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lunedì 23 ottobre 2006

Gabriele Torsello

E mentre la trattativa per la sua liberazione sembra ancora essere ad un binario morto, questa è una delle poche cose interessanti e intelligenti che ho letto sul rapimento di Gabriele Torsello.

(Corriere, Gennaro Carotenuto)

sabato 6 maggio 2006

Provaci ancora, Al

Questo video ci mostra quanto Al-Zarqawi sia una schiappa col mitra.
E delle scarpette da ginnastica che indossa, vogliamo parlarne?

(Corriere)

lunedì 1 maggio 2006

Guido Rossa, suo padre





Chi era Guido Rossa?
Un operaio di 45 anni dell’Italsider di Genova, militante del PCI e delegato sindacale della CGIL, ucciso dalle BR alle 6.30 del 24 gennaio 1979 con sei colpi di pistola a bruciapelo.
Ammazzato barbaramente a causa della sua testimonianza al processo contro Francesco Berardi, impiegato nella sua medesima fabbrica e denunciato dallo stesso Rossa, che lo aveva visto lasciare volantini delle BR negli stabilimenti della fabbrica.
Ammazzato nonostante fosse un compagno, Guido Rossa. Perché, secondo loro, non era altro che una “spia”.
Bang, bang, bang!

Le BR si rivelavano, ancora una volta, un’organizzazione terroristica spietata e senza scrupoli, capace di qualsiasi efferatezza. In grado di uccidere anche un compagno.
Oggi, a molti anni di distanza, la figlia di Guido Rossa, Sabina, ha incontrato gli assassini di suo padre ed ha scritto un libro-inchiesta dal titolo “Guido Rossa, mio padre”.


(la Repubblica)

domenica 30 aprile 2006

Le proposte costruttive di Chomsky

"Ecco allora qualche semplice suggerimento per gli Stati Uniti:
1) accettare la giurisdizione della Corte penale internazionale e della Corte internazionale di giustizia;
2) sottoscrivere e applicare i protocolli di Kyoto;
3) lasciare che sia l'Onu ad assumere la gestione delle crisi internazionali;
4) puntare su misure diplomatiche ed economiche, anziché militari, per fronteggiare la minaccia del terrorismo;

5) attenersi all'interpretazione tradizionale della Carta dell'Onu, in cui si legge che è legittimo usare la forza solo se lo ordina il Consiglio di sicurezza, o quando il paese è minacciato da un'aggressione imminente;
6) rinunciare al diritto di veto nel Consiglio di sicurezza e osservare "un dignitoso rispetto per l'opinione del genere umano", come prescrive la Dichiarazione d'indipendenza;
7) attuare una forte riduzione delle spese militari e un forte aumento di quelle sociali, cioè investire in sanità, istruzione, energie rinnovabili eccetera".

Ecco le proposte costruttive di Noam Chomsky per la politica degli Stati Uniti.
Qui l'intero articolo.


(Znet)

giovedì 13 aprile 2006

Per la pace nel mondo

A breve la fine di tutti i problemi geopolitici internazionali.
La soluzione l'ha trovata
Cicciolina, e speriamo che Bin Laden apprezzi.


(Corriere della Sera)

giovedì 6 aprile 2006

Buone notizie

E' stato catturato Muhammwed al-Obeidi, uno dei capi dell'esercito islamico in Iraq, quasi sicuramente responsabile dei sequestri di Sara Sgrena ed Enzo Baldoni.

(Rainews24)

venerdì 16 dicembre 2005

Già sentita

Ma la notizia dell'arresto e del rilascio di Al Zarqawi in Iraq non è vecchia quasi di un anno? Se non sbaglio, lo rivelò Newsweek.
Perché allora il sito de "la Repubblica" la ripropone in prima pagina?

(la Repubblica, Newsweek)

venerdì 9 dicembre 2005

11/9

Come occupare in modo interessante e costruttivo una mezz'ora del proprio tempo. L'argomentazione è ben organizzata, le riflessioni sono coerenti e le conclusioni che ne derivano plausibili.
Consiglio davvero di leggere questa analisi sull'11 settembre, non per voler essere a tutti i costi complottisti o antioccidentali, ma soltanto per avere un altro punto di vista sull'argomento, tenendo sempre ben presente questa frase di Tertulliano, ben in vista all'interno del sito: "Persegui la Verità, ma diffida da chi dice di averla trovata".
Buona lettura.

(Luogo Comune)

domenica 20 novembre 2005

Intervista a Wayne Madsen

Cia-gate, addestramento dei mujaeddin afghani, Bin Laden, George Tenet e le torture sui detenuti di Abu Ghraib.
Su Articolo 21
l'intervista di Stefano Corradino a  Wayne Madsen, giornalista investigativo, in passato analista National Security Agency, offre molti spunti di riflessione interessanti.


(Articolo21)

lunedì 17 ottobre 2005

Sabato a Napoli: prove di un attentato

Dopo Milano e Roma, tocca a Napoli essere la protagonista di un’esercitazione antiterrorismo.


Sabato 22 ottobre, infatti, la città sarà colpita da quattro attentati virtuali, in quattro punti nevralgici del territorio urbano. Si partirà alle 9 di mattina, con la prima esplosione simulata (presso via Partenope, zona degli alberghi di lusso), seguita da altre tre (all’entrata del porto, a Piazza Garibaldi e alla stazione della Circumvesuviana), che metteranno in moto un gran numero di persone, forze dell’ordine e mezzi di soccorso. L’incubo messo in scena terminerà verso le 11.30.


Speriamo di fare una buona figura. Se non per l’opinione pubblica, almeno per noi stessi. Ci auguriamo che la popolazione risponda bene, che l’organizzazione delle forze dell’ordine e dei soccorsi non mostrino pesanti lacune e che, soprattutto, questa prova possa servire ad evidenziare ciò che realmente potrà funzionare, in caso di attacco terroristico, e i punti sui quali è necessario lavorare ancora per ottenere il miglior risultato possibile, nel caso in cui una così drammatica eventualità possa trasformarsi in evento reale.


Queste esercitazioni, anche se surreali e noiose per chi ha da lavorare o altri impegni durante la giornata, credo siano utilissime per constatare le capacità di risposta di una città ad un attacco terrorsta, sempre più probabile nel nostro paese. Sarà una giornata importantissima, dunque, e prepariamoci ad affrontarla con nella maniera migliore.



(Adnkronos, Ansa)


domenica 2 ottobre 2005

Senza parole

Su un sito web è possibile scommettere sui possibili luoghi, le modalità e le date dei prossimi attentati terroristici. Chi indovina si porta a casa una maglietta gialla con il logo del portale.
Il macabro e inquietante sito di scommesse si chiama, giustamente, where next
, ed è stato segnalato da un sito di reporter associati. Commentare una simile trovata mi sembra davvero superfluo.


(Ansa, Wherenext, Reporterassociati)

sabato 10 settembre 2005

11/9/2001 - 11/9/2005

Oggi ricorre un terribile anniversario. Sono passati quattro anni dall'orribile attentato alle Twin Towers.
Tutti noi abbiamo ancora impresse nella mente  le immagini degli ultimi, agghiaccianti istanti di quella mattina del 2001, quando due aerei dirottati da terroristi islamici si schiantarono contro le Torri Gemelle della città di New York, colpendo il cuore dell'America ed uno dei simboli dell'Occidente, mettendo a nudo le falle della sicurezza interna americana e la crudeltà inconcepibile degli artefici di quel massacro.
Da quel giorno il mondo non sarebbe stato più lo stesso: i morti americani, nel corso degli anni, si sarebbero sommati alle migliaia di morti iracheni e americani durante la guerra in Iraq, alle centinaia di morti spagnoli dell'11/3/2004, a quelli della metropolitana londinese, ai turisti di Sharm el Sheik, e ancora in Kenia, Somalia, Libano, Indonesia, cumulando cadaveri su cadaveri, spargendo sangue, orrore e devastazione su ciò che ancora ci illudiamo sia una società civile, che continua a fare i conti con il Male inestirpabile presente nell'uomo, occidentale, orientale, cristiano, islamico, dermocratico o integralista che sia, che risponde a violenza con violenza, in una spirale di terrore dalla quale, purtroppo, sembra davvero impossibile tirarsi fuori.
Da quel momento è cambiato qualcosa nella nostra realtà, nel nostro modo di percepire il mondo e vivere la nostra quotidianità. Si è parlato di "scontro di civiltà", di "esportazione di democrazia", di lotta al Male con il Bene, di pace attraverso la guerra, ma anche se alla fine poco - forse nulla - è realmente cambiato a livello globale, se gli eventi successivi hanno reso più difficile la reale distinzione tra buoni e cattivi, è impossibile non accorgersi di come quell'attentato abbia modificato radicalmente le nostre vite, ci abbia posto davanti, in tutto e per tutto, il nuovo fenomeno del terrorismo globale e globalizzato. Un terrorismo che rifiuta l'occidente, si pone come acerrimo nemico della modernità e soprattutto come crudele distruttore di vite. Colpendo il simbolo dell'America e il centro nevralgico di New York, i terroristi di Al Qaeda hanno ferocemente messo in atto la loro strategia del terrore, manifestando il totale rifiuto dell'uomo occidentale attraverso ogni mezzo, anche l'annientamento di se stessi.
Ricordiamo i poveri innocenti che hanno perso la vita l'11 settembre, i pendolari madrileni, i londinesi, tutti i morti passati e presenti, i cadaveri senza colpe di un'infinita guerra globale, continuando ad interrogarci sul perchè di tutto questo, senza trovare alcuna risposta.


(Washington Post)

domenica 17 luglio 2005

Il "dramma di Pisanu" e il terrorismo alle porte

"Si consuma così quello che mercoledì scorso, su queste colonne, Giuseppe D'Avanzo aveva profeticamente definito "il dramma di Pisanu". Ministro solo. Dato in pasto alle fameliche camicie verdi dal suo stesso presidente del Consiglio, se è vero che ieri il responsabile del Viminale era sul punto di dimettersi. Costretto a cercare una sponda più negli oppositori di ieri (quegli "ex comunisti" che negli anni del terrorismo rosso e del rapimento Moro seppero garantire al Paese l'unità nazionale) che non negli alleati di oggi (quegli ex democristiani confluiti dentro Forza Italia, inerti al cospetto delle spallate anti-sistema della Lega e incapaci di esprimere anche solo un briciolo di quel senso dello Stato che fu proprio della vecchia Dc). Ma rischia di consumarsi, così, anche il dramma di un Paese guidato da un non-governo di pavidi e di opportunisti, che ormai giocano non solo sulla tolda di una nave che affonda, ma anche (e addirittura) sulla pelle dei cittadini.

Il terrorismo bussa alle porte dell'Italia. Ma nella Casa delle Libertà nessuno può sentirlo. Gli "inquilini" sono troppo impegnati a litigare. A questo punto, dopo aver detto "siamo tutti americani" l'11 settembre 2001, "siamo tutti madrileni" l'11 marzo 2005, "siamo tutti inglesi" il 7 luglio 2005, ci resta solo una speranza: che non arrivi mai quel giorno in cui, con la morte nel cuore, ci toccherà anche dire "siamo tutti italiani"
".


(Massimo Giannini su "la Repubblica")


mercoledì 13 luglio 2005

Terrore infinito

Ieri Londra, oggi Bagdad.
(come ieri e l'altro ieri, d'altra parte, e come sarà domani, dopodomani e fra una settimana ancora).


"Sono stati trasportati 25 cadaveri: «Molti di loro sono bambini. Gli americani stavano distribuendo caramelle al momento dell'attacco», ha detto l'agente". Leggendo questa frase, oltre all'orrore, il disgusto, lo schifo nei confronti di queste bestie terroriste, mi sono chiesto perchè se un Dio esiste, e sia esso cristiano, musulmano o di qualsiasi altra religione, permette che  le vite di centinaia di bambini vengano continuamente strappate dalla terra in modo così brutale.


(Repubblica, Corriere)