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lunedì 9 marzo 2009

Peppino Impastato, un eroe

Volete fare qualcosa di molto costruttivo per il resto della serata?
Provate a fare un salto su XL ad ascoltare alcune delle trasmissioni di Peppino Impastato. La sua storia, ovviamente, la conoscete già. Qui ora c'è anche la sua voce (e qui uno splendido speciale).
Non è un eroe un uomo che, in clima di schifosa omertà e l'indifferenza, grida nei confronti della mafia tutta la sua rabbia, senza paura? Che svela la corruzione, le collusioni tra mafia e politica, i loschi affari della mafia?
Un Eroe.
Grazie a Gianfranco per la segnalazione, un libro+dvd per Stampa Alternativa.


(XL, Lankelot)

venerdì 16 febbraio 2007

Lou Reed, Tatters

Tatters di Lou Reed – contenuta in Ecstasy, 2000 - è un soffio leggero di quotidianità posato sugli arpeggi di una chitarra.
E’ una passeggiata di notte senza sapere dove andare, mentre uno spicchio di luna che si riflette in una pozzanghera sul marciapiede.
Sono 5 minuti e 55 secondi in cui il caro Lou – mai invecchiato, mai banale, mai deludente – ti accompagna per mano, ti sussurra in un orecchio e ti presenta la sua vita ridotta a brandelli.  
Oppure te lo immagini lì, nella penombra di un bar fumoso e opprimente, mentre vomita sul microfono le sue sofferenze: con il solito stile ed una voce che lascia senza fiato.
Lo vedi, mentre sorseggia con amarezza l’ennesimo whisky e coca, si volta lentamente e abbozza un amaro sorriso, a testimoniare la sua delusione cocente d'amore.
Una ballata elegante e seducente, che parte in sordina – tutt’avvolta da una morbida ritmica di chitarra - per poi finire con un entusiasmante crescendo di fiati. Che valgono da solo l’ascolto di tutto il cd, che anche se risale ormai a sette anni fa è sempre magico come la prima volta che l’ascolti.



Some couples live in harmony
Some do not
Some couples yell and scream
Some do not
But what you said was something
That I can’t forget
It echoes in my head
Like a bullet made of lead
Some people yell and scream
And some do not
Some people sacrifice their lives
And some do not
Some people wait for sleep
To take them away
While others read books endlessly
Hoping problems will go away
I know you’re hoping everything
Works out
Neither one of us is
The type who shouts
You sleep in the bedroom
While I pace up and down the hall
Our baby stares at both of us
Wondering which one of us to call



I guess it’s true that not
Every match burns bright
I guess it’s true
Not all that I say is right
But what you said still bounces
Around in my head
Who thought this could happen to us
When we first went to bed
I’m told in the end
That none of this matters
All couples have troubles
And none of this matters
But what you said
Still echoes in my head
And I’m still in the hallway
Downstairs sleeping alone instead



I know you don’t care
But here’s my last thought
Not that it matters
But here’s the last thing I thought
Our little thing is lying
Here in tatters
And you my dear
Don’t have any manners
Sad to leave this way
To leave it all in tatters
Saddening to leave this way
To leave it all in tatters
I suppose that we all could say
That nothing of it matters
Still it’s sad
To see everything in tatters

Lou Reed, Tatters

Tatters di Lou Reed – contenuta in Ecstasy, 2000 - è un soffio leggero di quotidianità posato sugli arpeggi di una chitarra.
E’ una passeggiata di notte senza sapere dove andare, mentre uno spicchio di luna che si riflette in una pozzanghera sul marciapiede.
Sono 5 minuti e 55 secondi in cui il caro Lou – mai invecchiato, mai banale, mai deludente – ti accompagna per mano, ti sussurra in un orecchio e ti presenta la sua vita ridotta a brandelli.  
Oppure te lo immagini lì, nella penombra di un bar fumoso e opprimente, mentre vomita sul microfono le sue sofferenze: con il solito stile ed una voce che lascia senza fiato.
Lo vedi, mentre sorseggia con amarezza l’ennesimo whisky e coca, si volta lentamente e abbozza un amaro sorriso, a testimoniare la sua delusione cocente d'amore.
Una ballata elegante e seducente, che parte in sordina – tutt’avvolta da una morbida ritmica di chitarra - per poi finire con un entusiasmante crescendo di fiati. Che valgono da solo l’ascolto di tutto il cd, che anche se risale ormai a sette anni fa è sempre magico come la prima volta che l’ascolti.



Some couples live in harmony
Some do not
Some couples yell and scream
Some do not
But what you said was something
That I can’t forget
It echoes in my head
Like a bullet made of lead
Some people yell and scream
And some do not
Some people sacrifice their lives
And some do not
Some people wait for sleep
To take them away
While others read books endlessly
Hoping problems will go away
I know you’re hoping everything
Works out
Neither one of us is
The type who shouts
You sleep in the bedroom
While I pace up and down the hall
Our baby stares at both of us
Wondering which one of us to call



I guess it’s true that not
Every match burns bright
I guess it’s true
Not all that I say is right
But what you said still bounces
Around in my head
Who thought this could happen to us
When we first went to bed
I’m told in the end
That none of this matters
All couples have troubles
And none of this matters
But what you said
Still echoes in my head
And I’m still in the hallway
Downstairs sleeping alone instead



I know you don’t care
But here’s my last thought
Not that it matters
But here’s the last thing I thought
Our little thing is lying
Here in tatters
And you my dear
Don’t have any manners
Sad to leave this way
To leave it all in tatters
Saddening to leave this way
To leave it all in tatters
I suppose that we all could say
That nothing of it matters
Still it’s sad
To see everything in tatters

martedì 5 settembre 2006

Un minuto e cinquantadue secondi

Sono alcune settimane che ascolto una canzone, almeno due tre volte al giorno.
E' "Please Please Please Let Me Get What I Want" dei The Smiths, forse meglio conosciuta come la canzone della pubblicità di una nota marca di birra (che qui non diciamo per non fare pubblicità, ma tanto l'avete capita tutti).
Allora dicevo, questa canzone. Non riesco più a farne a meno.
Della sua melodia, del suo testo, della voce di Morrissey.

E la cosa che mi fa più rabbia, alla fine, è che duri soltanto un minuto e cinquantadue secondi.
1 e 52.
All'inizio non riuscivo a crederci: pensavo di avere una versione tagliata, ridotta all'osso, qualcosa di simile.
Ma poi ho scoperto che tanto dura, quel piccolo capolavoro. E ci sono rimasto davvero male.

Non è possibile, mi sono detto: una melodia così bella che non arriva nemmeno a 120 secondi, è davvero uno spreco.
Poteva essere sfruttata di più, ci si poteva giocare col ritornello e con le note per almeno un altro paio di minuti, prolungando la pelle d'oca ed emozionando ancora un po'.

E invece nulla. Finale un po' melenso col mandolino e poi stop. Canzone finita.
Ti resta un po' l'amaro in bocca, alla fine. E la voglia di riascoltarla di nuovo.

martedì 4 luglio 2006

Che semifinale

Torno ora a casa dai festeggiamenti post-partita.
Senza voce, senza parole.
E anche leggermente brillo.

venerdì 14 aprile 2006

Serata jazz

Torno or ora da una splendida serata jazz. In compagnia di Pippo Matino e la sua band.
Una performance musicale davvero intensa ed emozionante. Ed è più di un complimento, da parte di uno come me a cui questo genere di musica non piace affatto.

(Pippo Matino)

sabato 22 ottobre 2005

Di sicuro piangerò

Fassino stasera sarà ospite a "C'è posta per te", programma strappalacrime di Maria De Filippi.
Rincontrerà
la tata Elsa, che si è presa cura di lui dai 7 ai 14 anni. Sarà un momento bellissimo, preparate i fazzoletti


(la Repubblica)

domenica 18 settembre 2005

Sinceramente

Vedere Diego Armando Maradona dimenarsi con agilità in prima serata, durante la trasmissione televisiva "Ballando con le stelle", con cinquanta chili in meno e ringiovanito di dieci anni, mi ha fatto davvero una certa impressione.


(Ballando con le stelle)

sabato 10 settembre 2005

11/9/2001 - 11/9/2005

Oggi ricorre un terribile anniversario. Sono passati quattro anni dall'orribile attentato alle Twin Towers.
Tutti noi abbiamo ancora impresse nella mente  le immagini degli ultimi, agghiaccianti istanti di quella mattina del 2001, quando due aerei dirottati da terroristi islamici si schiantarono contro le Torri Gemelle della città di New York, colpendo il cuore dell'America ed uno dei simboli dell'Occidente, mettendo a nudo le falle della sicurezza interna americana e la crudeltà inconcepibile degli artefici di quel massacro.
Da quel giorno il mondo non sarebbe stato più lo stesso: i morti americani, nel corso degli anni, si sarebbero sommati alle migliaia di morti iracheni e americani durante la guerra in Iraq, alle centinaia di morti spagnoli dell'11/3/2004, a quelli della metropolitana londinese, ai turisti di Sharm el Sheik, e ancora in Kenia, Somalia, Libano, Indonesia, cumulando cadaveri su cadaveri, spargendo sangue, orrore e devastazione su ciò che ancora ci illudiamo sia una società civile, che continua a fare i conti con il Male inestirpabile presente nell'uomo, occidentale, orientale, cristiano, islamico, dermocratico o integralista che sia, che risponde a violenza con violenza, in una spirale di terrore dalla quale, purtroppo, sembra davvero impossibile tirarsi fuori.
Da quel momento è cambiato qualcosa nella nostra realtà, nel nostro modo di percepire il mondo e vivere la nostra quotidianità. Si è parlato di "scontro di civiltà", di "esportazione di democrazia", di lotta al Male con il Bene, di pace attraverso la guerra, ma anche se alla fine poco - forse nulla - è realmente cambiato a livello globale, se gli eventi successivi hanno reso più difficile la reale distinzione tra buoni e cattivi, è impossibile non accorgersi di come quell'attentato abbia modificato radicalmente le nostre vite, ci abbia posto davanti, in tutto e per tutto, il nuovo fenomeno del terrorismo globale e globalizzato. Un terrorismo che rifiuta l'occidente, si pone come acerrimo nemico della modernità e soprattutto come crudele distruttore di vite. Colpendo il simbolo dell'America e il centro nevralgico di New York, i terroristi di Al Qaeda hanno ferocemente messo in atto la loro strategia del terrore, manifestando il totale rifiuto dell'uomo occidentale attraverso ogni mezzo, anche l'annientamento di se stessi.
Ricordiamo i poveri innocenti che hanno perso la vita l'11 settembre, i pendolari madrileni, i londinesi, tutti i morti passati e presenti, i cadaveri senza colpe di un'infinita guerra globale, continuando ad interrogarci sul perchè di tutto questo, senza trovare alcuna risposta.


(Washington Post)

lunedì 5 settembre 2005

Capolavoro Sanguinetti

Prima Moya, oggi Srichaphan: a 33 anni e per la prima volta in carriera, Davide Sanguinetti raggiunge gli ottavi di finale degli US Open.
Complimenti.


(Kataweb, la Repubblica)

domenica 4 settembre 2005

No direction home

Un po' di intressanti notizie su Bob Dylan, prendete nota: a novembre sarà in Italia per due concerti - 10 e 11, Bologna e Milano - e da pochi giorni è uscita, anche in Italia, "No direction home: The Soundtrack – The Bootleg Series Vol. 7", la colonna sonora del documentario realizzato da Martin Scorsese sui primi anni della carriera del menestrello di Duluth, che verrà trasmesso dalla BBC il 26 e 27 settembre.
Per i concerti mancano i soldi ed il tempo - e aggiungiamoci che sia Bologna che Milano sono abbastanza distanti -, al film dovrò rinunciare perchè non ho il satellite, ma questo nuovo, incredibile bootleg non potrà sfuggirmi per niente al mondo.
Date un po' un'occhiata alla tracklist per restare senza parole, proprio come me.


(Bob Dylan, Kalporz, Delrock)

lunedì 4 luglio 2005

"I fantasmi di Portopalo", di Giovanni Maria Bellu

Sto leggendo questo libro. Un libro inchiesta, ma non solo. Un libro commovente e intenso, scritto da Giovanni Maria Bellu, giornalista de "la Repubblica" con uno stile coinvolgente ed esperto, che fa salire una rabbia ed un dolore indescrivibili pagina dopo pagina. La storia sembra finta, irreale, degna di un romanzo dell'orrore, ma purtroppo racconta una vicenda atroce e dolorosamente reale .
Una
storia agghiacciante, una strage per troppo tempo dimenticata e riportata a galla solo quattro anni dopo dal lavoro di un giornalista coraggioso, ostinato e a caccia della verità sulla più grave sciagura navale del Mediterraneo dalla Seconda Guerra mondiale.
I resti di quei 283 morti del "naufragio fantasma" della notte di Natale del 1996, invece, non sono mai saliti a galla, perchè a poco alla volta
pescati e ributtati in mare dai pescatori di Portopalo, si sono deteriorati col passare degli anni, ed ora non sono altro che schegge di ossa e vestiti e scarpe che ricoprono corpi ormai inesistenti.
Trecento vite inghiottite dal mare, nel silenzio e nell'omertà generale, che testimoniano un'altra di quelle tristi storie d'Italia che mai vengono raccontate ma che è davvero obbligatorio leggere. L'orrore abominevole di quelle pagine mi sta davvero segnando, scavandomi dentro un solco di rabbia, dolore e indignazione che, ne sono sicuro, non se ne andrà tanto facilmente.


(La Repubblica)

giovedì 23 giugno 2005

In ricordo di De André

Beppe Grillo ricorda Fabrizio De André attraverso tre testi scritti dal cantautore genovese all'inizio degli anni Novanta.
Tre piccole osservazioni, tre ammonimenti profetici, tre documenti inediti di uno dei maggiori poeti della nostra epoca.

Globalizzazione, FMI, Recessione: tre argomenti mai come ora più attuali.
E' davvero affascinante leggere cosa ne pensasse, quasi quindici anni fa, una persona saggia e intelligente come lui, da sempre cantore dei deboli, dei poveri e degli indifesi contro i potenti e i tiranni presenti ovunque nella nostra società.

Ed è davvero triste pensare, subito dopo, quanto sia un po' più triste, brutto e malato il mondo, da quando ha perso una simile personalità.


(Beppe Grillo)

giovedì 26 maggio 2005

Qualcosa di importante


Il 24 maggio è accaduto qualcosa di speciale. Qualcosa che resterà, per parecchio tempo, nel cuore e negli animi di coloro che hanno avuto l'onore di parteciparvi. E' stata posta la prima pietra per una costruzione che, speriamo, sarà solida e duratura, salda nelle fondamenta, originale nella struttura, in grado di stupire tutti o, quantomeno, di ritagliarsi un proprio spazio all'interno del selvaggio e barbaro mercato editoriale italiano.
Allo "Straripa Club", a Trastevere,  il poeta mitteleuropeo Patrick Karlsen, classe 1978, erede della grande tradizione letteraria triestina  ha presentato il proprio libro, "Postnovecento". Il primo libro di poesie per Patrick, il primo della casa editirice "Edizioni del Catalogo"
, di Gianfranco Franchi & C.
In una splendida atmosfera, data l'accoglienza e la bellezza particolare del locale, Patrick ha letto cinque poesie - tra cui questa -, dopo Franco Alvisi e prima di Lidia Riviello, regalando a tutti attimi di altissimo lirismo. E' stata una serata magnifica, sotto tutti i punti di vista. Osservare la tensione negli occhi dell'editore e dell'autore, ad inizio serata, trasformarsi in gioia e consapevolezza di aver fatto qualcosa di realmente importante è stato uno dei momenti più intensi ed emozionanti, almeno per me.


Forse è l'inizio di un tempo nuovo. Forse possiamo fare ancora qualcosa per salvare la letteratura italiana dal "banditismo tipografico" (come sottolineava Franchi introducendo gli autori). Forse ci possiamo davvero riuscire. Io sono ottimista.


(Lankelot, Edizioni del Catalogo)

venerdì 20 maggio 2005

Mai più

E' morto Henry Corden, la storica voce di Fred Flinstones, protagonista del famosissimo cartone animato di "Hanna & Barbera". Aveva 85 anni. Un pezzo di storia della televisione se ne va via con lui
Tutti quanti, almeno una volta nella vita,  abbiamo sorriso nell'ascoltarlo, o l'abbiamo gridato per darci la carica, il suo inconfondibile grido di battaglia: "Yabba-Dabba-Doo".

(Yahoo News)

Heysel - 29-5-1985

Le scuse di Tardelli non riporteranno in vita nessuno, ma il fatto l'ex calciatore ne parli ancora, a distanza di anni, è degno di nota e ammirazione. Un bel gesto da parte di un grande sportivo, ricordando una tragedia che ancora oggi ci fa star male.


(Ansa, Pixelzone, Idrottsforum, Contrast, Africafoot)

lunedì 9 maggio 2005

9 maggio 1978

Sono passati quasi trent'anni.


Ma noi non dimenticheremo mai il sacrificio di quell'uomo, la brutalità delle BR, l'inutile linea della "fermezza" adottata dallo Stato.


Enzo Carra, sulle pagine di Europa on the web, ricorda quell'orribile giorno.


(Europa, Vittoriano, Vittime Terrorismo)