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mercoledì 1 settembre 2010

Grillo e la caccia



Era da tempo che non leggevo con tanto interesse e coinvolgimento un pezzo di Beppe Grillo sul suo blog. Be', consiglio a tutti di farlo e mi unisco al suo coro: Odio la caccia.

giovedì 12 marzo 2009

Diversamente abili, portatori di handicap, handicappati: cambiamo ma non solo a parole

Una proposta.

"Pensavo, dopo essere stato colpito dalla Malattia di Parkinson, di aver conosciuto tutte le brutture del mondo: ma sbagliavo! Il peggio è sempre in agguato ed ha un nome che la moderna linguistica cerca di edulcorare: diversamente abile. Un tempo erano definiti portatori di handicap, e prima ancora handicappati [...] Ora è tempo di non ricadere nello stesso errore e io desidero che quello che accade ai diversamente abili venga commisurato e riportato nel giusto alveo. L’idea è questa: creare una struttura legale, spalmata sulle province e sui grandi centri fino ai piccoli paesi, di modo che il diversamente abile vessato, si possa a essa rivolgere per avere giustizia".

(Lankelot)

lunedì 2 marzo 2009

Diritti umani: la Corte di Strasburgo condanna la Russia



Nuova condanna per la Russia: la Corte europea dei diritti dell’uomo si è pronunciata a proposito della sparizione e la probabile uccisione di numerosi civili ceceni negli ultimi anni.
Diverse le sentenze emesse ieri dai giudici di Strasburgo: tra queste risalto particolare meritano quelle riguardanti la scomparsa nel 2002 di tre persone che abitavano nel distretto di Urus-Martan, e quella relativa alla sparizione di un abitante di Cechen Aul nel 2004.
In questi e in altri casi gli uomini – assicurano i testimoni oculari, i familiari delle vittime - sono stati prelevati dalle loro case nelle prime ore del mattino da uomini russi (o che parlavano russo) armati e in uniforme, e sono stati caricati su mezzi militari. Inoltre, la condanna è arrivata anche per non avere fornito le prove e i documenti che la Corte aveva richiesto.
A seguito di queste sentenze, la Russia è stata condannata a pagare ai familiari delle presunte vittime un totale di 177mila euro per violazione del diritto alla vita, per i trattamenti inumani e degradanti e per la mancanza di una inchiesta efficace dopo la loro scomparsa.
Questi soldi sono il risarcimento per le vittime di quelli che – stando a incredibili colpi di scena – sono alcuni dei tanti omicidi brutali compiuti dai soldati russi. Detenzione illegale, rapimenti, maltrattamenti e assassini di civili, soprattutto nel territorio Ceceno, continuano ad essere molto frequenti e quasi sempre impuniti.
Il problema delle sparizioni e delle uccisioni in Russia – e soprattutto in Cecenia, ancora frequente teatro di lotte e violenze nel silenzio mediatico generale – è stato spesso uno degli argomenti principali degli articoli e delle inchieste di Anna Politkovskaja, la giornalista russa del settimanale Novaja Gazeta, assassinata nel suo appartamento, in un quartiere centrale di Mosca il 7 ottobre del 2006. Ricordiamo che il tribunale di Mosca ha assolto tutti e quattro gli indagati dell’assassinio (due fratelli ceceni, Dzhabrail e Ibrahim Machmudov, un ex poliziotto moscovita, Sergej Chadzhikurbanov e il colonnello dei servizi segreti russi Pavel Rjaguzov).

domenica 2 dicembre 2007

Ingrid e la speranza della libertà

Oggi la Repubblica valeva la pena acquistarla soprattutto per l'articolo di Francesco Merlo e la lettera scritta da Ingrid Betancourt, dalla prigionia colombiana.
Una lettera che apre spiragli di speranza, dopo il video ritrovato, ma che non fa altro che confermare la ferocia delle FARC, che detengono la senatrice dal 2002.
Parole cariche d'amarezza e di sconforto, per una donna che da cinque anni ha perso la propria libertà, che vive "come una morta", unica prigioniera donna nel gruppo. Sopravvive "su un'amaca tesa fra due pali", non mangia, non può leggere nulla a parte la Bibbia. "Non ha più voglia di nulla", dice, e l'unica cosa che riesce a farla andare avanti è il ricordo e l'affetto dei propri cari.
Ringrazia la Francia, Chavez, ma non la Colombia, nè tanto meno il presidente Uribe.
"Bene Mamita, che Dio ci aiuti, ci guidi, ci dia la pazienza e ci protegga per sempre e addio", così conclude la lettera la Betancourt.
La situazione appare difficile, molto difficile, per questa donna a cui è stato portato via tutto, ed attende ancora che qualcuno faccia qualcosa per farle riottenere la libertà.
Ma come? Forse, con uno sforzo che veda impegnati Sarkozy, Chavez e Uribe verso un comune obiettivo, quello che ora appare ancora un miraggio sarà possibile.

(Wikipedia, Youtube)

venerdì 16 novembre 2007

Te lo do io il portabottiglie

Dopo aver letto che a Milano in un negozio vendevano zampe di elefante come portabottiglie di lusso, mi piacerebbe tanto usare le orecchie del proprietario del negozio come posacenere (anche se non fumo più).

(Corriere della sera)

Liberate il magenta

Son davvero tempi duri, quando bastano soldi e potere per acquistare anche un colore.

(la Repubblica)

lunedì 1 ottobre 2007

Giusto per la cronaca

E mentre si discute ancora su che colore indossare per protestare contro il regime birmano (rosso, giallo, ocra, zafferano? Ma che importa?), sarebbero 1500 le persone scomparse o incarcerate, durante le manifestazioni della scorsa settimana.

(AGR)

domenica 30 settembre 2007

Scivola, scivola vai via.

Nastro rosso, arancio, color zafferano: polemiche inutili.
La cosa più importante sulla tragedia e la dittatura militare birmana, è che se ne parli.
E la cosa che intristisce di più, già oggi, è vederla scendere sempre più in basso nelle homepage dei siti d'informazione nazionale, e di conseguenza scivolare sempre più indietro domani, sulle pagine dei quotidiani.

Scivola, scivola vai via.

Nastro rosso, arancio, color zafferano: polemiche inutili.
La cosa più importante sulla tragedia e la dittatura militare birmana, è che se ne parli.
E la cosa che intristisce di più, già oggi, è vederla scendere sempre più in basso nelle homepage dei siti d'informazione nazionale, e di conseguenza scivolare sempre più indietro domani, sulle pagine dei quotidiani.

giovedì 27 settembre 2007

Contro il regime birmano

Domani io indosserò una maglietta rossa.
Solitamente sono contro questo genere di cose, ma domani la indosserò.

(la Repubblica)

Contro il regime birmano

Domani io indosserò una maglietta rossa.
Solitamente sono contro questo genere di cose, ma domani la indosserò.

(la Repubblica)

giovedì 13 settembre 2007

Capo, 'na cosa a piacer...

Quasi mi vergogno a dirlo, ma io questo qui lo conoscevo. Era il parcheggiatore della mia ex università, persona nota a tutti nell'ambiente del Suor Orsola da anni e anni.  Sul quale esistono leggende metropolitane stupende, che non ho il tempo ora di raccontarvi.
Lo conoscevo, comunque. Sapevo il suo nome. Lo salutavo. Non gli ho mai dato una lira, e non è per mettere le mani avanti. Semplicemente, perché non ho mai avuto un motorino.
Lui i soldi li chiedeva a chi parcheggiava i motorini, ed erano pure parecchi. Sia i motorini che i soldi. Una volta con un amico abbiamo provato a fargli i conti in tasca. Due euro a motorino, fai per cento motorini al giorno...duecento euro quotidiane tonde tonde, esentasse. Tremila euro a fine mese.
Lo conoscevo, ci scambiavo due chiacchiere. Non era molesto, anzi. Era un estorsore, però. E lo era sia prima che dopo la dura battaglia contro i parcheggiatori abusivi, che si sta scatenando da un po' di tempo a questa parte in tutta Italia e che da queste parti portiamo avanti ormai da anni.
Insomma, il parcheggiatore che conoscevo è stato arrestato, perché disumano nei suoi atteggiamenti e camorrista nelle sue richieste. Benissimo, sono d'accordo.
Ma comunque, leggendo l'articolo mi chiedo: se non ci fosse stato questo deterrente, i soldi il ragazzo glieli avrebbe dati? Io dico di sì, senza problema. Ve l'assicuro.
E allora? Ottimo, l'idea di multare chi cede ai parcheggiatori funziona, direte. E invece a me questa cosa proprio non va giù. Chi dovrebbe tutelarmi dovrebbe impedirmi di incontrarlo, il parcheggiatore. Non minacciarmi di multarmi perché lo pago. E magari farmi rischiare prima il pestaggio. Ricordate, parla uno al quale i simpatici parcheggiatori hanno spezzato lo sterzo ben due volte, e che quando vede un posteggiatore abusivo inizia a bestemmiare in sanscrito.
Ma piuttosto che restare con la paura di una ruota bucata o di qualche altro "scherzetto", alle volte cedo. Da oggi, se dovessi cedere al ricatto rischierò di pagare anche una multa? Bel modo di tutelare la giustizia, in stile tipicamente napoletano.
Si colpisce la punta dell'iceberg perché non si riesce nemmeno lontanamente a scalfirne la base. Anche per qualche mese, magari. Ma per far tornare poi tutto come prima.

Capo, 'na cosa a piacer...

Quasi mi vergogno a dirlo, ma io questo qui lo conoscevo. Era il parcheggiatore della mia ex università, persona nota a tutti nell'ambiente del Suor Orsola da anni e anni.  Sul quale esistono leggende metropolitane stupende, che non ho il tempo ora di raccontarvi.
Lo conoscevo, comunque. Sapevo il suo nome. Lo salutavo. Non gli ho mai dato una lira, e non è per mettere le mani avanti. Semplicemente, perché non ho mai avuto un motorino.
Lui i soldi li chiedeva a chi parcheggiava i motorini, ed erano pure parecchi. Sia i motorini che i soldi. Una volta con un amico abbiamo provato a fargli i conti in tasca. Due euro a motorino, fai per cento motorini al giorno...duecento euro quotidiane tonde tonde, esentasse. Tremila euro a fine mese.
Lo conoscevo, ci scambiavo due chiacchiere. Non era molesto, anzi. Era un estorsore, però. E lo era sia prima che dopo la dura battaglia contro i parcheggiatori abusivi, che si sta scatenando da un po' di tempo a questa parte in tutta Italia e che da queste parti portiamo avanti ormai da anni.
Insomma, il parcheggiatore che conoscevo è stato arrestato, perché disumano nei suoi atteggiamenti e camorrista nelle sue richieste. Benissimo, sono d'accordo.
Ma comunque, leggendo l'articolo mi chiedo: se non ci fosse stato questo deterrente, i soldi il ragazzo glieli avrebbe dati? Io dico di sì, senza problema. Ve l'assicuro.
E allora? Ottimo, l'idea di multare chi cede ai parcheggiatori funziona, direte. E invece a me questa cosa proprio non va giù. Chi dovrebbe tutelarmi dovrebbe impedirmi di incontrarlo, il parcheggiatore. Non minacciarmi di multarmi perché lo pago. E magari farmi rischiare prima il pestaggio. Ricordate, parla uno al quale i simpatici parcheggiatori hanno spezzato lo sterzo ben due volte, e che quando vede un posteggiatore abusivo inizia a bestemmiare in sanscrito.
Ma piuttosto che restare con la paura di una ruota bucata o di qualche altro "scherzetto", alle volte cedo. Da oggi, se dovessi cedere al ricatto rischierò di pagare anche una multa? Bel modo di tutelare la giustizia, in stile tipicamente napoletano.
Si colpisce la punta dell'iceberg perché non si riesce nemmeno lontanamente a scalfirne la base. Anche per qualche mese, magari. Ma per far tornare poi tutto come prima.

martedì 29 maggio 2007

La Russia antigay

Quello che è accaduto al mancato Gay Pride di Mosca è vergognoso, volendo usare parole moderate.
In una terra dove la democrazia e i diritti civili vengono sempre più tranquillamente cancellati (pensare alla Cecenia, alla polizia violenta, ai giornalisti uccisi, tanto per averne un’idea), è andato in scena un nuovo atto di violenza e abusi nei confronti dei cittadini, che quando sono minoranza devono ancora di più subire senza fiatare.
Funziona così, vediamo se ho capito bene: nella Russia di Putin si organizza una manifestazione per i diritti dei gay, e accade che le forze di polizia lascino tranquillamente lanciare uova e malmenare i pacifici manifestanti – tra cui parlamentari ed europarlamentari – e arrestino quelli che hanno subito violenze, tra cui tre attivisti russi incriminati per resistenza a pubblico ufficiale che rischiano fino a 15 giorni di carcere.
Il video è davvero shockante (al cazzotto in faccia sono quasi saltato dalla sedia), così come lo è la colpevole complicità degli agenti russi, che palesemente hanno lasciato via libera ai giovani nazionalisti e ortodossi colpevoli delle violenze ai danni dei manifestanti.
Tra gli italiani, c’erano anche Marco Cappato, Vladimir Luxuria e Ottavio Marzocchi: da notare nel filmato come il primo cerchi di fare tutto il possibile per attirare l’attenzione delle forze di polizia, chiamando a gran voce: “Where is the police? Why are not you protecting us?” e ne riceva, in cambio, l’arresto.
Ora, a tre giorni dall’episodio, pare che qualcosa si stia muovendo, che la Russia sia sotto accusa dopo questa repressione. D’Alema condanna, Bertinotti pure, in Europa si indignano.
Ma, oltre a condannare questo episodio orribile, credo si debba anche riflettere sulla situazione dei diritti delle minoranze in un mondo lontano dal nostro come è ancora quello russo, e su quanto l’Europa tutta abbia seriamente intenzione di porre un freno agli atti antidemocratici di Putin o intenda, come spesso ha fatto finora, ammonire a parole e nei fatti non fare nulla per cercare di cambiare lo stato delle cose.


(Corriere)

La Russia antigay

Quello che è accaduto al mancato Gay Pride di Mosca è vergognoso, volendo usare parole moderate.
In una terra dove la democrazia e i diritti civili vengono sempre più tranquillamente cancellati (pensare alla Cecenia, alla polizia violenta, ai giornalisti uccisi, tanto per averne un’idea), è andato in scena un nuovo atto di violenza e abusi nei confronti dei cittadini, che quando sono minoranza devono ancora di più subire senza fiatare.
Funziona così, vediamo se ho capito bene: nella Russia di Putin si organizza una manifestazione per i diritti dei gay, e accade che le forze di polizia lascino tranquillamente lanciare uova e malmenare i pacifici manifestanti – tra cui parlamentari ed europarlamentari – e arrestino quelli che hanno subito violenze, tra cui tre attivisti russi incriminati per resistenza a pubblico ufficiale che rischiano fino a 15 giorni di carcere.
Il video è davvero shockante (al cazzotto in faccia sono quasi saltato dalla sedia), così come lo è la colpevole complicità degli agenti russi, che palesemente hanno lasciato via libera ai giovani nazionalisti e ortodossi colpevoli delle violenze ai danni dei manifestanti.
Tra gli italiani, c’erano anche Marco Cappato, Vladimir Luxuria e Ottavio Marzocchi: da notare nel filmato come il primo cerchi di fare tutto il possibile per attirare l’attenzione delle forze di polizia, chiamando a gran voce: “Where is the police? Why are not you protecting us?” e ne riceva, in cambio, l’arresto.
Ora, a tre giorni dall’episodio, pare che qualcosa si stia muovendo, che la Russia sia sotto accusa dopo questa repressione. D’Alema condanna, Bertinotti pure, in Europa si indignano.
Ma, oltre a condannare questo episodio orribile, credo si debba anche riflettere sulla situazione dei diritti delle minoranze in un mondo lontano dal nostro come è ancora quello russo, e su quanto l’Europa tutta abbia seriamente intenzione di porre un freno agli atti antidemocratici di Putin o intenda, come spesso ha fatto finora, ammonire a parole e nei fatti non fare nulla per cercare di cambiare lo stato delle cose.


(Corriere)

sabato 26 maggio 2007

La censura non esiste. No, non esiste.

Da queste parti eravamo quasi convinti che il video Sex Crime and Vatican, andato in onda sulla BBC in novembre e ignorato dai media italiani, sarebbe passato in prima serata ad Anno Zero di Santoro. Così dicevano.
Ovviamente, dati questi chiari di luna, abbiamo cambiato radicalmente idea: probabilmente, in tv non lo vedrete mai e ora, cliccando sullo stesso link di Google Video segnalato qualche giorno fa, trovate questa frase:
Siamo spiacenti, questo video non è disponibile.
Aggiorna la pagina e ricontrolla.
Per visualizzare altri video, visita la nostra home page.
Per fortuna, il documentario è ancora disponibile sul sito della BBC, e su bispensiero.
Vedetelo, vedetelo, vedetelo.

La censura non esiste. No, non esiste.

Da queste parti eravamo quasi convinti che il video Sex Crime and Vatican, andato in onda sulla BBC in novembre e ignorato dai media italiani, sarebbe passato in prima serata ad Anno Zero di Santoro. Così dicevano.
Ovviamente, dati questi chiari di luna, abbiamo cambiato radicalmente idea: probabilmente, in tv non lo vedrete mai e ora, cliccando sullo stesso link di Google Video segnalato qualche giorno fa, trovate questa frase:
Siamo spiacenti, questo video non è disponibile.
Aggiorna la pagina e ricontrolla.
Per visualizzare altri video, visita la nostra home page.
Per fortuna, il documentario è ancora disponibile sul sito della BBC, e su bispensiero.
Vedetelo, vedetelo, vedetelo.

venerdì 18 maggio 2007

25 anni

L'incredibile storia di Jerry Miller: 48 anni, 25 dei quali trascorsi dietro le sbarre per un reato che non aveva commesso.
Stefania Mascetti  sul blog Prigioni di Internazionale.

(Internazionale)

25 anni

L'incredibile storia di Jerry Miller: 48 anni, 25 dei quali trascorsi dietro le sbarre per un reato che non aveva commesso.
Stefania Mascetti  sul blog Prigioni di Internazionale.

(Internazionale)