sabato 17 febbraio 2007

Ho visto cose...

Britney Spears, skinhead.
(Si fa per scherzare, eh. Ma perché, di grazia, si è rapata a zero?)

(Corriere)

Ho visto cose...

Britney Spears, skinhead.
(Si fa per scherzare, eh. Ma perché, di grazia, si è rapata a zero?)

(Corriere)

Il primo dio

"Dire qualcosa mentre si è rapiti dall'uragano
Ecco l'unico fatto che possa compensarmi
di non essere io l'uragano".

Emidio Clementi, Massimo Volume

Il primo dio

"Dire qualcosa mentre si è rapiti dall'uragano
Ecco l'unico fatto che possa compensarmi
di non essere io l'uragano".

Emidio Clementi, Massimo Volume

venerdì 16 febbraio 2007

Lou Reed, Tatters

Tatters di Lou Reed – contenuta in Ecstasy, 2000 - è un soffio leggero di quotidianità posato sugli arpeggi di una chitarra.
E’ una passeggiata di notte senza sapere dove andare, mentre uno spicchio di luna che si riflette in una pozzanghera sul marciapiede.
Sono 5 minuti e 55 secondi in cui il caro Lou – mai invecchiato, mai banale, mai deludente – ti accompagna per mano, ti sussurra in un orecchio e ti presenta la sua vita ridotta a brandelli.  
Oppure te lo immagini lì, nella penombra di un bar fumoso e opprimente, mentre vomita sul microfono le sue sofferenze: con il solito stile ed una voce che lascia senza fiato.
Lo vedi, mentre sorseggia con amarezza l’ennesimo whisky e coca, si volta lentamente e abbozza un amaro sorriso, a testimoniare la sua delusione cocente d'amore.
Una ballata elegante e seducente, che parte in sordina – tutt’avvolta da una morbida ritmica di chitarra - per poi finire con un entusiasmante crescendo di fiati. Che valgono da solo l’ascolto di tutto il cd, che anche se risale ormai a sette anni fa è sempre magico come la prima volta che l’ascolti.



Some couples live in harmony
Some do not
Some couples yell and scream
Some do not
But what you said was something
That I can’t forget
It echoes in my head
Like a bullet made of lead
Some people yell and scream
And some do not
Some people sacrifice their lives
And some do not
Some people wait for sleep
To take them away
While others read books endlessly
Hoping problems will go away
I know you’re hoping everything
Works out
Neither one of us is
The type who shouts
You sleep in the bedroom
While I pace up and down the hall
Our baby stares at both of us
Wondering which one of us to call



I guess it’s true that not
Every match burns bright
I guess it’s true
Not all that I say is right
But what you said still bounces
Around in my head
Who thought this could happen to us
When we first went to bed
I’m told in the end
That none of this matters
All couples have troubles
And none of this matters
But what you said
Still echoes in my head
And I’m still in the hallway
Downstairs sleeping alone instead



I know you don’t care
But here’s my last thought
Not that it matters
But here’s the last thing I thought
Our little thing is lying
Here in tatters
And you my dear
Don’t have any manners
Sad to leave this way
To leave it all in tatters
Saddening to leave this way
To leave it all in tatters
I suppose that we all could say
That nothing of it matters
Still it’s sad
To see everything in tatters

Lou Reed, Tatters

Tatters di Lou Reed – contenuta in Ecstasy, 2000 - è un soffio leggero di quotidianità posato sugli arpeggi di una chitarra.
E’ una passeggiata di notte senza sapere dove andare, mentre uno spicchio di luna che si riflette in una pozzanghera sul marciapiede.
Sono 5 minuti e 55 secondi in cui il caro Lou – mai invecchiato, mai banale, mai deludente – ti accompagna per mano, ti sussurra in un orecchio e ti presenta la sua vita ridotta a brandelli.  
Oppure te lo immagini lì, nella penombra di un bar fumoso e opprimente, mentre vomita sul microfono le sue sofferenze: con il solito stile ed una voce che lascia senza fiato.
Lo vedi, mentre sorseggia con amarezza l’ennesimo whisky e coca, si volta lentamente e abbozza un amaro sorriso, a testimoniare la sua delusione cocente d'amore.
Una ballata elegante e seducente, che parte in sordina – tutt’avvolta da una morbida ritmica di chitarra - per poi finire con un entusiasmante crescendo di fiati. Che valgono da solo l’ascolto di tutto il cd, che anche se risale ormai a sette anni fa è sempre magico come la prima volta che l’ascolti.



Some couples live in harmony
Some do not
Some couples yell and scream
Some do not
But what you said was something
That I can’t forget
It echoes in my head
Like a bullet made of lead
Some people yell and scream
And some do not
Some people sacrifice their lives
And some do not
Some people wait for sleep
To take them away
While others read books endlessly
Hoping problems will go away
I know you’re hoping everything
Works out
Neither one of us is
The type who shouts
You sleep in the bedroom
While I pace up and down the hall
Our baby stares at both of us
Wondering which one of us to call



I guess it’s true that not
Every match burns bright
I guess it’s true
Not all that I say is right
But what you said still bounces
Around in my head
Who thought this could happen to us
When we first went to bed
I’m told in the end
That none of this matters
All couples have troubles
And none of this matters
But what you said
Still echoes in my head
And I’m still in the hallway
Downstairs sleeping alone instead



I know you don’t care
But here’s my last thought
Not that it matters
But here’s the last thing I thought
Our little thing is lying
Here in tatters
And you my dear
Don’t have any manners
Sad to leave this way
To leave it all in tatters
Saddening to leave this way
To leave it all in tatters
I suppose that we all could say
That nothing of it matters
Still it’s sad
To see everything in tatters

Il vuoto

Come Dave, anche io ho seri, serissimi problemi con l'ascolto del nuovo singolo di Franco Battiato: "Il vuoto", in tutti i sensi.

(Daveblog, Youtube)

Il vuoto

Come Dave, anche io ho seri, serissimi problemi con l'ascolto del nuovo singolo di Franco Battiato: "Il vuoto", in tutti i sensi.

(Daveblog, Youtube)

The times are changing

Oddio: m'hanno sgonfiato pure l'omino della Michelin.

(Corriere)

The times are changing

Oddio: m'hanno sgonfiato pure l'omino della Michelin.

(Corriere)

martedì 13 febbraio 2007

Non ci sono santi

No, fermi tutti. Pensavate non lo facessi? Invece l’ho fatto.
Quest’anno il post sarcastico sul San Valentino ci sta proprio tutto.
No è perché per troppi anni ho vissuto la speculazione sanvalentiniana sulla mia pelle, accumulando rancore nei confronti di ogni cosa avesse la forma di un tubo o di una scatola a forma di cuore acquistata all’ultimo minuto.
Per troppo tempo ho vissuto con angoscia il pensiero del doverla portare fuori (non la scatola, la mia bella): ma perché poi non vanno bene tutti gli altri giorni dell’anno proprio il 14 febbraio che si paga un botto e  ti tocca prenotare almeno 10 giorni prima e poi ti danno il tavolo scadente, ti servono male e finisci con l’intossicarti e litigare a morte perdendo pure la chance di barattare la cena offerta con una notte – una, almeno – di passione?
No, di San Valentini inutili e dimenticabili ne ho vissuti fin troppi, per non poter guardare con un misto di derisione e sconforto  tutte le coppie che oggi faranno la solita corsa al cioccolatino, gli uomini che si fionderanno all’ultimo minuto dal fioraio per comprare l’unico mazzo di rose dell’anno, alle donne che entusiaste scarteranno il regalo appena ricevuto, mentre il portafogli del fidanzato piange ed il proprietario del ristorante, dietro al bancone, è già pronto a gonfiare il conto di una decina d’euro.

Non ci sono santi

No, fermi tutti. Pensavate non lo facessi? Invece l’ho fatto.
Quest’anno il post sarcastico sul San Valentino ci sta proprio tutto.
No è perché per troppi anni ho vissuto la speculazione sanvalentiniana sulla mia pelle, accumulando rancore nei confronti di ogni cosa avesse la forma di un tubo o di una scatola a forma di cuore acquistata all’ultimo minuto.
Per troppo tempo ho vissuto con angoscia il pensiero del doverla portare fuori (non la scatola, la mia bella): ma perché poi non vanno bene tutti gli altri giorni dell’anno proprio il 14 febbraio che si paga un botto e  ti tocca prenotare almeno 10 giorni prima e poi ti danno il tavolo scadente, ti servono male e finisci con l’intossicarti e litigare a morte perdendo pure la chance di barattare la cena offerta con una notte – una, almeno – di passione?
No, di San Valentini inutili e dimenticabili ne ho vissuti fin troppi, per non poter guardare con un misto di derisione e sconforto  tutte le coppie che oggi faranno la solita corsa al cioccolatino, gli uomini che si fionderanno all’ultimo minuto dal fioraio per comprare l’unico mazzo di rose dell’anno, alle donne che entusiaste scarteranno il regalo appena ricevuto, mentre il portafogli del fidanzato piange ed il proprietario del ristorante, dietro al bancone, è già pronto a gonfiare il conto di una decina d’euro.

Smashing back


Preparatevi a leccarvi i baffi, sgranare gli occhi, rimuovere i paraorecchie musicali.
E segnatevi bene in mente questa data: 7 luglio 2007, data dell’uscita di Zeitgeist, il nuovo disco degli Smashing Pumpkins.

Smashing back


Preparatevi a leccarvi i baffi, sgranare gli occhi, rimuovere i paraorecchie musicali.
E segnatevi bene in mente questa data: 7 luglio 2007, data dell’uscita di Zeitgeist, il nuovo disco degli Smashing Pumpkins.