Ma ora arriva Oceano Agnelli, e come commentare? Per il prossimo figlio, mettete direttamente le lettere a caso.
(Ansa)
Quando mi lamento della piega gossippara che spesso prendono le notizie nostrane, vi prego di portarmi come esempio anche l’America, che in questo senso non scherza affatto.
Anzi, forse lì è molto più evidente la deriva sentimental-sessuale delle informazioni sui politici. Da noi, più una lettera di Veronica a Repubblica o di Fini che ingravida una valletta in età pensionabile non ci è dato sapere. E meno male, c'è da aggiungere.
Oltreoceano, invece, pettegolezzi piccantelli sui politici sono all’ordine del giorno.
Ad esempio, ora gira voce che Hillary Clinton sia lesbica, e la sua amante sia la sua ventenne collaboratrice, la misteriosa Huma Abedin. Che le due siano molto legate, non è certo un mistero. Sempre insieme, quasi inseparabili, la stessa Clinton l’ha elogiata su Vogue ultimamente senza risparmiare complimenti. Lei la segue ovunque, le dà consigli, la accompagna, sembra essere una lavoratrice instancabile. La sua ombra, il suo factotum, la sua accompagnatrice personale. La sua amante?
In campagna elettorale tutto è permesso, e colpi bassi di questo tipo sono spesso usati. Far circolare voci antipopolari su un candidato è una delle prime mosse da fare per sgombrare il campo dai possibili concorrenti.
La Clinton è uno dei candidati Democratici alla Casa Bianca, tra i favoriti, per giunta. Quindi tutto torna.
Che si tratti di campagna diffamatoria, non ci sono dubbi. Voci che girano prima delle elezioni, partono dal Los Angeles Time e rimbalzano da un blog all’altro.
Ma qui cerchiamo di non farci prendere la mano e riflettere senza gridare allo scandalo. Che scandalo, poi? Su, su, anche se fosse vero, sarebbe un problema? Meglio il caro Giuliani – che in materia di scandali, prostitute e amanti non è secondo a nessuno?
Chissà se queste dicerie sul suo conto influiranno sui risultati politici della signora Clinton.
Che si tratti di bugie o verità, poco dovrebbe interessare agli elettori americani. Che però, si dice in giro, si facciano spesso influenzare da queste cose, invece che dalle idee politiche.
Scandali e gossip, retroscena e particolari piccanti a condire il tutto. Signori, il piatto è servito. E tutto il mondo è paese, soprattutto in questi casi.
(La Stampa, New York Observer)
Ratatouille è un film che ti mette in pace con il mondo.
Ti aiuta a tornare bambino, ma nemmeno più di tanto. Perché come sempre più spesso accade, quella che il cartone animato sia un divertimento solo per bambini è davvero diventata una scusa.
Ti ritrovi a fissare lo schermo, magari a bocca aperta, ipnotizzato dagli effetti speciali e dai miglioramenti continui delle tecniche di animazione.
Ti appassioni alla storia del piccolo Remy, ti appassioni perché è un topino tenero e divertente realizzato in modo stupefacente (era da tempo che non andavo a vedere cartoni simili, tipo da Toy Story, ma questi qui della Pixar hanno fatto passi da gigante).
Insomma, c’è un topo dal palato sopraffino e dalla capacità uniche di creare ricette da leccarsi i baffi (non solo da roditori). E c’è un giovane che i fornelli non sa nemmeno accenderli, ma lavora in cucina come sguattero e si ritrova – suo malgrado – a competere con lo chef cattivo del ristorante da Gausteau.
Dall’amicizia e dall’aiuto reciproco tra i due – sarebbe perfido svelare il come – nasce un’avventura comico-culinaria che non tralascia interessanti spunti di riflessione, come il legame con la famiglia, l’accettazione dell’altro e la forza dei sentimenti sulla cattiveria umana.
Inutile dire altro. Soltanto che io ho riso come da tempo non mi succedeva.
Per non parlare del corto animato che precede il film, 5 minuti di spasso e risate con due alieni, una navicella spaziale ed un umano da portare su con il raggio laser.
In attesa del prossimo film della Pixar, WALL-E.
E’ un bene o un male che sulla Treccani, alla voce matrimonio ci siano anche le unioni di fatto?
Secondo il sottoscritto un bene, nonostante tutto questo serva, come sempre a scatenare polemiche politiche a 360 gradi. Puntuali, sono arrivate dalla destra, mentre la sinistra – che comunque con le unioni di fatto ha sempre avuto idee e proposte ambigue – come sempre latita e lascia parlare.
Fatto sta che la Grande Enciclopedia Italiana già le ha inserite, le unioni di fatto, nelle sue pagine.
Mentre invece, sulle carte costituzionali, la tutela e la giurisdizione delle unioni diverse dal matrimonio non rispondono ancora al cambiamento dei nostri tempi.
Non esiste solo il matrimonio, purtroppo anche Forza Italia e UDC dovranno svegliarsi prima o poi. Ma anche Mastella e qualcun altro che gravita a sinistra, quella bella e finta sinistra paraculo e conservatrice, con le idee poco chiare in materia ma ben chiare quando si deve accalappiare un po’ di favore popolare nelle fasce più basse della popolazione.
Non ci stancheremo mai di ripeterlo: la famiglia è unica, le sue manifestazioni molteplici.
In Italia, forse, quando avrò 60 anni forse qualche passo in avanti sarà stato fatto.
Per ora, fin quando ci saranno Isabella Bertolini, Luca Volontè, Maurizio Lupi ed altri a gridare allo scandalo per una cosa simile, non resta che ammirare sconvolti il ritardo della politica italiana, ma anche della nostra società civile ancora incastrata nel medioevo.
Immagino che nelle redazioni giornalistiche il suo coccodrillo fosse pronto ormai da tempo.
Con tutto quello che aveva fatto in vita, dai primi anni in redazione all’editto bulgaro.
Ora che se n’è andato, come ovvio che sia, fiumi di inchiostro saranno dedicati alla sua memoria.
Quello che mi va di ricordare, invece, è che Enzo Biagi è stato per me il primo simbolo del giornalismo.
Quando intorno ai dieci anni, mamma se ne tornò con due dei suoi libri a casa, ed io chiesi chi fosse quel signore dall’aria buona e dai capelli bianchi. La sua risposta: Giornalista.
Con la G maiuscola, mi sembra necessario.
Dire che uno come lui mancherà a questo mondo di pennivendoli e imbrattacarte di bassa lega, mi sembra quasi scontato.
Ma facciamolo comunque, perché davvero era un Maestro.