sabato 14 ottobre 2006
Scontrini e supplì
"Sgominata con successo la banda dei portoghesi alla buvette di Montecitorio. Da quando, per consumare caffè, panini, frutta e i famigerati supplì, è obbligatorio per deputati, funzionari e giornalisti esibire lo scontrino per dimostrare l'avvenuto pagamento, gli incassi di giornata sono raddoppiati. Dai primi sommari conteggi si è infatti registrato quasi l'80 per cento in più nei giorni in cui lavorano le sole commissioni, mentre ad aula piena si sono toccate punte di 4 mila euro. Un vero boom delle entrate se si considera che prima delle vacanze estive l'incasso massimo si attestava sui 2 mila euro".
martedì 10 ottobre 2006
domenica 8 ottobre 2006
Youtubedipendente
Ma non sono il solo ad esserne ormai dipendente.
Il numero di utenti sale giorno dopo giorno e Google, che ha l'occhio lungo, è pronta a spendere circa 1,6 miliardi di dollari per l'acquisto.
E mentre attendo che mi arrivi una folgorazione telematica che mi permetta di arricchirmi a vita, continuo a nutrirmi di video sul portale.
Oggi soprattutto sport, ed ho trovato delle chicche imperdibili: il rigore peggio battuto che abbia mai visto, questo splendido filmato di domino-biliardo, un rigore incredibilmente fischiato a 6 metri dall'area di rigore e una serie di interventi delicati di Marco Materazzi, commentati da Vergassola e Pasquale Bruno.
(La Stampa, Youtube)
Ah, l'invidia...
Una sola perplessità: viene spacciato (sempre per farci due risate), come allenamento di italiani.
Ma non viene precisato nella pubblicità del Guardian, non mi pare che la nostra nazionale abbia giocatori di colore né mi sembra di vedere l'azzurro delle nostre maglie in questo piccolo spot. Insomma, il nostro calcio non viene tirato mai in ballo: la pubblicità si riferisce ad un dvd su Euro2004.
Misteri di youtube, insomma: si vede che il primo ad inserire quel filmato sul sito dev'essere stato qualche rosicone tedesco o francese, non ci sono dubbi.
Ah, l'invidia...
(Youtube)
venerdì 6 ottobre 2006
Io, la pupa e il secchione
Prendevo il caffé in cucina e, non so bene per quale motivo, mi è venuto in mente di accendere la televisione.
Su Italia 1 c'era la diretta dell'irreality show che sta facendo maggiormente discutere negli ultimi tempi: "La pupa e il secchione".
Avevo letto Edmondo Berselli che qualche giorno fa ne parlava sulla Repubblica, mi ero incuriosito ma non avevo ancora trovato il tempo ed il modo di seguire questa nuova frontiera dei reality (l'unico che sembra fare ascolti decenti, tra l'altro, mentre quello sul circo e il wild west della Parietti stentano a decollare).
Ho quindi con interesse dedicato una mezz'ora della mia vita (e che sarà mai, mi son detto), alla visione di questo programma.
Per essere più precisi, però, si trattava della "diretta dalla villa", quindi credo la visione di quello che accade all'interno delle quattro mura nelle quali sono rinchiusi da qualche settimana.
Questo è quel che ho visto.
Cinque sei belle ragazze (ma neanche poi tanto) stupide come capre. Cinque sei nerd un po' acculturati ma visibilmente disadattati, che si imbarazzano e ogni tanto scambiano due chiacchiere tra di loro. I secchioni che sbadigliano, le pupe che fanno moine, urletti isterici e mostrano ogni tanto un po' d'ignoranza.
Beh, divertente allora: no. Non si ride nemmeno, anzi le risate sono posticce e messe in post-produzione come nelle più squallide sit-com americane. Unico momento interessante, quando una delle ragazze ha confidato ad un'altra di essersi spezzata un'unghia del piede e di averla riattaccata con l'attack sulla carne viva. Un bel momento davvero.
Per il resto niente di più: fissare il soffitto sarebbe stato culturalmente più appagante.
Ho visto mezz'ora di nulla. Una mezz'ora di nulla che comunque cattura audience e interessa una parte degli italiani che seguono fedelmente il programma.
Sbadigliando, ho finito il caffé e mi sono acceso una sigaretta.
Sempre più convinto di dovermi sbarazzare di quella scatola piena di spazzatura, che mi ostino a chiamare tv.
Guinness
Ancora ricordo del tizio indiano con i peli delle orecchie più lunghi del mondo, ma anche questo delle 155 t-shirt indossate l'una sull'altra merita un plauso.
155 t-shirt addosso: ma quanto potevano pesare?
Dalla sua faccia alla fine dell'impresa, credo parecchio.
giovedì 5 ottobre 2006
Folgorazione
dopo un po' non rimane niente
allora è meglio che tornino le ombre
fa troppa luce la parola sempre
fa troppa luce
fa troppa luce
fa troppa luce la parola sempre".
Un grazie a Mario Venuti per averlo scritto. Lui sì, che aveva capito tutto.
(Cacchio ci sono cascato di nuovo: post autoreferenziale e penosetto. Ma sarà l'ultimo. Forse).
mercoledì 4 ottobre 2006
Preghierina della sera
Avere giornate di 48 ore per una settimana.
Me ne basta una, davvero.
martedì 3 ottobre 2006
"Dal 2008 meno tasse per tutti"
(Wittgenstein, Giuda Maccablog)
Il Boss e lo studente
Mi sono immedesimato in quel mio coetaneo, che ha dovuto scucire una cifra enorme per godere dell'unica data del Boss al sud, ed ora sarà costretto a vedere il cantautore americano in una sede di minore prestigio e, ovviamente, con alle spalle una organizzazione tecnica non all'altezza delle aspettative.
In parole povere, una cosa è la Reggia, una cosa il palazzetto in periferia: perché pagare così tanto?
Il poverino chiudeva con una serie di interrogativi (rimborseranno il costo del biglietto? Cosa ne pensano le istituzioni?), ed uno soprattutto mi sembrava aver centrato il segno: "Capiscono che così si fanno solo figuracce mondiali?". No, credo di no.
E per il rimborso di una parte del biglietto, caro mio, a naso ti dico che non vedrai l'ombra di un euro, mi spiace.
lunedì 2 ottobre 2006
Buon compleanno Dylan Dog
Sono passati vent’anni, incredibile: era il 1986 ed in edicola usciva il primo Dylan Dog.
Era L’alba dei morti viventi. C’era Dylan, c'era Morgana, c'erano Xabaras e i morti viventi, c’era tutto quel mondo che ha fatto sognare almeno due generazioni di giovani.
E c’era l’indagatore dell’incubo, forse il miglior fumetto italiano di sempre, secondo solo a Tex o Diabolik. Con quel volto imbronciato, disegnato prendendo spunto da Rupert Everett, con quel suo stile inimitabile ed il suo look inconfondibile (jeans, Clarks, camicia rossa e giacca), Dylan è stato il massimo.
In questi 20 anni il fumetto ha avuto molti alti ma anche qualche basso, e devo ammettere che negli ultimi temoi anche io, fan sfegatato dal 1993, mi sono disaffezionato. Il filone è diventato un po’ ripetitivo, le storie poco emozionanti, si è persa un po’ di magia ma…ma ora poco importa: è il suo compleanno e per questo motivo il numero 241 è uscito interamente a colori, e sarà l’inizio di una storia in due albi che ha rivisto alcuni dei personaggi storici della serie (Xabaras, Cagliostro, Kim, i morti viventi).
Così son tornato in edicola è ho ricomprato Dylan Dog.
Tornato a casa ho aperto l’albo e, leccandomi i baffi, sono sprofondato sul divano e nel magico mondo del fumetto che ha segnato la mia adolescenza.
Buon compleanno, D.D.
domenica 1 ottobre 2006
La musica di Pandora
Io, ancora barcollante per la nottataccia appena trascorsa grugnisco qualcosa e finisco il caffè. Solo dopo qualche minuto mi accorgo che l’amico sta ascoltando una canzone, e mi avvicino per capirne qualcosa in più.
L’amico mi spiega tutto: Pandora (www.pandora .com) è un nuovo e interessante progetto americano, ben riassunto dalla domanda sulla homepage del sito: “Can you help me discover more music i’ll like?”.
Sì, pandora può farlo. Perché si tratta di un’enorme banca dati musicale, con tantissime canzoni analizzate e catalogate per genere, artista o titolo: insomma, l’utente deve solo inserire l’input (canzone o artista) e il sito è in grado di ricercare la canzone e, dopo quella, anche altri brani simili da un punto di vista musicale. E poi, la grafica è uno sballo.
Io sono partito con gli Afterhours (e quando mai). Dopo una loro canzone dell’ultimo disco, ho ascoltato una serie di gruppi più o meno famosi che si avvicinavano a quel genere.
Ed ecco creata subito una playlist uniforme calibrata sui gusti dell’utente.
Bello, bello, bello: subito inserito tra i preferiti.
(Pandora)
Ma poi li venderanno anche al bar?
Su Apogeo online l'intero articolo di Roberto Venturini.
(Apogeonline)