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venerdì 22 febbraio 2008

Torna Guzzanti

Leandro Palestrini, su Repubblica, intervista Corrado Guzzanti, che tornerà a breve in tv per recitare in Boris 2, una sit-com su Fox Italia.
E parla anche di satira:
"La satira non è forse necessaria, ma esiste in tutto il mondo. Altrove è tollerata dalla classe politica, in Italia no. Veniamo da una fase di scontro ideologico forte, la satira è ritenuta scomoda, è stata osteggiata dai dirigenti tv. Se ne è fatta poca, ha prevalso il modello di comico da consumo. In questi ultimi anni sono prevalsi due modelli di programmi comici: quelli di tipo cabarettistico (Zelig, Colorado Cafe) e il "celentanismo", fatti da showman con eccessi narcisistici. La satira? Sono rimasti Maurizio Crozza e Daniele Luttazzi su La 7, che poi ha chiuso".
Tutta l'intervista qui.

(la Repubblica)

sabato 8 dicembre 2007

Luttazzi sospeso

C’era da aspettarselo? Forse sì, Luttazzi non poteva durare nemmeno su La7. Non aveva alcun tipo di pelo sulla lingua, sparava a zero su tutto e tutti. All’inizio c’era piaciuto, nelle puntate successivo molto di meno.
Il problema era che, molte volte, non faceva ridere.
E questo, per chi fa satira di mestiere, non è certo un bene. Infatti, a voler essere sinceri, anche la frase incriminata, quella che ha provocato la nuova cacciata, tanto divertente non è:



“Dopo 4 anni guerra in Iraq, 3.900 soldati americani morti, 85.000 civili iracheni ammazzati e tutti gli italiani morti sul campo anche per colpa di Berlusconi, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che lui in fondo era contrario alla guerra in Iraq. Come si fa a sopportare una cosa del genere? Io ho un mio sistema, penso a Giuliano Ferrara immerso in una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’Utri che gli pisciano addosso, Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta tutti”. (Daniele Luttazzi)



Ma certamente non è stata la più offensiva, all'interno del programma.
Forse, non è sbagliato pensarlo, Luttazzi aveva alzato il tiro già da un po', da troppo, e quella dell'offesa a Giuliano Ferrara è stato soltanto il pretesto capitato al momento giusto.
Il suo programma è stato un ritorno gradito e importante, necessario. I suoi monologhi quasi sempre cattivi ma interessanti, e anche se il livello di comicità di Decameron ha avuto un picco discendente evidente, il fatto che il suo programma sia stato sospeso è certo un male per la libertà di opinione e di satira. Purtroppo, anche su la7, censura e limitazioni, per chi ha voglia di dire ciò che pensa, liberamente, senza aver paura che qualcuno dall'alto gli tappi la bocca.
Per rivederlo sullo schermo, chissà quanto dovremo aspettare ancora.


(la Repubblica)

lunedì 5 novembre 2007

Bin Laden poteva andare in video, lui no

Per chi l'ha persa su La7, ecco la prima puntata di Decameron di Luttazzi, su Youtube.
Che dire?  Luttazzi ci mancava tanto, tantissimo. Ed il suo nuovo programma è stato una valanga.
Una vera e propria valanga di spunti, idee, battute, ricordi e frecciatine, insulti e parolacce, sia a destra che a sinistra.
Per sei anni non aveva parlato in tv, ed ora al suo ritorno ha voluto dire proprio tutto. O quasi. Ripartendo proprio dalla sua cacciata, dal discorso di Berlusconi e dall'editto bulgaro del 2001. Ma stavolta la risposta è stata una sonora pernacchia.
E poi, dopo la sigla cantata e ironica, lo show: quasi come uno dei suoi spettacoli, anzi: quasi come un mix di tutti i suoi ultimi spettacoli, con l'inserimento di alcuni nuovi ingredienti comici.
La comicità, appunto: spesso di buon livello, altre volte superlativo, altre volte un po' troppo volgare. Conoscendo Luttazzi, non ci si stupisce, ma alcune delle sue oscenità gratuite  sul serio non hanno fatto ridere, oltre che essere fastidiose.
Molto più interessante quando il comico ha parlato di politica, di politici (senza schieramenti nè ideologie, un po' per Prodi, un po' per Berlusconi, spesso Mastella), di legge e di Chiesa. Molto più schietto, diretto, intelligente. Luttazzi non fa solo ridere, propone idee e soluzioni ai problemi, come per il ddl Gentiloni o il sovraffollamento delle carceri.
E poi originali sono stati anche i Dialoghi Platonici, con quattro attori ad interpretare quattro filosofi che riflettono sul mondo e sulla società. Un po' inutili e ripetitivi gli altri siparietti.
Insomma, il giudizio sul programma, da parte di un telespettatore medio che vede poca tv, non è un fan sfegatato del comico ma è, in generale, amante della buona satira, è più che positivo. Sarebbe stato bello avere qualche intervista in più, come in Satyricon. Sarebbe stato bello averlo in seconda serata, invece che quasi a mezzanotte. Io gli ultimi 10 minuti me li sono persi perché mi sono addormentato.
Ma poco importa, in fondo ci sono altre puntate e non è detto che ci saranno modifiche e cambiamenti.
L'unica cosa che davvero preoccupa? Come sottolinea Tvblog, è che il suo programma non abbia suscitato alcun tipo di critiche. Nè a destra, nè a sinistra. Da ambo le parti, hanno preferito non parlarne, non dare corda.
Anche questa, forse, una tipologia di censura verso Daniele Luttazzi.

(Youtube, Tvblog)

martedì 1 maggio 2007

Pro Rivera

Poche storie: il concerto di questo primo maggio è stato davvero bello.
Casino Royale, Enzo Avitabile, Avion Travel e Mauro Pagani accompagnato da Sarcina e Agnelli sono stati davvero degli ottimi momenti musicali, finora. Parere personale. Gli Afterhours, poi, come sempre di un altro pianeta.
Ma non voglio perdermi in chiacchiere sui protagonisti musicali. Vorrei invece soffermarmi sulla piccola polemica che si è scatenata a latere della manifestazione.
Protagonista Andrea Rivera, noto soprattutto per essere il citofonista del programma di Serena Dandini, ma anche comico intelligente dalle battute poco politically correct. Infatti, in apertura di concerto, ne ha dette un paio che hanno fatto innervosire un po' tutti. E quando mai. Vietato toccare la religione o la chiesa, altrimenti si scatena un putiferio.
"Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la chiesa non si è mai evoluta". E poi:  "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. E' giusto così, assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla, ma c'erano due ladroni".
Per queste due battute, il finimondo. Critiche da tutte le parti, soprattutto dai sindacati, dimostratisi ovviamente sempre più succubi di una chiesa che, anche quando non interviene in prima persona, è sempre più vincolante e presente in tutte le questioni pubbliche che non le competono.
"Dichiarazioni molto stupide". "Frasi del tutto inopportune", hanno detto i sindacati. Ma pensassero alle loro, di frasi stupide e inutili. Senza chinare il capo, scodinzolare rivolti verso il Vaticano e mostrarsi così fintamente moralisti e bigotti.
Pensassero al vero e principale messaggio alla base di questo primo maggio: basta morti bianche, basta incidenti sul lavoro, basta stragi nei cantieri, basta con tutto questo.
Altro che Chiesa, altro che critiche ad un giovane che, su quel palco, ha detto la sacrosanta verità. Vergogna.


(la Repubblica)

Pro Rivera

Poche storie: il concerto di questo primo maggio è stato davvero bello.
Casino Royale, Enzo Avitabile, Avion Travel e Mauro Pagani accompagnato da Sarcina e Agnelli sono stati davvero degli ottimi momenti musicali, finora. Parere personale. Gli Afterhours, poi, come sempre di un altro pianeta.
Ma non voglio perdermi in chiacchiere sui protagonisti musicali. Vorrei invece soffermarmi sulla piccola polemica che si è scatenata a latere della manifestazione.
Protagonista Andrea Rivera, noto soprattutto per essere il citofonista del programma di Serena Dandini, ma anche comico intelligente dalle battute poco politically correct. Infatti, in apertura di concerto, ne ha dette un paio che hanno fatto innervosire un po' tutti. E quando mai. Vietato toccare la religione o la chiesa, altrimenti si scatena un putiferio.
"Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la chiesa non si è mai evoluta". E poi:  "Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. E' giusto così, assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla, ma c'erano due ladroni".
Per queste due battute, il finimondo. Critiche da tutte le parti, soprattutto dai sindacati, dimostratisi ovviamente sempre più succubi di una chiesa che, anche quando non interviene in prima persona, è sempre più vincolante e presente in tutte le questioni pubbliche che non le competono.
"Dichiarazioni molto stupide". "Frasi del tutto inopportune", hanno detto i sindacati. Ma pensassero alle loro, di frasi stupide e inutili. Senza chinare il capo, scodinzolare rivolti verso il Vaticano e mostrarsi così fintamente moralisti e bigotti.
Pensassero al vero e principale messaggio alla base di questo primo maggio: basta morti bianche, basta incidenti sul lavoro, basta stragi nei cantieri, basta con tutto questo.
Altro che Chiesa, altro che critiche ad un giovane che, su quel palco, ha detto la sacrosanta verità. Vergogna.


(la Repubblica)

sabato 21 ottobre 2006