Che coppia, ragazzi.
[Falsi Movimenti]
sabato 30 marzo 2013
venerdì 22 marzo 2013
Milano, il B&B scarica liquami nel Lambro
Ho scritto questo pezzo per Econote. Ci tengo particolarmente a segnalarlo sia perché vivo ormai da 3 anni in una zona molto vicina al fiume Lambro, sia perché ritengo che bisogna punire, sempre e comunque, comportamenti come questo.
Si torna a parlare del fiume Lambro, come già capitato 3 anni fa dopo la serie di sversamenti industriali tossici (600mila litri di gasolio e petrolio dai depositi della Lombarda Petroli di Villasanta).Questa volta la notizia la riporta il Corriere della Sera, che con un articolo a firma Armando Stellaparla del Bed and breakfast Cascina Gobba e ci informa di come “L’edificio di via Padova 389 non è allacciato alla fogna. Raccoglie le acque nere dagli alloggi dei turisti, le spinge nel sottosuolo e le vomita nel fiume.”La concessione per l’apertura del B&B era stata rilasciata senza che però ci fosse l’allacciamento alle fogne, si apprende leggendo il pezzo del cronista. Pazzesco. E mentre ci si rimpallano le responsabilità, ci si incolpa a vicenda – la gestione del residence, la Mm che gestisce il servizio idrico – e si cercano lentamente soluzioni, il B&B continua ad essere aperto e a sversare nel Lambro i liquami di coloro che vi soggiornano.Rinviamo alla lettura del pezzo sul Corriere per i dettagli tecnici, mentre qui sottolineamo l’ennesimo colpo a questo fiume già abbastanza devastato negli ultimi anni. Un fiume avvelenato, ma come si vede dalle foto del reportage del 2010 nel Parco Lambro, in grado di rinascere e combattere gli scempi delle persone senza scrupoli.
lunedì 4 febbraio 2013
L'ombelico di Giovanna
Puglia, estate 1945. In una lucente giornata, Giovanna esce dal mare con un costume strappato che lascia scoperto l’ombelico, rubando per sempre il cuore di Ezio. La guerra è appena finita, gli invasori hanno abbandonato il paese, e il bikini sarà presentato al mondo solo 12 mesi dopo. Ezio proverà in tutti i modi a conquistare il cuore di Giovanna. Ma lei, impaurita e insicura, non accetterà la sua proposta di matrimonio, costringendo Ezio a fuggire per l’umiliazione. Il giovane pugliese attraverserà l’Italia distrutta ma colma di speranza del dopoguerra, fino a raggiungere Bolzano, dove diventerà un raccoglitore di mele. Sessant’anni dopo una lettera riaccende quella passione mai del tutto sopita. Ezio parte così per un viaggio di ritorno che è un malinconico tentativo di recuperare il passato. Una storia d’amore romantica e struggente che supera le barriere del tempo; un romanzo coraggioso che racconta l’amore ad ogni età, ribaltando i cliché della società moderna.
Ernest van der Kwast (Bombay, 1981) è uno scrittore. Ha vissuto a San Genesio, vicino a Bolzano fino a febbraio 2012. Adesso vive in Olanda. Nel 2004 ha rinunciato a una promettente carriera da lanciatore del disco per pubblicare la sua prima opera narrativa, sotto pseudonimo. Il suo romanzo autobiografico Mama Tandoori(Isbn, 2010) è stato un bestseller. L’ombelico di Giovanna è il suo ultimo libro, già bestseller in Olanda.
lunedì 21 gennaio 2013
Intervista a Ernest van der Kwast
La mia intervista a Ernest van der Kwast, sul blog Isbn:
1- Quando hai deciso di scrivere L’ombelico di Giovanna? Credo sia stato anni fa. Vivevo a Bolzano e aspettavo un treno che mi portasse verso nord, tra le montagne. Al binario 6 c’era un altro treno, fermo: un Intercity in partenza per Lecce. Dagli altoparlanti veniva una voce, che elencava tutte le stazioni in cui il treno si sarebbe fermato: “Ora, Mezzocorona, Trento, Rovereto, Verona Porta Nuova, Mantova…”. Era come ascoltare qualcosa di magico, una poesia composta da nomi di città. Rimasi subito stregato. Il treno faceva un viaggio di 13 ore attraverso ben 37 stazioni! Era come una Transiberiana, solo che era in Italia, dal profondo nord al profondo sud. Non sono andato al binario 6 a prendere quell’Intercity, ma nel viaggio in treno attraverso le montagne ho iniziato a fantasticare su un libro in cui un uomo anziano un giorno si metteva in viaggio verso Lecce, verso la sua terra natia, la sua giovinezza, il suo primo vero amore.
1- Quando hai deciso di scrivere L’ombelico di Giovanna? Credo sia stato anni fa. Vivevo a Bolzano e aspettavo un treno che mi portasse verso nord, tra le montagne. Al binario 6 c’era un altro treno, fermo: un Intercity in partenza per Lecce. Dagli altoparlanti veniva una voce, che elencava tutte le stazioni in cui il treno si sarebbe fermato: “Ora, Mezzocorona, Trento, Rovereto, Verona Porta Nuova, Mantova…”. Era come ascoltare qualcosa di magico, una poesia composta da nomi di città. Rimasi subito stregato. Il treno faceva un viaggio di 13 ore attraverso ben 37 stazioni! Era come una Transiberiana, solo che era in Italia, dal profondo nord al profondo sud. Non sono andato al binario 6 a prendere quell’Intercity, ma nel viaggio in treno attraverso le montagne ho iniziato a fantasticare su un libro in cui un uomo anziano un giorno si metteva in viaggio verso Lecce, verso la sua terra natia, la sua giovinezza, il suo primo vero amore.
martedì 1 gennaio 2013
La tecnologia ci rende meno social?
Oggi riflettevo su quanto la tecnologia ci avvicini e ci semplifichi le cose, ma su quanto allo stesso tempo riesca ad allontanarci gli uni dagli altri, e alle volte a complicarci la vita.
Durante queste feste grazie alle meraviglie offerte dalla tecnologia sono riuscito a:
-Trovare rapidamente la strada più veloce per raggiungere alcune mete, grazie al servizio di mappe sul mio cellulare;
-Leggere due libri comodamente su Kindle, scaricarne un altro gratuito in un paio di click, evitando di appesantirmi inutilmente la valigia;
-Festeggiato il capodanno collegato via Skype con mia sorella, a più di 2000 km di distanza;
-Fatto foto al panorama di Napoli, uploadandole immediatamente sui più noti social network;
-Augurato buone feste ad amici vicini e lontani, usando i più svariati social network e applicazioni; Nell'ordine: WhatsApp, Facebook, Twitter e poi forse un paio di messaggini, devo ammetterlo sempre e solo come risposta ad auguri precedentemente ricevuti.
-Non perdemi nulla, via twitter, degli avvenimenti politici e culturali più importanti delle ultime settimane.
Allo stesso tempo, pero, durante queste feste sono riuscito a:
-Perdermi più volte perché il mio cellulare non riusciva a geolocalizzarsi bene;
-Rendermi conto che la mia lettura si è fatta più frammentata e meno approfondita rispetto al passato, e soprattutto troppo distratta da stimoli indesiderati (un tweet arrivato sullo smartphone, l'icona della posta sul mac mi segnalava due nuovi messaggi e il timer del televisore mi ricordava che tra 10 minuti iniziava Masterchef);
-Non godermi poi tanto il panorama fotografato perché subito dopo doveva essere uploadato sui social network;
-Ricevere decine di auguri di buone feste, su tutti i social network a disposizione, quasi tutti indirizzati a decine di contatti alla rinfusa, taggati all'inverosimile, alla fine quasi anonimi e spersonalizzati;
-Perdere più tempo su twitter che a fare una bella chiacchierata approfondita con amici e parenti.
E poi mi sono accadute tre cose che mi hanno davvero fatto riflettere sui nostri tempi:
1) Ero in autobus, per un breve tragitto, a Napoli: solitamente Napoli è sinonimo di chiasso, di casino, di gente che parla a voce alta, e che si sbraccia. Quando son salito sul mezzo c'era un silenzio irreale: c'erano soprattutto ragazzi tra i 18 e i 30 anni, e anziani: i primi erano tutti con il naso nei loro smartphone, tutti a fare chissà che cosa, nessuno parlava, neanche con il loro amico o compagno di corsa.
2) Ero al concerto di Pino Daniele, al Teatro Palapartenope: Per goderci meglio lo show siamo andati quasi sotto al palco, in piedi, in posizione defilata sulla destra. Mi sono ritrovato ad avere una vista d'insieme su tutta la platea, quasi 5000 persone credo: e quello che ho visto sono state centinaia e centinaia di schermi luminosi puntati sul concerto, una scena quasi irreale in cui la metà delle persone presenti sembravano maggiormente interessate a filmare, fotografare o registrare il concerto, che godersi il momento.
3) Stasera, dopocena, ero in salotto con mia madre a guardare la tv: Un film. A metà ci siamo annoiati entrambi, e senza volerlo, quasi nello stesso istante, abbiamo acceso il portatile e abbiamo iniziato a navigare, controllare la posta, perdere tempo online. E' passata mezz'ora prima che uno dei due rivolgesse la parola all'altro. Eravamo nella stessa stanza, ma distratti dal piccolo schermo che avevamo a disposizione abbiamo ritenuto più interessante fare un giro sul web che scambiare due chiacchiere. E vorrei che non capitasse mai più.
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sabato 8 dicembre 2012
PIOVONO FIORI SU NAPOLI E SCAMPIA
“N.U. – NETTEZZA URBANA
PIOVONO FIORI SU NAPOLI E SCAMPIA”
di Nevio Casadio
in onda domenica 9 dicembre 2012 - ore 23.30 RaiUno
a cura della redazione Speciali e Rai Educational
Il quartiere di Scampia anche questa settimana è al centro della cronaca nera. Speciale Tg1 il documentario trasmette “N.U. nettezza urbana – piovono fiori su Napoli e Scampia” il docufilm di Nevio Casadio che parte dall’emergenza rifiuti a Napoli e ci porta nel cuore di Scampia, di questo quartiere che doveva essere una città modello ed è finito in mano alla camorra fra degrado, droga,
disoccupazione. Tra i ballatoi, le scale, gli appartamenti occupati delle Vele le telecamere cercano segnali di speranza. E’ difficile, ma dalle forze dell’ordine, dalle associazioni di volontariato e dagli artisti arrivano indicazioni di un futuro possibile.
mercoledì 21 novembre 2012
mercoledì 17 ottobre 2012
mercoledì 19 settembre 2012
Registro dei tumori in Campania, servono 1.500.000 euro
Quest'articolo su Econote parla dell'istituzione del registro dei tumori in Campania, riportando l'intervento di Antonio Marfella sul tema: "“troppe anomalie, troppi giovani ricoverati e queste malattie non sono da imputare a stili di vita individuali”.
Al momento non si sa quando verrà realizzato, perché il costo del registro dei tumori in Campania è un milione e cinquecentomila euro. Ma la Regione Campania ne ha stanziati più del doppio per il restyling del sito internet considerato obsoleto e non adatto alla comunicazione moderna.
Questione di priorità, insomma...
Casino Royale - Crx - Io rifletto
Uno dei migliori pezzi italiani degli anni 90.
mercoledì 22 agosto 2012
lunedì 20 agosto 2012
Leggere su Kindle
Non me l'aspettavo, ma leggere su Kindle è davvero comodo, non stanca gli occhi, l'inchiostro è nitido e la maneggevolezza del modello - nel mio caso un Kindle Touch - eccellente.
Per ora non trovo difetti nella fruizione degli ebook, e credo sia un oggetto fondamentale per chi ama leggere. L'unico appunto, in questo caso relativo al Kindle Touch, è la mancanza di un'alternativa alla lettura "touch", magari con un paio di tastini, a destra e a sinistra, da attivare quando si vuole - ad esempio nel mio caso - avere una modalità diversa di consultazione. Mi è capitato più di una volta di essere in autobus affollati, smettere di leggere per qualche secondo e toccare per sbaglio più volte lo schermo con le dita. In questo caso mi sono ritrovato avanti anche di decine di pagine, con un po' di difficoltà nel ritrovare il punto esatto da cui ricominciare la lettura.
Ma si tratta davvero di sottigliezze: lunga vita al Kindle!
venerdì 10 agosto 2012
Kapipalist
Cercate fondi per i vostri progetti? Kickstarter potrebbe fare per voi, ma purtroppo non abitate negli Usa e non potete usufruirne.
Per chi vive nel nostro paese, e non solo, c'è però un altro sito molto interessate di crowdfunding: Kapipalist.
Ecco il manifesto, guardate che bello:
Per chi vive nel nostro paese, e non solo, c'è però un altro sito molto interessate di crowdfunding: Kapipalist.
Ecco il manifesto, guardate che bello:
1. I tuoi amici sono il tuo capitale
Gli amici e i contatti del tuo social network possono aiutarti a raccogliere un capitale.
2. I tuoi amici realizzano i tuoi sogni
Ogni tuo contatto può dare un contributo, anche piccolo.
Insieme, gli amici ti aiuteranno a realizzare i tuoi piccoli e grandi desideri, progetti, sogni.
Insieme, gli amici ti aiuteranno a realizzare i tuoi piccoli e grandi desideri, progetti, sogni.
3. Il tuo capitale dipende dal numero di amici
Tanti contributi possono costruire un grande capitale.
Più contatti hai, più probabilità ci sono di raggiungere la cifra di cui hai bisogno.
Più contatti hai, più probabilità ci sono di raggiungere la cifra di cui hai bisogno.
4. Il tuo capitale dipende della fiducia
I contributi non arrivano automaticamente. Anche se contatti molte persone,
dovrai prima guadagnare la loro fiducia, specialmente se non le conosci personalmente.
dovrai prima guadagnare la loro fiducia, specialmente se non le conosci personalmente.
5. Il tuo capitale aumenta col passaparola
I tuoi amici possono aiutarti inviando un contributo in denaro, ma anche passando parola.
Questo farà crescere il tuo social network e aumenterà le probabilità di raggiungere il tuo obiettivo.
Questo farà crescere il tuo social network e aumenterà le probabilità di raggiungere il tuo obiettivo.
martedì 7 agosto 2012
Provi a cercarti su Google
«Quando non ti ritrovi, in certi giorni
avidi di suicidarsi nel rivolo
accanto alla palestra comunale,
provi a cercarti su Google»
sabato 4 agosto 2012
I diritti della natura di Cormac Cullinan
È utile, direi necessario, scrivere di questo libro partendo dalle parole scritte sulla copertina: “Noi siamo i popoli della Terra, ma non siamo i suoi padroni. Madre Terra è una comunità viva e indivisibile e tutte le sue creature condividono un destino comune; nel riconoscere ciò con gratitudine, sappiamo che il sistema industriale ha creato le condizioni che hanno condotto al suo saccheggio. Questo abuso ha provocato lo sconvolgimento della Comunità Terra, degli ecosistemi, del clima. Dobbiamo cambiare direzione.”
I diritti della natura di Cormac Cullinan è il libro, uscito per Piano B edizioni, tradotto e curato da Davide Sapienza, da cui partire per una nuova idea di mondo, in cui siano contemplati non solo i diritti dell’uomo, ma appunto anche quelli della Terra. In Ecuador, nel 2008, questo è già avvenuto. Nel resto del mondo, una simile presa di coscienza tarda ad arrivare. Ma “la sopravvivenza della nostra specie e la salute della Madre Terra dipendono dalla nostra capacità di trasformare i sistemi di governo”, sottolinea Vandana Shiva. Dobbiamo farlo presto. Anche la natura deve essere tutelata, ha bisogno di leggi ad hoc.
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