martedì 24 luglio 2007

La quattrocchia volante



Da un paio di settimane me lo son fatto prestare, il primo Harry Potter. Proprio io, che non avevo mai letto una sola pagina, nè visto un solo fotogramma del fenomeno editoriale più grande di tutti  tempi.
Perché devo capire, sul serio. Comprendere il perché delle scene di panico e di euforia, delle attese notturne pur di averne una copia, delle centinaia di bambini starnazzanti in fila fuori le librerie di mezzo mondo, degli adulti appassionati al seguito, di cose come questa o questa, insomma, per un maghetto quattrocchi mezzo sfigato circondato da altri strani personaggi di dubbio gusto.
Finora una trentina di pagine le ho lette, e alla parola babbani già mi andava di buttare via tutto, di bruciare il libro al più presto. Stasera magari ci riprovo, ma non assicuro nulla a nessuno.
Certo, fin quando si tratta di libri che si leggono, di bambini che leggono i libri e non si rincitrulliscono davanti ad un reality show, ben venga tutto questo.
Ma finora non è che mi abbia preso molto, non riesco a capire il perché di un simile entusiasmo per Harry.
Ma c'è tempo, il libro è appena all'inizio e anche la mia estate: nel caso in cui continui a starmi sulle scatole, posso sempre ucciderlo. Tanto i 4-5 libri da portare sotto l'ombrellone già ce li ho.

(Youtube, Kill Harry Potter)

4 commenti:

  1. Io ho iniziato a leggere le avventure del giovane Harry perchè mio fratello era via e io passavo del tempo in camera sua, fra i suoi libri e le sue cose per sentirlo meno lontano. Il primo, a ruota il secondo e poi il terzo. Quello che mi ha preso sul serio è stato il quarto libro e poi gli altri a seguire sono sempre più appassionanti. Non sono libri adatti ai bambini gli ultimi tomi della saga. Il tema della morte, della lotta fra il bene e il male sono elaborati in chiave cupa e non ci sono grandi possibilità di un happy end.

    E' un fenomeno editoriale, e aggiungerei finalmente, ben gestito e infiocchettato a dovere con mistero e segretezza. In generale che ben venga che si legga, preferisco pensare ai preadolescenti immersi nella lettura di questi libroni piuttosto che alle prese con l'ultimo video game.
    Marianna

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  2. io pure una volta ci ho provato a capire questo fenomeno di Harry Potter guardandomi il primo film...mah,mi sembra una cosa da bambini nulla di più, con Il Signore degli Anelli mi è andata molto bene ma questo maghetto proprio non sono in grado di apprezzarlo...sembra che la saga sia tornata alla fine, speriamo...

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  3. guarda, anche io ero avversa a Harry Potter. Dicevo "se devo leggere fantasy, mi leggo il SIgnore degli Anelli" (che per la cronaca era professore di letteratura a Oxford.. quindi non proprio l'ultimo arrivato). Non capivo come un adulto potesse leggere un libro per bambini. Mi sono ricreduta. Ho comprato il primo libro in inglese perche' volevo riprendere un po' la pratica con l'inglese scritto. L'ho finito in un giorno. Ho comprato di fila il secondo, terzo, quarto e quinto, tutti in inglese, divorandoli in pochi giorni. Ricordo l'attesa per il sesto libro. Per il settimo, sono quasi impazzita, sono andata a prenderlo alle 9 di mattina all'apertura della libreria piu' vicina, e me lo sono letta in meno di un giorno, senza pause. Sono libri semplici, ma la Rowling ha il pregio di aver scritto una saga fantasy in un mondo che non e' fotocopia del fantasy classico tolkeniano (da cui sono nate saghe come quelle di Terry Brooks, della Weis, ecc... mondi fantasy tutti molto simili a quello tolkeniano, per non parlare dei libri bastai su Dungeons&Dragons..). I primi libri si possono leggere singolarmente, forse con scarsa comprensione di certe cose. Letti di fila, come parte di un ciclo, di una storia piu' grande (tipo i cicli alla Asimov) sono appassionanti. La storia e' appassionante, e non tanto quella di Harry Potter, che nella storia globale e' solo una pedina, ma in quella di Dumbledore, di Riddle, dei genitori di Harry. Il lettore vede tutto attarverso Harry, scopre poco per volta, lo segue, ma e' pur sempre un bambino. Fosse un eroe adulto probabilmente sarebbero bastatai due libri :) Invece la storia viene fuori lentamente, perche' Harry e' un bambino, va a scuola, ha gli amici, ha da crescere di suo. Ma poi il peso di questa storia, della storia piu' grande di lui, diventa sempre piu' grande, ed ecco il settimo libro col quale finalmente Harry cresce e pone la parola fine ai suoi (e nostri) quesiti e tormenti. Io l'ho apprezzato molto, non annoia mai, scorre veloce. Posso solo dirti di non leggerlo in italiano, perche' ho letto la traduzione dei primi tre libri ed e' un obrobrio. Parti mancanti, storpiature. Significati quasi stravolti in certi casi. Leggendolo in inglese si che e' semplice e chiaro, ma non semra un libro per bambini di 5 anni mezzi tonti come sembra quando lo si legge in italiano! La traduzione italiana ha "abbassato" l'eta' del target di lettori, a mio giudizio.

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  4. Harry è la rivincita di tutti i nerd, gli sfigati e i poveri d'animo.
    Lui che non cavava un ragno dal buco diventa un'eroe.

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