerebbe la capacità dei leader di resistere alle pressioni di molti gruppi esterni: quei gruppi che vogliono una politica debole e delegittimata e sanno che un clima da guerra civile ne è la migliore garanzia".
(Corriere della Sera)
venerdì 1 febbraio 2008
Sartori contro le elezioni subito
Contro le lelezioni subito, il Berlusco-Prodismo, i politici che operano soltanto nel loro interesse, l'elettorato debole, i carrozzoni «coatti» che imbarcano cani e gatti, le caste di destra e di sinistra.
E con una conclusione secca, diretta, senza fronzoli: "i politici disinteressati si contano sulle dita. Non se ne deve ricavare che anche se coltivano tutti il proprio interesse siano tutti egualmente dannosi per l'interesse generale. A Berlusconi conviene (per sé) saltare la riforma elettorale? Sì. A Veltroni conviene (per sé) avere la riforma elettorale? Sì. La differenza è che mentre l'utile del Cavaliere confligge con l'interesse del Paese, l'utile di Veltroni è anche nell'interesse del Paese. Su una scala da 0 (cinismo puro) a 10 (altruismo massimo), in questa partita piazzerei Berlusconi a zero e Veltroni a 5. Quanto al dibattito su elezioni subito o no, è un dibattito del tutto pretestuoso. Nemmeno è vero che non ci sia tempo, o che perdere tempo sia «delittuoso» (Fini). In Senato giace quasi pronta una buona proposta di riforma (la bozza Bianco) sulla quale un accordo trasversale potrebbe essere stipulato in pochissimi giorni. Se Berlusconi dicesse di sì, sarebbe cosa fatta. Ma Berlusconi dice di no, perché a lui, dicevo, l'interesse del Paese non importa un fico secco. Si avverta: una piccola generosità non lo danneggerebbe di molto e gli farebbe fare, in compenso, una bella figura. Ma il Cavaliere non è fatto così. Oramai gravemente afflitto dal «mal di potere», lo rivuole subito. Anche un solo giorno di potere mancato lo fa soffrire".
(Corriere della Sera)
domenica 14 ottobre 2007
Vincere facile
Vabè, ha vinto Walter e nessuno aveva dubbi in merito.
Ma il caro Adinolfi, come come? Al momento (2800 sezioni su 11204) solo 660 voti. Parenti e amici stretti, insomma, più qualche blogger che l'aveva scritto in un post e ha tenuto fede alla parola data.
Mi aspettavo qualcosa di più, ma in fondo poco mi frega.
(la Repubblica)
Tre milioni
Per eleggere in un'elezione farsa il capo di un megapartito farsa.
Tre milioni di euro. Che di questi tempi, mi sembra proprio uno schiaffo al buon senso.
mercoledì 31 maggio 2006
Previsione esatta...
Come si può leggere su Carta Canta di Travaglio, ha sbagliato proprio di un pelo.
(Carta Canta)
martedì 30 maggio 2006
Game Over
Alle 3 di notte, ma è finita. Fare il Presidente di Seggio elettorale è un'esperienza davvero massacrante, solo ora me ne rendo conto (eppure è stata la quinta volta).
Tra elettori indecisi, orari inumani, caldo e finestre che non si aprivano, proteste dei rappresentanti di lista, enormi verbali da compilare, mi meraviglio come non sia riuscito a sopravvivere.
Per fortuna la squadra degli scrutatori era affiatata, il segretario bravissimo e siamo riusciti a portare a termine il lavoro senza intoppi.
Convinto di essere tra gli ultimi del quartiere, poi, mi son dovuto ricredere. Trentesimo su 75 seggi, una gran bella soddisfazione, insomma.
Poi, qui a Napoli la Iervolino ha vinto di nuovo, senza ballottaggio.
Amareggiato? Devo ammetterlo, sì. Almeno col ballottaggio potevo farmi un'altra elezione, stavolta molto più semplice, e intascare altri 150 euro facili facili.
sabato 27 maggio 2006
Dura la vita del presidente di seggio
Le elezioni amministrative, intendo.
A martedì.
venerdì 26 maggio 2006
Tutto come prima
Tutto torna come prima, allora. Voto domenica e lunedì.
Poi, dopo questi due giorni, non voglio sentir parlare di politica almeno per i prossimi sei mesi.
(Corriere)
Incubo elettorale
(Corriere)
mercoledì 24 maggio 2006
Quando arrivano le elezioni?
Meno 3 giorni alle elezioni.
La situazione sta diventando intollerabile.
Faccioni appiccicati e spalmati ovunque l'occhio umano riesca ad arrivare.
Negli appositi spazi, sui muri, sui balconi, sui pali della luce, gente sorridente che ammicca, ti sorride, cercando disperatamente il tuo voto.
E poi ancora volantini, fac-simile, bigliettini che ti vengono offerti, donati, regalati, lasciati nelle tasche, sul parabrezza della macchina, a casa, via email, nella cassetta delle lettere, al bar, per strada.
Quintali, tonnellate di carta inutile che finiscono quasi direttamente nei cestini dell'immondizia, mentre per i manifesti il discorso è ben più complesso.
Si accumulano foglio su foglio in ogni angolo consentito o non, creando un multistrato spesso e attaccaticcio, una millefoglie di colla e colori, un surreale collage di volti-scritte-loghi quasi incomprensibile per chiunque l'osservi in modo distratto.
A parte il fastidio attuale, poi, la vera paura è un'altra: quella di vedere, una volta finite le elezioni, quelle brutte facce ancora attaccate per settimane, nel caso in cui nessuno si prenda la briga di toglierle al più presto.
Io già me li sogno la notte. Aiuto.
mercoledì 10 maggio 2006
Habemus Presidente
Allora, nessuna novità.
E’ proprio lui il nostro nuovo presidente, l’undicesimo dalla nascita della Repubblica: Giorgio Napolitano.
Ha raggiunto la maggioranza assoluta con 542 voti e ricoprirà la carica più importante dello Stato per i prossimi sette anni.
Ma chi è Giorgio Napolitano?
Nato più di ottanta anni fa (1925), vanta un passato da giovanissimo antifascista e una lunga carriera nel PCI.
Laureato in Giurisprudenza, da politico è stato deputato, ministro degli esteri nel 1989, ministro dell’interno nel 1996, parlamentare europeo e Presidente della Camera, Senatore a vita e ora Presidente della Repubblica.
Pur non apprezzando totalmente la scelta, da questo blog i migliori auguri al nuovo Presidente.
(Ansa)
lunedì 8 maggio 2006
Prima di andare a dormire
(la Repubblica)
sabato 29 aprile 2006
Finita
Cos'è successo ieri?
venerdì 28 aprile 2006
Le comiche
(la Repubblica)
mercoledì 19 aprile 2006
Io protesterei un altro po'
Insomma, nessun tipo di sorpresa politica dall'uovo di Pasqua delle elezioni.
Sarà finalmente finita?
(la Repubblica)
domenica 16 aprile 2006
Numeri di Pasqua
E, come abbiamo visto, le polemiche non si sono ancora placate.
Ma credo sia necessario, una volta per tutte, fare un po' di chiarezza. E, dal momento che non sono molto bravo con la calcolatrice, mi limito a segnalare le riflessioni di qualcuno che ne capisce qualcosa in più del sottoscritto.
E buona Pasqua a tutti.
(Wittgenstein, Particellelementari, Webrebelde)
sabato 15 aprile 2006
Insopportabili
Che facciamo, gliela diamo vinta? Che tanto ormai ho capito: questi qui non sanno proprio perdere.
(la Repubblica)
Una più del diavolo
Anche perché, come sostiene Stefano Ceccanti, costituzionalista ed esperto di sistemi elettorali, "L'interpretazione dell'ex ministro Calderoli dell'articolo 83 del testo unico è priva di fondamento. Questo perchè il punto 1 impone di sommare i voti della stessa lista in più circoscrizioni. E' evidente che ci si presenta in una sola circoscrizione non vede sparire i suoi voti solo perche' non c'e' somma: lì c'è coincidenza tra cifra circoscrizionale e cifra nazionale".
E buonanotte a tutti.
(Corriere, Repubblica)