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mercoledì 26 dicembre 2007

Riso gratis, inglese pure

Post di Natale? Naaa.
Post sul panettone e sui regali ricevuti? Ma dai.
Post sui buoni propositi per l’anno nuovo? Magari più tardi.
Per ora vorrei soltanto segnalare questo Freerice.
Un’idea semplice e divertente, adatta soprattutto ora che ci troviamo “sotto le feste”. Ora che diciamo di essere tutti più buoni ma non facciamo quasi mai nulla per dimostrarlo.
Giocare, imparare meglio l’inglese, donare cibo a chi non ne ha. Niente di più facile, più utile, più intelligente: ogni volta che si risponde nel modo esatto alle traduzioni di parole proposte sul sito, 20 chicchi di riso andranno – attraverso il World Food Program delle Nazioni Unite -  a chi è meno fortunato di noi, e sicuramente ora non ha nulla da festeggiare.
Si deve cliccare, indovinare cosa significa una parola inglese e andare avanti nel gioco: più si indovina, più le parole diventano difficili.
Al momento, sono stati donati 11,470,275,730 chicchi di riso. Una piccolissima parte è anche mia, che una decina di risposte le ho azzeccate, prima di sbagliare la parola wrecker (a proposito, che diavolo significa?).
Ma che importa, in fondo. Attraverso questo giochino c’è solo da guadagnare, in tutti i sensi.

(Freerice)


giovedì 18 ottobre 2007

Anvedi come balla...

Io questa ballerina la vedo ferma. Immobile, non si muove. Sarà grave?
Scherzo, anche io sono clockwise (la vedo girare in senso orario), come mi pare la maggior parte in giro per il web. Incredibile pensare che qualcuno possa vederla girare nell'altro senso.

(Herald Sun, via Farfintadiesseresani)

giovedì 6 settembre 2007

Qui c'è gente che deve studiare

Giochi on line e aerei di carta. In mezzo, una tesi da scrivere.
Chi mi libera da questa droga?
Ah, la colpa è di Iaco99.

(Flightsimx)

Qui c'è gente che deve studiare

Giochi on line e aerei di carta. In mezzo, una tesi da scrivere.
Chi mi libera da questa droga?
Ah, la colpa è di Iaco99.

(Flightsimx)

sabato 14 ottobre 2006

Macchinine e Subbuteo

Quello che ricordo con maggiore gioia nel periodo della mia vita che va dai 6 ai 10 anni è senza dubbio la pista Polistil ed il Subbuteo.
La prima arrivava solitamente a Natale, sotto l'albero.
E per una settimana l'unico scopo della mia vita diventava montarla e rismontarla, provare la pista a forma di 8 o l'Indianapolis. Incavolarmi quando i pezzi non combaciavano, piangere quando una macchinina si bloccava e non voleva saperne proprio più di ripartire.
Seduto allegramente sul parquet, provavo e riprovavo quei fantastici modellini, acceleravo, tenevo il pollicione bello pigiato sul telecomando.
Ore e ore, prima da solo, poi costringendo papà ad infiniti gran premi controvoglia, nei quali dovevo ovviamente essere sempre io il vincitore.
Sono capitato un po’ per caso sul sito della Policar e non ho potuto emozionarmi nel leggere la storia e vedere le gallerie d’immagini di quei modellini. Prima Policar, poi Polistil (quando ci giocavo io): ma oggi pare che le notizie sull’azienda siano un po’ pochine, ora che la produzione è stata spostata in Slovenia e Repubblica Ceca.
E del subbuteo? Vogliamo parlarne? Altra mania della mia infanzia, durata fino ai 15-16 anni, mi ha portato a fare cose folli (come giocare una domenica intera dalle 10 di mattina alle 8 di sera, rischiando l’atrofia dell’indice della mano destra; o inchiodare il panno verde ad una tavola di compensato e trasportarla da un lato all’altro del quartiere, per giocare a casa di amici e conoscenti).
Avevo almeno 30 squadre, le trovavo nei mercatini e in alcuni negozi di fiducia che me le mettevano da parte: mia mamma era costretta ad accompagnarmi ogni volta che andavo in astinenza: le mie preferite erano il Boavista e la Samp, quella più fortunata la Salernitana (che poteva all’occorrenza essere anche Torino, se non vado errato).
Comunque, il subbuteo per qualche anno è stato la mia vita. Poi anche lui, come la pista Polistil, è diventato antiquato ed ha trovato la via della soffitta. Più precisamente, sopra l’armadio: lassù in alto ad accumulare polvere. Addirittura oggi non esiste più, soppiantato da videogames e Playstation2.
Oggi, libero da impegni e pensieri, ho alzato lo sguardo e ho avuto una voglia matta di prenderli, spolverarli, e giocarci ancora un po'. Magari poi buttarli via, o venderli a qualche collezionista intascando anche un bel po' di soldi.
Domani mattina prenderò la scala, poi vi farò sapere.


(Policar, Subbuteo)

lunedì 15 maggio 2006

Fantacalcio malato

Ora ho capito perché perdevo sempre.
Dati gli scandali calcistici delle ultime settimane, sto seriamente pensando di farmi rimborsare i soldi del fantacalcio delle ultime due o tre annate.

domenica 30 aprile 2006

Tetris Palace

Un video incredibile e imperdibile.
Un Tetris gigante giocato con le luci di un grattacielo.

(You Tube, via Cabaldixit)

venerdì 30 dicembre 2005

Blocca la sabbia

Questo giochino è fenomenale, inutile, senza senso, e può creare dipendenza.
Non giocateci a Capodanno, altrimenti rischiereste di restare tutta la notte a casa, attaccati allo schermo.

(Chir.ag, via Internet Pro)

sabato 16 luglio 2005

La Terra dei Morti Viventi

Film visto. Nessuna delusione, come immaginavo. Romero non ha paragoni nel suo genere, e riesce a tirare fuori il meglio anche da un tema visto e rivisto decine di volte, in salse più o meno saporite. Regalando un'ora e mezzo di sano e puro terrore.
Sottile e immancabile la metafora politica e il riferimento alla nostra società capitalista, alle nostre ansie occidentali, alle nostre paure nei confronti dell'altro, del diverso. Un diverso che consideriamo inferiore, rozzo e primitivo, che per anni abbiamo fatto finta di non vedere, come uno zombi al di là del nostro filo spinato, ma che oggi si è organizzato ed è pronto a colpirci quando meno ce l'aspettiamo.
A parte questo, sono saltato sulla poltrona almeno una decina di volte. E credo che questo film sia un capolavoro dell'horror, checché se ne dica
in giro.
Unico inconveniente: ora non riesco più a giocare a
questo.


(Imdb, l'Unità, Flashgames)

mercoledì 29 giugno 2005

Sudoku

Per me è un gioco stupido.
Lo trovo sulle pagine de "La Repubblica" e del "Corriere", ma lo trovo davvero stupido. Tutti quanti ne parlano con grande entusiamo, ma non riesce proprio a conquistarmi. Se proprio devo, preferisco le parole crociate.
Magari me ne appassionerò, un giorno, e mi vedrete sotto l'ombrellone a riempire di numeri quegli stupidi quadratini, mentre tutti gli altri sono a mare o a prendere il sole. Ma al momento, per me, continua ad essere un gioco stupido.


(Repubblica, Corriere)