lunedì 3 ottobre 2011
Restless - Gus Van Sant
domenica 2 ottobre 2011
Ben Brooks - Le nostre luci
Un libro consigliato a tutti gli amanti di Skins, la serie inglese che parla di ragazzini alle prese con droghe, problemi familiari, gravidanze giovanili, mille altri problemi, che provano a crescere in una società e in un mondo che sempre non avere un posto per loro. Ben Brooks descrive benissimo la storia di Jasper, le sue paure, il suo mondo, la sua adolescenza: droga, amore e piccole morti. Quando manca poco per diventare grandi.
Jasper ha diciassette anni e sta cercando di essere promosso. Allo stesso tempo, è anche impegnato a fare sesso, andare su chat erotiche, ubriacarsi e prendere droghe con gli amici, evitare ragazze incinte (forse per merito suo), raggirare la psicologa e capire come far incriminare il patrigno per omicidio. In mezzo a tutto questo, forse riesce anche a innamorarsi, e a diventare un po’ più grande. Le nostre luci è il manifesto degli adolescenti 2.0, una storia tenera e divertente di ragazzi un po’ sbandati e un po’ saggi, giovani adulti molto più complessi di quanto ci si aspetterebbe. Un romanzo all’incrocio tra Meno di zero e Il giovane Holden, da una voce giovane e scanzonata, ma già capace di aperture da scrittore vero.
Ben Brooks è nato nel 1992 e vive a Londra. Ha pubblicato quattro romanzi, è stato nominato per il prestigioso Pushcart Prize e i suoi racconti sono apparsi in numerose antologie. Le nostre luci, scritto a diciassette anni, è appena uscito in Inghilterra e sarà pubblicato in nove paesi.
venerdì 23 settembre 2011
Trenitalia: il rimborso impossibile
Foto di Frabuleuse
Ogni volta che sento la vocina "grazie per aver viaggiato con Trenitalia", mi scappa un sorrisetto di stizza, tra il nevrotico e l'isterico. Eh sì, perché mica esiste un'alternativa ai viaggi in Trenitalia, chi volete prendere in giro.
Perché se esistesse, statene certi, non mi azzarderei per nulla al mondo a viaggiare con Trenitalia: treni scadenti e sempre in ritardo - sia i tanto declamati Frecciarossa, per non parlare dei regionali e degli IC, quasi sempre in condizioni igieniche indecenti, vecchissimi, puzzolenti, insomma dei carri bestiame - personale non qualificato, un servizio online ridicolo (l'unico che si salva è il bot twitter di Le Frecce, per il resto siamo ai livelli del paleolitico, se non peggio). Impossibile pensare che ci sia personale così ignorante e incompetente agli sportelli e sugli stessi treni (non una parola di inglese, con problem solving pari allo zero), per non parlare di quello che lavora al sito o al call center.
Io sono ancora in attesa del rimborso di due biglietti per l'Espresso 830 del 31/7/2011 delle 21.50 da Napoli a Milano, non partito più da Napoli per il guasto alla linea elettrica sui binari della stazione di Piazza Garibaldi.
Per ottenere i rimborsi allo sportello mi è stato detto di compilare il form online - raggiungibile solo dopo il superamento di una serie di ostacoli di usabilità sul sito, quasi nascosto e quasi sempre non funzionante - o di mandare una mail a rimborsi@trenitalia.it.
Bene, mi sono detto: ci vorrà un attimo. Ci sarà un Customer service dall'altra parte che entro uno o due giorni risponderà alle mie richieste. Oggi, in data 23 settembre 2011, ho inviato una decina di email al servizio - prima tranquille, poi semplici inoltri, poi ovviamente sono partite le bestemmie - senza ottenere una, dico una risposta. E ovviamente, dei miei soldi che Trenitalia si è intascata senza poi farmi partire, neanche l'ombra. Poi mi dite: "Grazie per aver viaggiato con Trenitalia". Sapete cosa vi rispondo? Ma andatene aff...
Update: dopo una settimana di attesa e grazie al brillante aiuto dell'account twitter di LeFrecce, la mia situazione è stata risolta. Rimborso accreditato, dopo mille peripezie.
domenica 4 settembre 2011
Reoose: Nulla è inutile
Il primo settembre è nato un sito molto interessante, ma soprattutto utile: Reoose, il primo eco-store del riutilizzo e del baratto asincrono che crede in una seconda vita degli oggetti e dove non si usa il denaro.
Parliamoci chiaro: quanti di noi hanno ricevuto regali ingardabili, hanno accumulato nel corso degli anni oggetti inutili o, più semplicemente, hanno una soffitta piena di cose che vorrebbero buttare perché non servono più?
Ma "buttare" non è la soluzione: la vera soluzione è REOOSE. Grazie a questo sito è possibile condividere e scambiare oggetti con persone di tutta Italia: basta registrarsi gratuitamente, pubblicare l'annuncio e per ogni oggetto caricato si otterrà un valore espresso in "crediti", a seconda della categoria dell'oggetto e se si tratti di nuovo o usato. Con questi crediti è possibile acquistare altri oggetti caricati dagli utenti, con la vendita di un oggetto invece si guadagano nuovi crediti.
Ogni oggetto è geolocalizzato ed è già possibile trovare sul sito molte cose interessanti: libri, cd, abbigliamento, addirittura mobili, divani e un abito da sposa! C'è solo da perdersi tra le foto e gli oggetti caricati dagli utenti.
Una volta scelto l'oggetto da barattare basta completare l'acquisto e poi decidere come e quando riceverlo: Reoose, ovviamente, "consiglia di privilegiare gli annunci della propria città per effettuare un vero e proprio “scambio a km zero”. In un'ottica di risparmio e soprattutto di rispetto per l'ambiente.
Insomma, sono certo che grazie a questo sito nel corso dei prossimi mesi molti di noi riusciranno a svuotare le soffitte e magari accaparrarsi un oggetto utile, che magari per qualcun altro non lo è più, seguendo il motto principale di Reoose: NULLA E' INUTILE!
Queste sono le pagine Twitter e Facebook di Reoose, mentre qui è possibile seguire gli aggiornamenti del blog.
lunedì 29 agosto 2011
Cose che non avremmo mai voluto leggere
(Via attentialcane)
lunedì 22 agosto 2011
Buon compleanno Malcolm - David Whitehouse - Il booktrailer
sabato 20 agosto 2011
Homo Interneticus. Restare umani nell'era dell'ossessione digitale
La recensione su Lankelot.
venerdì 19 agosto 2011
Britop Rewind #1
Il resto sul blog Retromania.
sabato 6 agosto 2011
La mia sulla decrescita felice
"Pubblicare meno, pubblicare meglio". "Deontologia ed etica". "Ricerca della qualità". "Educare i lettori". "Libro come bene pubblico, come l'acqua" (come l'acqua?). "Salviamo gli editori di qualità" (ma chi decide cos'è la qualità, chi decide quali libri bisogna leggere, quis custodiet ipsos custodes?)
Però non so, come dire, mi fermo a riflettere sul proliferare dei corsi di editoria che costano un occhio della testa e sfornano quasi sempre disoccupati, a pensare ai minicorsi di due giorni di editing al lago o in montagna a soli 670 euro, a tutti i precari dell'editoria là fuori, non pagati e perennemente sfruttati, a quelli che dicono di aver abbracciato l'idea della decrescita felice quando poi pubblicano il 5 % in meno dei libri rispetto allo scorso anno, o escono con libri che sfruttano il nome di scrittori da bestseller, o inondando le librerie con volumetti di barzellette, o con l'ennesima traduzione di un libro fuori diritti di cui non sentivamo davvero la mancanza.
E allora mi sembrano tutti dei discorsi un po' paraculo.
mercoledì 3 agosto 2011
Segnalazione al volo
lunedì 18 luglio 2011
I segreti della casta, chi c'è dietro?
Allora, ho cliccato anche io con entusiasmo sul gruppo "i segreti della casta di Montecitorio", ma poi il tipo di aggiornamento, l'impennata di contatti, l'apertura di una serie di canali paralleli come twitter e blog (con adsense incorporato) mi hanno fatto drizzare le antenne.
Bufala, mossa di marketing per qualche libro/film che sta per arrivare, abile Seo che vuole guadagnare notorietà, contatti e anche qualche soldo puntando sul senso di indignazione crescente con un po' di copincolla e post sensazionalistici? Resto in attesa di ulteriori sviluppi...
mercoledì 6 luglio 2011
Google +?
Niente: per ora Google+ ha superato il numero di utenti e non posso accedervi.
E io intanto sto leggendo talmente tanti articoli e pareri contrastanti sul nuovo social network che quando finalmente riceverò un invito (se lo riceverò) non potrò che passare giorni e giorni chiuso in casa ad esplorarlo. La sanno lunga, questi di Google...
Update: anche io ci sono, ora inizio a orientarmi e poi vi dico.
giovedì 30 giugno 2011
lunedì 27 giugno 2011
Nel silenzio un canto, di Nevio Casadio
Gran bel libro, questo di Nevio Casadio.
Storie di ingiustizie, dolori e riscatti, raccontate da un giornalista di quelli veri, che vedono la professione come una missione; che osservano con attenzione il mondo e la società che ci sta intorno, riflettono e poi scrivono Reportage con la R maiuscola.
Storie quasi mai semplici, quasi mai a lieto fine: da Milano a Korogocho, dal Nordest italiano all'India, passando per l'Albania, fino alle storie che più mi stanno a cuore, quelle dei giornalisti uccisi mentre fanno il loro mestiere, a varie latitudini sui vari fronti di guerra: Ilaria Alpi, Giancarlo Siani, Antonio Russo, Maria Grazia Cutuli, Raffaele Ciriello e molti altri fino a Enzo Baldoni. Grandi penne del giornalismo nostrano, proprio come Casadio, che purtroppo però non possono più raccontare le loro storie, e ora sono sepolti idealmente nel cimitero di Spoon River, dove "tutti, tutti ora dormono sulla collina".
Un libro coraggioso e importante, come scrive Ettore Mo nella prefazione "un variopinto e intenso panorama umano". Da leggere.