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martedì 3 marzo 2009

Mascara

Vi siete emozionati anche voi vedendo il golazzo di Mascara contro il Palermo, vero? Io sì, mi sono entusiasmato, l'ho trovato un colpo di genio formidabile, ma la prodezza in sé non mi ha sorpreso.
Mascara è uno che colpi ad effetto di questo tipo li ha sempre fatti e cercati, vedi anche l'eurogol in casa dell'Inter da trenta metri e posizione defilata.
Quindi, non c'è da stupirsi. E non c'è nemmeno da gridare alla nazionale, come ho letto da qualche parte. Perché Mascara è un autentico talento, ma è anche un giocatore un po' discontinuo e troppo in là con gli anni (è del 79).
Complimenti comunque: questo sarà il gol più bello del campionato di quest'anno.



domenica 9 settembre 2007

Riflessione post-partita

Ma con una nazionale di vecchiacci acciaccati - Inzaghi e Del Piero in attacco. Inzaghi e Del Piero? - cosa speravamo di fare?
P.S. Al 18' del secondo tempo mi sono addormentato. Sul serio, e svegliato pochi minuti fa.

(Gazzetta)

Riflessione post-partita

Ma con una nazionale di vecchiacci acciaccati - Inzaghi e Del Piero in attacco. Inzaghi e Del Piero? - cosa speravamo di fare?
P.S. Al 18' del secondo tempo mi sono addormentato. Sul serio, e svegliato pochi minuti fa.

(Gazzetta)

lunedì 9 luglio 2007

Campioni del Mondo, un anno dopo



Beh, non so perché 'sta cosa dell'anno da campioni l'avevo postata già qualche giorno fa.

Perdonatemi, un po' di stanchezza e la memoria che va per fatti suoi.
In verità accadde tutto il 9 luglio dello scorso anno, a Berlino.
Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo.

(
Corriere)

Campioni del Mondo, un anno dopo



Beh, non so perché 'sta cosa dell'anno da campioni l'avevo postata già qualche giorno fa.

Perdonatemi, un po' di stanchezza e la memoria che va per fatti suoi.
In verità accadde tutto il 9 luglio dello scorso anno, a Berlino.
Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo.

(
Corriere)

mercoledì 2 maggio 2007

Qui c'è qualcosa che non va

E mentre uno nel cortile del palazzo continua a gridare: "Milan, Milan, vaffanculo", mi riscopro particolarmente felice per questa vittoria.
Misteri dello sport e dello spirito d'italianità? Mah, non so.
So solo che stasera non mi danno tanto fastidio le smorfie di Pippo Inzaghi, né la flemma spocchiosa di Andrea Pirlo. Mi risulta simpatico pure nasone Tassotti, lì seduto accanto al grande Carletto. Mi ritrovo a ripensare con ammirazione alle prodezze del prossimo pallone d'oro, Kakà, e alla prestazione da gladiatore del solito ringhio Gattuso.
Al secondo e al terzo gol ho anche urlato, pensa te.
E ora ad Atene, con un vago sentore di deja vu.

(Gazzetta, Youtube)

Qui c'è qualcosa che non va

E mentre uno nel cortile del palazzo continua a gridare: "Milan, Milan, vaffanculo", mi riscopro particolarmente felice per questa vittoria.
Misteri dello sport e dello spirito d'italianità? Mah, non so.
So solo che stasera non mi danno tanto fastidio le smorfie di Pippo Inzaghi, né la flemma spocchiosa di Andrea Pirlo. Mi risulta simpatico pure nasone Tassotti, lì seduto accanto al grande Carletto. Mi ritrovo a ripensare con ammirazione alle prodezze del prossimo pallone d'oro, Kakà, e alla prestazione da gladiatore del solito ringhio Gattuso.
Al secondo e al terzo gol ho anche urlato, pensa te.
E ora ad Atene, con un vago sentore di deja vu.

(Gazzetta, Youtube)

domenica 21 gennaio 2007

Antonio Cassano, campione da Bar

"Ci sono due tipi di sportivi: quelli che giocano per vincere e quelli che giocano per vantarsi al bar. Cassano ha sempre mostrato fiera appartenenza alla seconda categoria, e si è sempre comportato di conseguenza. Per vincere occorrono impegno, dedizione, lunghi e faticosi allenamenti, periodici controlli dello stato di forma, insomma una gran fatica e una noia mortale. Per vantarsi al bar tutto questo non solo non serve, ma è dannoso. Sono capaci tutti di segnare trenta gol allenandosi come cavalli. Segnare un gol con triplo dribbling, colpo di tacco, irrisione del portiere ed esultare mostrando fieramente la pancetta frutto dei propri stravizi fa ben altro effetto, sia nell’esecuzione, sia nel racconto davanti al bancone. Non è una questione solo di temperamento, è proprio tecnica. Certi giocatori sono portati al gesto spettacolare fine a se stesso, quello sanno fare e quello il pubblico chiede loro".

Uno splendido Paolo Luti (aka Giudamaccablog) su Leftwing.

(Leftwing)

lunedì 4 settembre 2006

Ma c'ero allo stadio?

Sabato sono andato allo stadio a vedere l'Italia, rimanendo ovviamente deluso dalla prestazione complessiva della squadra di Donadoni contro i mediocri ma combattivi lituani.
Ma non solo da questo: pur arrivando con tre quarti d'ora d'anticipo, non sono riuscito a trovare un posto decente in curva B, e insieme ad amici sono stato costretto a sedermi nell'anello inferiore dello stadio.
Risultato? Molti "poporoppopopo" ascoltati, ma poco calcio. A causa della posizione sfavorevole, non ho visto una cippa per quasi tutta la partita.
Su un gol sono andato a senso, dell'altro non ho capito proprio niente.
E mi sono anche perso una delle cose più belle viste ultimamente su un campo di calcio.
Fatta da Cassano, ovviamente, e rivista solo ora su Youtube.

(Youtube)

Le lacrime del campione

Per me sarai sempre il numero uno, Andre.

(Corriere)

martedì 11 luglio 2006

Non sapete perdere

Io quelli che continuano in ogni modo a voler giustificare Zidane davvero non riesco a capirli.
Siamo d’accordo, è stato uno dei campioni più puri e completi degli ultimi quindici anni.
Un genio del calcio, tutto quello che volete.
Ma anche uno sciocco irresponsabile, non affatto nuovo a simili comportamenti, ed ha pagato giustamente per il gesto sconsiderato dell’altra sera.
Su un campo di calcio si gioca a calcio. E, chi lo ha fatto a piccoli e grandi livelli, sa che l’offesa sul terreno di gioco è una cosa normalissima.
Chiamatela provocazione, vigliaccheria, chiamatela come volete, ma c’è e c’è sempre stata. Serve ad innervosire l’avversario, che deve essere bravo a non farsi trascinare emotivamente.
Questo in partite normali, figuriamoci in una finale di coppa del Mondo.
Quindi, non venitemi a parlare di provocazione e reazione giustificata, o di inchiesta della Fifa per capirci qualcosa di più. Serve solo a scriverci su con fiumi e fiumi di inchiostro, come sto facendo anche io ora.
Zidane non è stato capace di trattenersi, ed ha reagito come il peggiore dei giocatori di periferia, che anche ai giardinetti pubblici lo cacciavano via e non lo faceva giocare più per un paio d'anni.
E chi lo difende non fa altro che giustificare uno dei gesti più brutti visti in una partita di calcio. Uno spot negativo, da mandare in onda nelle scuole calcio dei bambini con il sottotitolo: “Il calcio non è questo”.
Quindi, io la riflessione sul campione provocato ed il difensore che ha offeso, la chiuderei qui una volta per tutte.
Ma Gallas, secondo le agenzie delle ultime ore, rincara addirittura la dose: “Vorrei solo picchiarlo”, riporta il Corriere, “Sappiamo tutti come sono fatti gli italiani, fanno sempre così. Quando sentono che stanno subendo, provocano. Quando ho visto Zidane andarsene così, avrei voluto spaccare la faccia a Materazzi. A volte un giocatore fa il furbo, dicendo cose per le quali vorresti ucciderlo. Gli italiani barano, ma non possiamo farci nulla”.
Simpatici proprio, questi francesi. E complimenti anche a Gallas, che continua a dimostrare non solo il livello di cultura sportiva della nazionale francese, ma anche il fatto che questi qui non sanno proprio perdere.
Ah, lo sentite questo coro in lontananza? Siamo noi, siamo noi, i campioni del mondo siamo noi...



(Corriere)