domenica 25 gennaio 2009

Marco Marfé, o Maccomaffé

L’ultimo tristemente noto fenomeno della rete è “Marco”, o meglio Marco Marfè, o meglio ancora, “Maccomaffè”.
Tutto attaccato, così come lo dice – inguainato in un completino similgabibbo – ad una Simona Ventura che si scompiscia dalle risate durante i provini di X Factor.
Il mio nome d’atte è Macco”…
Una vergogna infinita, che aumenta a dismisura quando dice di essere un po’ frizzantino, quando non conosce il significato della parola coreografo (e il balletto, oddio) o ammette con orgoglio a Napoli stiamo ceccando di studiare un po’ l’inglese, è impottante… e così va a finire che l’immagine del napoletano medio in giro per l’Italia resta questa, che i polentoni del nord metabolizzano e fanno loro per poterci prendere in giro ad ogni occasione.
Incredibile, già la simpatica immagine che Napoli ha nel mondo è quella che è… con il contributo di Macco, non può che peggiorare.

E alla fine saluta tutte le sue fan, Macco: "Maria da Aversa, Rosa dalla Sanità, Mariarca e Giusy da Palermo…”.
Ti saluto anch’io, Marco Marfé. A mai più rivederci.


5 commenti:

  1. Hehe!Facendo zapping, l'altro giorno l'ho beccato pure io e, tra lo sconcerto e un ghigno, ho pensato le tue stesse cose!

    Questo capolavoro di film risale ad 1/4 di secolo fa: è l'affresco di una Napoli sempre uguale a se stessa nel tempo, l'istantanea dalla doppia lettura, sublime e tremenda insieme, di un popolo tellurico.

    http://www.youtube.com/watch?v=AvmkOFQhTAA


    Ciao Anto.

    Luisa

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  2. via i marcomarfè dalla mia città

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