Visualizzazione post con etichetta vacanze. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vacanze. Mostra tutti i post

venerdì 27 luglio 2007

Finalmente vacanza



Questo blog (e il suo autore) si godono la meritata vacanza, finalmente.

La prova costume pare non sia stata superata in pieno, ma poco importa. Per ora pensiamo solo alla tintarella e al totale relax.
Ci si risente ad agosto inoltrato, io per qualsiasi cosa mi trovate a mollo dalle parti di Torre San Giovanni.

Finalmente vacanza



Questo blog (e il suo autore) si godono la meritata vacanza, finalmente.

La prova costume pare non sia stata superata in pieno, ma poco importa. Per ora pensiamo solo alla tintarella e al totale relax.
Ci si risente ad agosto inoltrato, io per qualsiasi cosa mi trovate a mollo dalle parti di Torre San Giovanni.

domenica 1 aprile 2007

Tutta un'altra musica

I cd in Spagna costano molto meno che in Italia, non lo sapevo prima di fare un giro alla Fnac di Valencia cinque giorni fa.
Quando sono entrato e mi sono ritrovato U2, Tom waits, Who, Bruce Springsteen e tanti tanti altri a 5 euro e 90 quasi avevo le lacrime agli occhi. E mentre io iniziavo ad asciugarmele con difficoltà, Noemi già aveva una quindicina di cd in bilico tra le mani e la bavetta ai lati della bocca, mentre continuava avidamente a scavare tra i vinili nel reparto alternative rock.
Roba da non crederci. Quasi un sogno.
I cd musicali, da quello che ho visto, costano al massimo 15 o 16 euro, anche le nuove uscite. Una cosa impensabile dalle nostre parti. Ma non solo: in Spagna, quelli vecchi di un paio d'anni scendono normalmente intorno ai 10 euro, qualcuno lo trovi già a 7 e 90 dopo neanche dodici mesi dall'uscita.
Questo non solo per i prezzi già normalmente più bassi, ma anche perché Zapatero ha ben pensato, ormai 3 anni fa, di abbassare l'Iva sulla musica:  al 4 per cento, leggo su Repubblica, mentre "in Italia su cd e cd-rom si paga un'Iva del 20 per cento". Olè.
Insomma, a parte gli elogi alla politica spagnola su questo tema, fa davvero un bell'effetto trovarsi davanti colonne e colonne di capolavori musicali a poco più di 5 euro, mentre nei negozi italiani a quel prezzo trovi solo Rita Pavone, Fabio Concato Live o i cd tributo ai Led Zeppelin.
Tutto questo per dire che alla fine la scelta è stata molto dura, quasi ci chiudevano dentro mentre stavamo ancora scegliendo, ma alla fine ce ne siamo andati tutti soddisfatti con un bel bottino tra le mani.
Personalmente, mi sono accaparrato due cd dei Portishead, Different Class dei Pulp e l'unico di Nick Drake che mi mancava: purtroppo avevo pochi soldi in tasca, altrimenti mi sarei sbizzarrito ancora di più, giocandomi il resto della vacanza.
Per i prossimi acquisti musicali, mi farò due conti: magari conviene di più un low cost per la Spagna più la spesa per i cd che spendere 20 euro alla volta per comprare qualcosa qui in Italia.

Tutta un'altra musica

I cd in Spagna costano molto meno che in Italia, non lo sapevo prima di fare un giro alla Fnac di Valencia cinque giorni fa.
Quando sono entrato e mi sono ritrovato U2, Tom waits, Who, Bruce Springsteen e tanti tanti altri a 5 euro e 90 quasi avevo le lacrime agli occhi. E mentre io iniziavo ad asciugarmele con difficoltà, Noemi già aveva una quindicina di cd in bilico tra le mani e la bavetta ai lati della bocca, mentre continuava avidamente a scavare tra i vinili nel reparto alternative rock.
Roba da non crederci. Quasi un sogno.
I cd musicali, da quello che ho visto, costano al massimo 15 o 16 euro, anche le nuove uscite. Una cosa impensabile dalle nostre parti. Ma non solo: in Spagna, quelli vecchi di un paio d'anni scendono normalmente intorno ai 10 euro, qualcuno lo trovi già a 7 e 90 dopo neanche dodici mesi dall'uscita.
Questo non solo per i prezzi già normalmente più bassi, ma anche perché Zapatero ha ben pensato, ormai 3 anni fa, di abbassare l'Iva sulla musica:  al 4 per cento, leggo su Repubblica, mentre "in Italia su cd e cd-rom si paga un'Iva del 20 per cento". Olè.
Insomma, a parte gli elogi alla politica spagnola su questo tema, fa davvero un bell'effetto trovarsi davanti colonne e colonne di capolavori musicali a poco più di 5 euro, mentre nei negozi italiani a quel prezzo trovi solo Rita Pavone, Fabio Concato Live o i cd tributo ai Led Zeppelin.
Tutto questo per dire che alla fine la scelta è stata molto dura, quasi ci chiudevano dentro mentre stavamo ancora scegliendo, ma alla fine ce ne siamo andati tutti soddisfatti con un bel bottino tra le mani.
Personalmente, mi sono accaparrato due cd dei Portishead, Different Class dei Pulp e l'unico di Nick Drake che mi mancava: purtroppo avevo pochi soldi in tasca, altrimenti mi sarei sbizzarrito ancora di più, giocandomi il resto della vacanza.
Per i prossimi acquisti musicali, mi farò due conti: magari conviene di più un low cost per la Spagna più la spesa per i cd che spendere 20 euro alla volta per comprare qualcosa qui in Italia.

sabato 31 marzo 2007

Quattro passi per Valencia

Per chi non lo sapesse, sono stato quattro giorni a Valencia.
Non solo paella, ovviamente.
Innanzitutto l’architettura di Santiago Calatrava e la sua imponente Città delle Arti e della Scienza: anche chi come me storce quasi sempre il naso di fronte alle costruzioni ipermoderne non può che restarne affascinato. Cinque straordinari edifici dalle forme “hi-tech”, come suggeriva qualcuno, che riescono comunque ad integrarsi nel tessuto cittadino senza snaturare il paesaggio di una città così carica di storia.
La sera poi, quando si accendono le luci e tutte le strutture si specchiano nelle superfici d’acqua che circondano questo polo futuristico, lo spettacolo è da mozzare il fiato.
Poi L’America’s Cup strappata – meritatamente – a Napoli, che rappresenta uno dei principali motori del fermento che pervade l’intera città.
E ancora Las Fallas che abbiamo perso per qualche giorno, con enormi costruzioni di polistirolo (mi suggerisce la valenciana) che prendono fuoco in un grandissimo e rapido falò notturno nelle principali piazze. Davvero un peccato non aver partecipato. Poco male, però: l’atmosfera di festa e l’alto tasso etilico non c’è di certo mancato.
Valencia: soprattutto un centro storico, pulsante, vivo, circondato da quello che prima era un fiume, ed oggi è un immenso giardino che sorge sul suo letto asciutto: i giardini del Turìa.
Le due imponenti torri del Serrano, con le porte che introducono alla città; le stradine per le quali è magico camminare e perdersi, passando per la caotica Plaza de Toros, la signorile Plaza de l’Ayuntamiento e la suggestiva Plaza de la Reina, con la sua caratteristica Cattedrale, arrivando fino al Mercado central, piastrelle colorate all’esterno e una moltitudine variegata di banconi all’interno.
Per divertirsi e tornare bambini, il Parco Gulliver è l’ideale; per rilassarsi e perdere un po’ di tempo, El Cort
Engles il massimo.
E la vita notturna, ancora: fatta di locali e localini, discoteche affollatissime e baristi incapaci di fare cocktail, cento montaditos e uno straordinario spettacolo di flamenco. Indimenticabile.
La pioggia che ci ha accompagnato per quasi tutto il viaggio – come sempre fortunati, non c'è che dire  – non ci ha spinto verso il mare: vabè, sarà per la prossima volta. Forse luglio?
Intanto, ricorderò per sempre l’ospitalità della cara studentessa erasmus che ci ha dato vitto e alloggio, le passeggiate per la città in buona compagnia, la signora ottantenne capo ultrà del Valencia ricoperta di spillette e le macchine parcheggiate in doppia fila senza freno a mano: se devi uscire e ti hanno bloccato, basta un attimo per spostarla. Questa sì che è civiltà.
E questa è Valencia, insomma.

Quattro passi per Valencia

Per chi non lo sapesse, sono stato quattro giorni a Valencia.
Non solo paella, ovviamente.
Innanzitutto l’architettura di Santiago Calatrava e la sua imponente Città delle Arti e della Scienza: anche chi come me storce quasi sempre il naso di fronte alle costruzioni ipermoderne non può che restarne affascinato. Cinque straordinari edifici dalle forme “hi-tech”, come suggeriva qualcuno, che riescono comunque ad integrarsi nel tessuto cittadino senza snaturare il paesaggio di una città così carica di storia.
La sera poi, quando si accendono le luci e tutte le strutture si specchiano nelle superfici d’acqua che circondano questo polo futuristico, lo spettacolo è da mozzare il fiato.
Poi L’America’s Cup strappata – meritatamente – a Napoli, che rappresenta uno dei principali motori del fermento che pervade l’intera città.
E ancora Las Fallas che abbiamo perso per qualche giorno, con enormi costruzioni di polistirolo (mi suggerisce la valenciana) che prendono fuoco in un grandissimo e rapido falò notturno nelle principali piazze. Davvero un peccato non aver partecipato. Poco male, però: l’atmosfera di festa e l’alto tasso etilico non c’è di certo mancato.
Valencia: soprattutto un centro storico, pulsante, vivo, circondato da quello che prima era un fiume, ed oggi è un immenso giardino che sorge sul suo letto asciutto: i giardini del Turìa.
Le due imponenti torri del Serrano, con le porte che introducono alla città; le stradine per le quali è magico camminare e perdersi, passando per la caotica Plaza de Toros, la signorile Plaza de l’Ayuntamiento e la suggestiva Plaza de la Reina, con la sua caratteristica Cattedrale, arrivando fino al Mercado central, piastrelle colorate all’esterno e una moltitudine variegata di banconi all’interno.
Per divertirsi e tornare bambini, il Parco Gulliver è l’ideale; per rilassarsi e perdere un po’ di tempo, El Cort
Engles il massimo.
E la vita notturna, ancora: fatta di locali e localini, discoteche affollatissime e baristi incapaci di fare cocktail, cento montaditos e uno straordinario spettacolo di flamenco. Indimenticabile.
La pioggia che ci ha accompagnato per quasi tutto il viaggio – come sempre fortunati, non c'è che dire  – non ci ha spinto verso il mare: vabè, sarà per la prossima volta. Forse luglio?
Intanto, ricorderò per sempre l’ospitalità della cara studentessa erasmus che ci ha dato vitto e alloggio, le passeggiate per la città in buona compagnia, la signora ottantenne capo ultrà del Valencia ricoperta di spillette e le macchine parcheggiate in doppia fila senza freno a mano: se devi uscire e ti hanno bloccato, basta un attimo per spostarla. Questa sì che è civiltà.
E questa è Valencia, insomma.

sabato 11 novembre 2006

Da Siviglia

Qui Siviglia.
Dopo una giornata massacrante, fatta di treni presi all'ultimo secondo e voli aereo passati quasi interamente a dormire, siamo in terra andalusa.
Un mondo totalmente diverso da quello vissuto negli scorsi giorni a Dresda.
Al momento, giusto per averne un'idea: clima più temperato (pare settembre), gente più socievole, città più a misura d'uomo e, allo stesso tempo, molto più caotica, con cantieri grandi e piccoli sparsi un po' dovunque.
Una realtà totalmente diversa da quella tedesca, insomma, ma la mia è un po' come la scoperta dell'acqua calda.

Programmi per domani: intanto, si va a vedere Real Betis - Levante. Per il resto, poi si vedrà.

giovedì 25 maggio 2006

In vacanza non ci andrò mai

Allora, due sono le possibilità: o quelli delle agenzie turistiche quando scrivono "offerta imperdibile", "pacchetto all inclusive", "vacanza conveniente", prendono in giro i clienti, o purtroppo quest'anno sono io ad essere davvero squattrinato.

martedì 23 maggio 2006

Le mie Benson per una vacanza


Stanotte non ho proprio sonno, anche perché sto pensando e ripensando a due questioni che mi tormentano da qualche settimana a questa parte:
1)      Dove andare in vacanza quest’estate e – soprattutto – con quali soldi;
2)      Cercare o non cercare di smettere di fumare.
Due gran brutte gatte da pelare, insomma.
Poi ho fatto un paio di rapidi calcoli, e tutto mi è apparso immediatamente più chiaro.
Un pacchetto di Benson & Hedges (3,20 euro) ogni 2 giorni, sono quasi 50 euro a settimana (48, per la precisione, ma è sempre meglio abbondare).
In un anno, se la poca matematica fatta alle superiori non m’inganna, dovrebbero essere 576 euro.
Ecco, se avessi smesso di fumare a partire dalla scorsa estate, forse ora avrei i soldi per una nuova vacanza.
Almeno per avere una speranza di partenza.
Me tapino, me squattrinato. Sigh, sob.


giovedì 22 dicembre 2005

Dopo Budapest

Sono tornato ieri da Budapest: città incantevole, emozionante, elegante e misteriosa.
Ho visto cose che non dimenticherò mai. Chiese, strade, piazze e persone che porterò per sempre dentro di me.
Starei qui a scriverne per delle ore, ma appena rientrato a casa sono stato sommerso da milioni di impegni. Nei prossimi giorni, sicuramente, avrò più tempo e potrò dedicarmi con calma alla descrizione delle meraviglie di una delle città più belle che abbia mai visto. Ora devo scendere.

sabato 17 dicembre 2005

Partenza

Blog in pausa vacanza.
Ci risentiamo tra 5 giorni, trabiccolo volante permettendo.
Non preoccupatevi, manderò a tutti una cartolina da Budapest.

martedì 6 settembre 2005

L'anno prossimo andiamo in montagna

L'incredibile vicenda di due coniugi siciliani.
2000 euro di multa per essersi sistemati con gli asciugamani sul bagnasciuga in corrispondenza di uno stabilimento privato.


(la Repubblica)

lunedì 1 agosto 2005

Meno 3 ore alla partenza

Alla fine porterò sei libri (Candido o l'ottimismo di Voltaire, Argo il cieco di Bufalino, Pelle di Leopardo di Terzani, Il secolo cinese di Rampini e due testi per il prossimo esame), una trentina di cd (tra cui Bob Marley, Casino Royale, Cafè del mar, Bob Dylan, De Gregori, Afterhours, Almamegretta e Moby) e quindici musicassette, anche se già so che le più gettonate in auto - almeno con me alla guida - saranno una compilation con il meglio dei Cure, Ultra dei Depeche Mode e Californication dei RHCP).
Credo davvero di non aver dimenticato nulla.
Buone vacanze a tutti, ci risentiamo a settembre!

lunedì 25 luglio 2005

Aria di vacanze

Ho l'ultima, piccola faccenda universitaria da sbrigare, e poi potrò considerarmi ufficialmente in vacanza!
E, grazie al cielo (e soprattutto non grazie a me), ora abbiamo anche un posto
dove andare.
Si tratta di una vacanza un po' atipica, organizzata all'ultimo minuto e all'insegna del risparmio, ma grazie ad una compagnia che sembra adatta e alla giusta voglia di divertirsi spero davvero di trascorrere un mese di totale relax, mare e sole, girando in lungo e in largo per l'isola e gustando i
sapori tipici della cucina locale. Dicendo addio per un lungo, saporitissimo mese, alla finta dieta che sto portando avanti da qualche settimana a questa parte. Così, finalmente, la smetterò di prendere in giro me stesso e chi mi sta attorno.
Palermo, aspettami!