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venerdì 18 ottobre 2013

Se Giorgio Gaber cantava che la sua generazione aveva perso, devo dire che la mia non ha neanche capito le regole del gioco.
Anzi, non è neanche stata invitata a giocare.

martedì 8 novembre 2011

Un ottimo Piano B


In questi tempi bui, sempre meglio averne uno, di Piano B. Senza dimenticare, poi, le incredibili potenzialità del Piano C. Questo e molto altro nel nuovo libro di Gianfranco Franchi, L'arte del Piano B, uscito per Piano B Edizioni.



 





sabato 6 agosto 2011

La mia sulla decrescita felice

Molto interessante il dibattito sulla "decrescita felice" che negli ultimi mesi si è sviluppato sui quotidiani e online. Un sacco di editori e addetti ai lavori pronti a scrivere, a proporre, a confrontarsi. Bello, ammirevole. Necessario.
"Pubblicare meno, pubblicare meglio".  "Deontologia ed etica". "Ricerca della qualità". "Educare i lettori". "Libro come bene pubblico, come l'acqua" (come l'acqua?). "Salviamo gli editori di qualità" (ma chi decide cos'è la qualità, chi decide quali libri bisogna leggere, quis custodiet ipsos custodes?) 
Però non so, come dire, mi fermo a riflettere sul proliferare dei corsi di editoria che costano un occhio della testa e sfornano quasi sempre disoccupati, a pensare ai minicorsi di due giorni di editing al lago o in montagna a soli 670 euro, a tutti i precari dell'editoria là fuori, non pagati e perennemente sfruttati, a quelli che dicono di aver abbracciato l'idea della decrescita felice quando poi pubblicano il 5 % in meno dei libri rispetto allo scorso anno, o escono con libri che sfruttano il nome di scrittori da bestseller, o inondando le librerie con volumetti di barzellette, o con l'ennesima traduzione di un libro fuori diritti di cui non sentivamo davvero la mancanza.
E allora mi sembrano tutti dei discorsi un po' paraculo.

martedì 3 marzo 2009

La situazione del lavoro in Italia

Stamattina mi ero svegliato con un rinnovato interesse verso i motori di ricerca di lavoro sul web. Non so perché.
Mi è bastata la consultazione di un paio di annunci per perdere l'interesse:
Corso di formazione con stage annesso nel settore giornalismo: numero registrati 362
Lavoro settore redazione, contratto non definito, quindi sicuramente due spiccioli: numero registrati 2062

Un paio volevano gratuitamente conduttori di tg
, uffici stampa, copywriter per un po' aggratis ma con ottime prospettive di crescita.
Ma è possibile che qui in Italia se non si ha una raccomandazione o qualche decina di santi in paradiso un lavoro decente nel settore della comunicazione non si trovi nemmeno col binocolo
? (e non è la crisi, almeno non è solo quella: sfido chiunque a dimostrare il contrario).

venerdì 30 gennaio 2009

Leggo



Michela Murgia, Il mondo deve sapere.

Il libro da cui è stato tratto il film "Tutta una vita davanti", di cui parlai - molto bene - tempo fa. E questo è il sito dell'autrice, che scrive molto, e sempre bene di argomenti molto interessanti.

domenica 4 gennaio 2009

La scuola dei Disoccupati, fantascienza o cronaca?



Leggo "La scuola dei Disoccupati" di Joachim Zelter.
Edizioni ISBN.
Dovrebbe essere un libro di fantascienza, su un ipotetico futuro, dove esistono scuole per insegnare ai disoccupati a come inviare un cv, come candidarsi, come sorridere durante un colloquio, come comportarsi, non abbattersi, provare sempre tutto per trovare lavoro, in ogni modo, sempre e comunque... oddio, siamo sicuri sia fantascienza?

venerdì 12 dicembre 2008

Il mio concorso

Fiumi di persone, sbadigli.
Fumo che esce dalle bocche, tra una risata nervosa e un caffé che per l'occasione costa un euro. Come vacche stipate in una vecchia stalla, come gruppi di turisti di ritorno dal mare a Ferragosto, ci ammassiamo formando una lunga fila scomposta, una massa amorfa che arriva quasi al bordo del marciapiede.
Uno stato di semicongelamento, mal di testa.
L’identificazione attesta che sei proprio tu. Poi ti accomodi.
Amicizia col vicino di posto, uno sbuffo dopo l’altro. Poi il palazzetto si riempie quasi completamente ma tutti iniziano a smadonnare, qualcuno urla che tutto è truccato. Isterismi vari.
Ritardo. Ancora ritardo. Uno con la testa lucida dice che tra un po’ iniziamo.
Fa freddo, e il tipo che è convinto sia tutto un imbroglio grida che manderà “Striscia la notizia”.
Io inizio a volermene andare, fa sempre più freddo.
Inizio a pensare che è stato una perdita di tempo. Tutto: levataccia mattutina, colazione al buio, corsa per arrivare in tempo e principio di assideramento in coda.
I posti tanto già sono assegnati, quello che viene da Bari ha solo perso tempo, anche quelli che vanno per i cinquanta e sono convinti di essere superpreparati.
Cazzo se fa freddo al Paladozza. Chissà se riuscirò a tornare in tempo a casa, chissà se almeno tu ce la farai, qui manca una firma, ma la carta d’identità l’ho presa dal banco?
Di matematica e scienze non capisco nulla, perché poi hanno messo biologia? Le domande di italiano le so tutte, ma non so proprio che significhi corrusco. Lascio bianco.
Vorrei chiudere gli occhi e svegliarmi su una spiaggia dei Caraibi, invece li riapro e quello accanto a me borbotta qualcosa mentre gli cola il naso.
In questa gelida mattina di inverno siamo in quasi tremila a provare per un posto mediocre in un ministero mediocre che ci darà uno stipendio fisso ma mediocre. Mi sento un po’ triste, un po’ spaesato, ripenso al caffé pagato un euro e alla pioggia sottile che mi aspetta fuori.
Sbadiglio, perso nei miei pensieri come in una bolla di sapone gigante.

mercoledì 23 gennaio 2008

Quello che cercavo da tempo

Addetti al banco macelleria in provincia di Varese.
Mi sa che devo impostare meglio le opzioni dei miei agenti di ricerca di lavoro sul web.
O è un segnale, questo, che mi indirizza verso la carriera lavorativa a me più consona?

lunedì 7 gennaio 2008

Che palle Antò parli sempre delle stesse cose?

Stanotte ho fatto un sogno bellissimo e stranissimo.
Mi ero laureato, e dopo un mese già lavoravo.
Lavoravo, sì. Ed era un lavoro che mi piaceva fare, un lavoro per il quale avevo studiato cinque anni, che aveva a che fare con le parole scritte, gli articoli, le notizie, la cultura e la letteratura.
Mi pagavano pure. Ma non è questo che conta. Sì, forse un po’ sì ma non lo diamo a vedere.
Sì lo so che sto diventando monotematico. E no che non sono ossessionato dal lavoro. Né dai soldi, quelli mica fanno la felicità.
Solo che uno scrive di quello che l’appassiona, della materia in cui si considera esperto, no? Ed io, attualmente, sono esperto di ricerca di lavoro on line. Anzi poco esperto, dal momento che un lavoro ancora non l’ho trovato.
Un lavoretto anche, mi va bene. Una cosa da due spicci. Ma che almeno si avvicini a quello che voglio fare nella vita. Sì, ma che voglio fare? Boh. Confusione.
Diamine. Vorrei sentirmi un minimo realizzato (reali-che? Che roba è?) e soprattutto fare un lavoro per il quale mi senta tagliato, qualcosa per cui si è studiato, per cui sento il desiderio di lavorare.
No Call center.
No Addetto alle vendite.
No Assistenza post Vendite
No Telemarketing
No Addetti Data Entry
No Aspiri a diventare pubblicista lavora gratis
No Centralini
No lavori che richiedono già 5 anni di esperienza
No posti già palesemente assegnati.
No Stage non retribuito secondo le leggi del cazzo
No a tutto questo, per favore.
Non conoscevo l’esistenza della lettera di presentazione, ora la scrivo. Non so come si faccia, ma la scrivo. E ci riprovo, sorridente, per nulla demoralizzato, più combattivo di prima.
E ricomincio a setacciare il web, a scandagliare in profondità, cacchio qualcosa troverò.
Se non dovessi farcela, forse la farò finita, magari tuffandomi in qualche montagnola di rifiuti alle porte di Pianura, o dandomi fuoco insieme ad un cassonetto stracolmo di rifiuti.

giovedì 3 gennaio 2008

E scusate se non scrivo tanto

Ma sto cercando lavoro.
Ci rivediamo nel 2009, allora. Buon anno a tutti.
(Scherzo eh, datemi qualche altro giorno per svoltare).

martedì 18 dicembre 2007

Bella la vita del neolaureato

Da bravo laureato, le ultime settimane le ho passate alla ricerca di un lavoro.
Ora il gioco si inizia a fare davvero duro. Ed io pensavo che la vita fossero tutti libri da studiare, corsi da seguire e sessioni d’esame da superare. Macché
C’è tutto un mondo fuori fatto di lavoro sottopagato, ma comunque inarrivabile e avvilente. Che mi aspettavo?
Quindi, come il Candide di Voltaire, con animo gioioso e ottimista mi sono recato non ad uno, ma a ben tre colloqui di lavoro. Uh, che bello.
Leggiucchiato qualcosa, sì. Pensavo in colloqui motivazionali. E poi valutavano titoli e colloqui, qualche speranza ce l’ho, mi son detto.
Sì, proprio così. Se ci fosse stato un limite d’età, forse. Dal momento che non vi era un simile sbarramento, mi son ritrovato a combattere con un mini-esercito di ultratrentenni, plurimasterizzati, probabilmente ancora a casa con mammà e sballottati tra un co.co.co. e un altro, senza progettualità né futuro.
Sempre quando il candidato non sembri avere né titoli né brilli particolarmente per intelligenza, ma conosce e saluta tutti all’interno della struttura. Vogliamo essere maliziosi? Naaaaa, anche se lo siamo, che ci entra in saccoccia?
Lotta impari. Partita senza storia. I colloqui fatti col sorriso sulle labbra, sono un’esperienza. Fallimentare, ma pur sempre un’esperienza.
Resta l’amarezza per un meccanismo ingiusto, per una realtà avvilente, per la solita realtà che, anche se hai solo annusato finora, hai compreso già alla perfezione.
Napoli, ti sto dando le ultime – ma proprio le ultime – possibilità.
Poi caccio le palle. Lo giuro. E prima ti mando affanculo, poi ti saluto.

lunedì 5 novembre 2007

Benvenuto nel magico mondo del non lavoro

Venti giorni alla ricerca di lavoro on line.
Siti consultati: almeno 40.
Chiavi di ricerca utilizzate: giornalismo, editoria, comunicazione, redazione, ufficio stampa, addirittura radio e tv.
Disponibilità a muoversi: senza problemi.
Offerte di lavoro lette: almeno 1000.
Grado di soddisfazione: pari a zero.
Offerte che si avvicinano al profilo o alle richieste del candidato: esattamente zero.
San Gennà, pensaci tu...

lunedì 22 ottobre 2007

Via ai ricchi per dare ai poveri

Ecco, questo sì che è interessante.
E si lega anche alla deprimente inchiesta sull'ultimo venerdì di Repubblica sugli stipendi degli italiani. Con certe categorie precarie o che guadagnano talmente una miseria, che sembra impossibile che riescano ad arrivare a fine mese.

Enzo Rossi, il produttore della pasta all'uovo Campofilone, doveva provarlo sulla propria pelle per capirlo. Ma quando lo ha fatto, questo è servito ad aumentare di 200 euro al mese gli stipendi dei dipendenti della sua azienda.
Una bella storia, non c'è che dire, che avrà anche un ottimo richiamo pubblicitario sulla pasta prodotta dal Rossi. Che dice di non averne bisogno, che le cose vanno bene e si vergogna di "non essere riuscito a fare nemmeno per un mese intero la vita che le sue operaie sono costrette a fare da sempre".
Sono buono, voglio credere che l'abbia fatto solo per il bene dei suoi dipendenti. E allora bravo Enzo Rossi, sul serio.

(Repubblica)

martedì 28 agosto 2007

Acqua calda

Titola la Repubblica: "Nel Meridione un laureato su 4 trova lavoro solo per conoscenza".
Notizia falsa e priva di fondamento, si vede che l'autore dell'articolo era male informato. E soprattutto, fin troppo ottimista.



(la Repubblica)

Acqua calda

Titola la Repubblica: "Nel Meridione un laureato su 4 trova lavoro solo per conoscenza".
Notizia falsa e priva di fondamento, si vede che l'autore dell'articolo era male informato. E soprattutto, fin troppo ottimista.



(la Repubblica)