lunedì 30 ottobre 2006

Playlist di Luca Sofri

Che Luca Sofri stesse per uscire con un libro hornbyano sulle canzoni di cui non si può fare a meno è cosa nota da un po', almeno da queste parti.
Non sapevo che, però, le canzoni fossero ben 2556 (?) per un totale di 460 pagine (440 senza introduzione): un'opera quasi monumentale, insomma, che sarà in libreria da giovedì è per ora ha il suo bel blog di riferimento.
Un'ultima cosa: la copertina è davvero fantastica.

(Wittgenstein)

Ancora pupe, ancora secchioni

Ma non era finito la scorsa settimana "La pupa e il secchione"?
Sembra di no, dato che ho acceso per un secondo la tv e mi sono ritrovato di nuovo davanti quelle coppie di poveretti/acci che ballavano al ritmo di "I don't feel like dancing" degli Scissor Sister, mentre Papi sghignazzava e si dimenava come un invasato.
Ammetto di essermi fermato a vedere almeno 3 coppie, incuriosito.
Poi sono iniziati i conati ed ho dovuto spegnere.

Cosa dici, caro Blatter?

Che ci tenesse un po' sulle palle è, ormai, cosa che abbiamo capito da un pezzo.
Ma mi risulta davvero difficile comprendere il perché delle ultime dichiarazioni di Joseph Blatter ad una tv australiana, a quattro mesi dalla nostra vittoria del titolo. 
Primo, perché il rigore sullo splendido Grosso mondiale - che discesa su quella fascia, che discesa - era grosso quanto una casa.
Secondo, perché, pur sforzandomi, trovo il suo sillogismo "L'Australia avrebbe dovuto logicamente passare ai quarti di finale al posto dell'Italia perché andando ai tempi supplementari voi eravate 11 contro 10..." quantomeno discutibile.
Non mi toccare Grosso, caro Blatter.
Materazzi forse sì perché, mondiale a parte, sono tornato amabilmente ad odiarlo. Ma Grosso proprio no. Stai attento a te.

Evviva l'Italia, evviva i campioni del mondo. Nonostante Blatter.

(La Repubblica)

domenica 29 ottobre 2006

Moltheni

Sono quasi 24 ore che ascolto Moltheni.
Quasi ininterrottamente.
Avevo un suo vecchio disco, "Natura in replay" di fine secolo scorso (1999), da tempo sommerso da decine di altri.
Oggi incontro per caso un suo video su Youtube (ma va?) e subito è scattata la scintilla.
E' il video del suo ultimo singolo, tratto dal suo ultimo album, dal titolo "Toilette Memoria": "L'età migliore".

Consumo tutti i video che trovo sul sito, poi passo a studiarmi il pesonaggio. Intanto continua a girare "Natura in replay" sul lettore.
Trovo parecchie cose in rete: il sito ufficiale, poi mi leggo un'intervista, la stupenda monografia su sentireascoltare, qualche altra cosa in giro.
E ora sono sempre più curioso di ascoltare il suo nuovo cd.

(Youtube, Ondarock, Sentireascoltare)

venerdì 27 ottobre 2006

Album della settimana

La pipì di Luxuria

Eccallà. Sapevo che sarebbe successo, prima o poi.
E il fatto che non fosse ancora scoppiato lo scandalo mi aveva quasi fatto pensare che Vladimiro Guadagno, in arte Vladimir Luxuria, deputato del partito comunista, se la fosse trattenuta negli ultimi 3 mesi.
Insomma, la polemica scatenata dalla Gardini, ex presentatrice televisiva - ma non mi ricordo proprio di cosa: meteora - non mi sorprende affatto.
Ironia già ce n'era stata al momento delle elezioni, e sappiamo che dalle parti forzitaliote in questo senso non si risparmiano mai.
Ma poi dall'ironia si è passati ai fatti, e alle scenate pubbliche su dove fare o non fare pipì.
Il modo, insomma: la prepotenza, il rimprovero alle addette alla pulizia, le urla e gli atteggiamenti per nulla garbati di questa ex attrice, ex conduttrice, ex tutto, da un po' di tempo alle prese con la politica.
La politica, appunto. Dov'è la politica qui?
Non c'è affatto: resta però lo sconcerto nel notare come la polemica della Gardini sia fuori tempo e fuori luogo e, mentre il paese - non importi chi governi, ormai si è capito - cola a picco lei si preoccupi di dove vengano espletati i bisogni fisiologici di un uomo che si sente donna e si dichiari traumatizzata da questa cosa.
"Mi vergogno che si dia un'immagine di così basso profilo del Parlamento", ha detto.
Cara Elisabetta, mi viene da risponderle, non è certo per la pipì di Luxuria che il profilo è così basso, credimi.
E pensate a lavorare, invece, che i traumatizzati qui siamo noi.

(La Repubblica)

giovedì 26 ottobre 2006

I miei referrers

Do sempre più spesso un'occhiata ai referrers del mio blog, e noto con tristezza che il genere di persone che arriva da queste parti mi piace sempre meno.
(Tra le altre cose non ho neanche ben capito perché ci arriva, quando mai ho scritto di...vabè, non lo riscrivo altrimenti ci arriverebbero ancora più spesso. Mah).

mercoledì 25 ottobre 2006

Gnam gnam Mascherano

Com'era quella regola giornalistica: non è notizia il cane che morde il padrone, ma il padrone che morde il cane?
E invece, quando è un calciatore a mordere un altro calciatore, che roba è?

(Sports)

lunedì 23 ottobre 2006

La cura

Sono giù, stanco, un po' depresso quanto basta.
Ma mi basta leggere Chinaski per tornare un po' di buonumore.

(Chinaski77)

Gabriele Torsello

E mentre la trattativa per la sua liberazione sembra ancora essere ad un binario morto, questa è una delle poche cose interessanti e intelligenti che ho letto sul rapimento di Gabriele Torsello.

(Corriere, Gennaro Carotenuto)

5 anni di Ipod

Buon compleanno, Ipod.
(E forse è giunto il momento di comprarlo, 'sto status symbol).

(l'Unità)

domenica 22 ottobre 2006

Gangster Story, di Arthur Penn

Partiamo dalla fine: una scena così in un film del 1967 è a dir poco micidiale.
Due minuti prima Bonny e Clyde vivi, sorridenti, i banditi più famosi d'America.
Due minuti dopo, cadaveri crivellati di colpi in un lago di sangue.
Ed il ralenti serve solo a rendere ancora più realistica e drammatica una scena, già di per sè, incredibilmente intensa.
Perché si sapeva, in fondo, che i due prima o poi sarebbero passati a miglior vita.
Le rapine, le foto su i giornali di tutto il paese, le taglie sulla loro testa. Il momento della morte sarebbe arrivato presto. L'avevano intuito anche loro che era troppo tardi, avevano superato il punto di non ritorno, e non avrebbero mai potuto cambiare vita e cancellare il passato.
Lo sapevano.
Come lo sapevo anch'io, e sapevo che stasera avrei visto un grande film.
"Gangster Story", di Arthur Penn. Un film eccezionale.
Grande tensione narrativa, le interpretazioni eccellenti di Warren Beatty e Gene Hackman, il cameo di Gene Wilder, le auto d'epoca per le quali impazzisco (pur non capendoci nulla), le rapine in banca e gli inseguimenti mozzafiato tra paesini texani e strade di campagna desolate. E poi, lei: una Faye Dunaway così bella da sembrare quasi irreale.
Il film risente molto dell'influenza della Nouvelle Vague francese, dei cambiamenti politici e sociali oltreoceano, e diventa caposcuola di tutto quel cinema americano a cavallo tra gli anni Sessante e Settanta, attraverso il quale una nuova generazione di registi (Penn, Hopper, Peckinpah) ha intenzione di applicare la propria mano ed il proprio stile in ogni inquadratura.
Un cinema ribelle, fuori dai canoni del tempo, innovativo.
Un cinema che sa appassionare e coinvolgere emotivamente lo spettatore.
E, anche a distanza di quasi quarant'anni, risulta ancora incredibilmente attuale.

Sgarbi e la mostra sulla cacca

Io mi limito a linkare la galleria di Repubblica.
Si prega di evitare la facile ironia.

(la Repubblica)

Gli eliminati

"Massimo Ceccherini ha bestemmiato in diretta ed è stato espulso dall’Isola dei famosi, il reality di Rai Due condotto da Simona Ventura, per aver “offeso il sentimento religioso, diritto fondamentale della persona”. In Italia è scoppiato lo scandalo e si è accesa la polemica. Ma, considerando che quel multimilionario programma si svolge in uno dei paesi più poveri del mondo, il vero scandalo non è il silenzio e l’indifferenza con le quali viene ‘usato’ quel paradiso naturale in cui la gente muore ogni giorno per fame e violenza?".

Un punto di vista molto interessante sull'Isola dei Famosi. L'articolo intero, di Stella Spinelli, su Peace Reporter.

(Peace Reporter)