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martedì 4 dicembre 2007

Il post-laureato

Vita da post-laureato.
Giornate abbastanza vuote, ma tempo comunque poco.
Internet diventa un appiglio e una speranza per futuri lavori. In concreto, un miraggio.
Si sperimentano le potenzialita del social-network, si scrive un po' e si cerca di capire se questo si può fare per campare.
Si guardano foto, si leggono lettere che non si leggevano da un po', si ascolta parecchia buona musica. Addirittura non si chatta più da invisibile su Messenger. Di tanto in tanto, si cerca di riordinare e pulire una camera che sembra una delle stanze di Hostel.
La catasta di libri accumulata sul comodino tra un po' si assottiglierà.
Si sogna e si progetta, molto spesso lontano da qui. Fantasia e volontà non mancano.
Si mangia parecchio, si guarda la tv, a fasi alterne si cerca di mettere la parola fine ad un libro che mi trascino da due anni. Forse lo cancello, più lo rileggo più non mi piace.
Per il resto, si vivacchia e si bivacca. Bella la vita del post-laureato, prima che subentrino l'ansia, lo sconforto ed il terrore.

domenica 2 dicembre 2007

Federico II e Federica

Alla Federico II partono i corsi on line, con il progetto di e-learning Federica.
Il sito pare - dico pare - fatto bene, i contributi non sono ancora tantissimi, ma è un ottimo passo in avanti per la prima università del sud Italia, in un contesto che non brilla certo per innovazione e propensione alle nuove tecnologie.

(Unina, Federica)

giovedì 29 novembre 2007

E ora che son bi-dotto?



Chi si è tanto preoccupato in questi miei giorni di assenza, può finalmente dormire sonni tranquilli.
Il fatto è che le ultime settimane sono state un po’ concitate, dovevo laurearmi. E così l’ho fatto due giorni fa, in quel di Roma, pochi intimi ed una mattinata che credo non dimenticherò mai.
E allora vorrei ringraziare chi c’era, chi mi ha sorriso, accarezzato la schiena e incoraggiato prima della discussione, chi ha pianto alla proclamazione, chi mi ha abbracciato forte al ritorno, facendomi capire che davvero era tutto finito. Tutte le persone che mi hanno messaggiato con in bocca al lupo prima e chiamato per le congratulazioni dopo.
E soprattutto chi da lassù, magari, sorridendo annuiva soddisfatto. Ho fatto un buon lavoro, Enzo?
Insomma, finita anche questa, finita la raccolta punti e crediti formativi, l’università è di fatto un capitolo che si chiude alle mie spalle.
Cosa ci sarà, adesso, è difficile da dirsi. Intanto di una sola cosa mi dispiace: il non aver più alibi per evitare di lavorare.

lunedì 10 settembre 2007

Fusse che fusse...

Insomma, entro fine anno dovrei laurearmi. Gli esami, tantissimi, ormai li ho fatti tutti. Se non ho perso il conto, con quello fatto a gennaio di quest'anno, l'ultimo, sono arrivato a quota 56.
La tesi, anche, è a buon punto. Dovrei farcela. Sì, ce la posso fare. Ma ora viene la parte più difficile: la segreteria de La Sapienza.
Speriamo bene, nel dubbio io resto un giorno in più a Roma, ché con tutte 'ste carte e cartuscelle non si sa mai.
Ci risentiamo giovedì.

Fusse che fusse...

Insomma, entro fine anno dovrei laurearmi. Gli esami, tantissimi, ormai li ho fatti tutti. Se non ho perso il conto, con quello fatto a gennaio di quest'anno, l'ultimo, sono arrivato a quota 56.
La tesi, anche, è a buon punto. Dovrei farcela. Sì, ce la posso fare. Ma ora viene la parte più difficile: la segreteria de La Sapienza.
Speriamo bene, nel dubbio io resto un giorno in più a Roma, ché con tutte 'ste carte e cartuscelle non si sa mai.
Ci risentiamo giovedì.

martedì 28 agosto 2007

Acqua calda

Titola la Repubblica: "Nel Meridione un laureato su 4 trova lavoro solo per conoscenza".
Notizia falsa e priva di fondamento, si vede che l'autore dell'articolo era male informato. E soprattutto, fin troppo ottimista.



(la Repubblica)

Acqua calda

Titola la Repubblica: "Nel Meridione un laureato su 4 trova lavoro solo per conoscenza".
Notizia falsa e priva di fondamento, si vede che l'autore dell'articolo era male informato. E soprattutto, fin troppo ottimista.



(la Repubblica)

venerdì 27 aprile 2007

Giusto un po' fuori corso

"Vive in Kansas e il 12 maggio entrerà nel Guinness dei primati come la laureata più anziana del pianeta. Ha da poco spento 95 candeline Nola Ochs che nel 1972, alla morte di suo marito, iniziò a seguire corsi universitari". (la Repubblica)
Cavolo, complimenti. Mi viene da pensare, però. O il corso di laurea era parecchio difficile, o la nonnina non dev'essere stata proprio una cima, se per laurearsi ci ha messo 25 anni.

Giusto un po' fuori corso

"Vive in Kansas e il 12 maggio entrerà nel Guinness dei primati come la laureata più anziana del pianeta. Ha da poco spento 95 candeline Nola Ochs che nel 1972, alla morte di suo marito, iniziò a seguire corsi universitari". (la Repubblica)
Cavolo, complimenti. Mi viene da pensare, però. O il corso di laurea era parecchio difficile, o la nonnina non dev'essere stata proprio una cima, se per laurearsi ci ha messo 25 anni.

sabato 24 marzo 2007

True Love Revolution

All'università di Harvard due tizi hanno fondato un movimento per la promozione dell'astinenza dal sesso.
Viste le foto, credo anche senza grandissimi sforzi.

(la Repubblica)

True Love Revolution

All'università di Harvard due tizi hanno fondato un movimento per la promozione dell'astinenza dal sesso.
Viste le foto, credo anche senza grandissimi sforzi.

(la Repubblica)

domenica 30 luglio 2006

domenica 9 luglio 2006

Il professore capirà

Non so come, ma sono ancora vivo.
L'infarto l'ho rischiato un paio di volte, ho detto più parolacce in due ore che in tutto l'anno, i rigori non li ho visti perché stavo troppo male, non ho più voce perché ho gridato come un ossesso, ma ne è valsa la pena.
Ah, tra meno di due ore dovrei svegliarmi, andare a Roma e fare un esame, ma poco importa.
CAMPIONI DEL MONDO.

Meglio un 30 o la coppa?

Meno cinque ore alla finale.
Ho ancora un po' di tempo per finire di studiare.
Ma chi voglio prendere in giro?
Ma quale libri, quale ripetizione: qui si pensa solo a Italia - Francia e la tensione già si taglia col coltello.
E l'esame? Poco importa, soprattutto se domani potrò andare a sostenerlo con la quarta stellina impressa sulla maglia.

mercoledì 5 luglio 2006

Che giorno, scusi?

Chinaski lo racconta in modo molto più divertente di me, ma il succo del discorso è lo stesso: lunedì 10 anch'io avrei un esame all'università.
Per chi non l'avesse capito, proprio il giorno dopo la finale dei mondiali.
Che fare?

giovedì 18 maggio 2006

Gita a Roma? No, tesi

Vorrei partire alle 8.44, con il buon vecchio diretto per Roma da Campi Flegrei.
Ho prenotato il giorno prima il biglietto in agenzia. Sono pronto.
Arrivo in stazione con 15 minuti d’anticipo, ma il treno non c’è più.
E’ stato soppresso dal 1° maggio. Che carini ad avvertire, questi di Trenitalia, fanno bene a cancellare l’unico diretto da Campi Flegrei per Roma e lasciarlo ancora in bella mostra sul sito. Complimenti.
Insieme a me, ci sono altre 2 o 3 presone incazzate come bisce, che bestemmiano in turco. Ci confortiamo a vicenda, con occhiate di compassione reciproca.
Non mi perdo d’animo, faccio l’integrazione e corro a prendere l’Intecity Plus delle 9.33.
Il mondo intero, però, ha deciso di concentrarsi bene per impedirmelo.
Prima il bigliettaio, che per digitare i codici del nuovo biglietto ci mette soltanto 30 secondi a lettera, poi la metropolitana che preferisce muoversi a passo d’uomo e fermarsi 5 – 6 volte senza motivo prima del capolinea.
Sono fuori casa da neanche un’ora e già sono madido di sudore, rosso di rabbia, parlo da solo come un pazzo.
Riesco comunque a salire sul treno, ovviamente perché in ritardo di un paio di minuti, mi siedo comodo e dormo per tutt’e due le ore di viaggio. Come un sasso.
Una volta a Roma, già so con precisione come muovermi per arrivare alla sede de “la Repubblica”: bus 714, 11 fermate, alla vista di un enorme palazzone con la scritta Habitat posso scendere e raggiungere il palazzo a specchi sede del prestigioso quotidiano.
Ovviamente, perdo il conto delle fermate ed entro nel panico. La scritta Habitat non la vedo, ma mi aiuta una signora.
Scendo. La vedo. La sede romana de “la Repubblica”.
Un grande palazzo con la scritta a specchi in Largo Fochetti: un paio di guardie all’entrata, borsa nel metal detector e la consegna di un badge magnetico per entrare da “privato” nella sede.
Ascensore, sesto piano e sono dal professore.
Vi tralascio i dialoghi precisi, ma vi assicuro che è stato disponibile e garbato, come sempre.
E insieme abbiamo scelto la tesi. Anzi due, per il momento.
Abbiamo semplicemente circoscritto il campo a due dei 5 spunti che gli avevo proposto, ma si tratta già di un grande passo in avanti.
Adesso, quindi, devo solo scegliere: le inchieste dei Muckrakers o la figura del giornalista Enzo Baldoni.

Speriamo che la notte mi porti consiglio.

giovedì 17 novembre 2005

Literature is dead

I classici della letteratura in sms. È l'idea di un folle, senza dubbio. Ma sembra non essere il solo, visto che da gennaio sarà un servizio disponibile per gli studenti inglesi che potranno, nel linguaggio puntato, cifrato, diciamo pure incoprensibile dei messaggini, leggere alcune pagine di capolavori di Shakespeare, Dante, Dickens o Milton.
Guardate gli
esempi. Da pelle d'oca.
Il professore universitario che tradurrà le pagine in lingua sms arriva addirittura a dire che intende sfruttare le "qualità educative" degli sms. Qualità? Educazione? Ma come si fa a dire simili idiozie? Come si può con tanta disinvoltura ammazzare la letteratura mondiale, distruggere la cultura e ridurre tutta la bellezza di quelle pagine ad un miscuglio di cifre e segni cifrati senza senso?
Mi sembra impossibile che ancora nessuno abbia protestato nei confronti di un simile scempio. Non stiamo parlando, poi, di un servizio che aiuti i bambini, ma di un progetto pensato per aiutare gli studenti universitari a ripetere. Altro che Bignami. Altro che superficialità nello studio. Qui si sta toccando il fondo e si continua a scavare, si calpesta la cultura e la si butta nella spazzatura.
La tecnologia, quando viene usata in questi modi, potrà aiutarci - è tutto da vedere - nel breve periodo, ma alla lunga ci impoverisce mentalmente, facendoci regredire ad uno stato di mediocrità culturale che mi avvilisce. Non sono catastrofico o anacronistico, ma semplicemente realista.
Mi auguro sinceramente che questo progetto perda di visibilità ancora prima di iniziare. Che non trovi i finanziamenti, che non riesca a partire. Che gli studenti si ribellino di fronte a questa assurda trovata tecnologica.
Lo splendore di una pagina di Shakespeare riportata in caratteri indecifrabili sul display di un telefonino di ultimo grido è un pensiero che mi fa venire il voltastomaco. Spero anche a voi, davvero.


(Corriere)

Non corsista

Per un corso di "Giornalismo dello spettacolo" all'università avrei dovuto scrivere una cronaca dell'ultima puntata dell'Isola dei Famosi. Si trattava soltanto di una sessantina di righe, ma dopo dieci minuti di progamma - più o meno dopo aver visto il vestito della Ventura e aver sentito parlare Antonella Elia - non ce l'ho fatta.
Porterò volentieri un libro in più, e farò senza alcun problema l'esame da non frequentante. Ma quasi tre ore di quell'agghiacciante programma non le avrei sopportate per nulla al mondo.


(L'isola dei famosi)

giovedì 27 ottobre 2005

Per un pelo

Pratica esame archiviata. E' stata più dura del previsto, ma ce l'ho fatta.
Non tanto per la difficoltà dell'esame o la pignoleria del professore, ma perché l'Intercity Napoli - Roma ha fatto 75 minuti di ritardo.

mercoledì 26 gennaio 2005

Aiuto

Il giorno del primo esame è sempre più vicino.


Speriamo bene...