venerdì 22 dicembre 2006

Omaggio a Gianfranco

Arriva quasi a fine anno.
Arriva ma me l'aspettavo, perché da Gianfranco mi aspetto sempre e solo grandi cose.
Una delle cose più belle lette qui sul web nel 2006, eccola qui.

"Guardo il dorso delle mie mani, mi sembrano leggerissime quando se ne vanno sulla tastiera, e  dire che sono così poco abituato a guardarle mentre se ne vanno sulla tastiera; scrivere è sempre più suonare un pianoforte e io conosco tanti concerti da restituire alla luce e alla vita, ché nell'ombra della mia immaginazione mi sembrano abiurare la loro natura; e mi piace suonarli senza guardare, perché lo sguardo è su chi ascolta - o su questo schermo che non conosce bianco. Bianco. Guardo il dorso delle mie mani e mi sembrano gonfie e stupide quando cammino, mi siedo su un divano o mangio; m'accorgo che lentamente s'intravedono vene e rughe e dossi che non capisco, proprio no, perché nella mia immaginazione sono l'adolescente longilineo e fragilotto che veniva da anni di magrezza asmatica e via dicendo, e quindi no. Proprio no.

Guardo il dorso di queste mie mani che mi danno da vivere, scrivendo, e mi ripeto che senso hanno più loro dell'intera esistenza mia. La voce è uno strumento debole, a ben guardare - un colpo di tosse la frammenta, la scuote, la tartassa; e ha il colore della timidezza, di tutte le emozioni, delle sospensioni e degli intervalli. E quindi no. Mentre le mani prendono e se ne vanno sulla tastiera, e mi sembra così naturale che è quasi come fare l'amore. Quasi, perché non sempre scrivo per amore e non più scrivo di quel che conosco e domino. Almeno, mica sempre. E dire che ho rifiutato i compromessi tanto tempo fa non è una menzogna; ho solo capito la differenza che c'è tra sentimento e intelligenza, tra tecnica e competenza, tra ispirazione e semplice comunicazione. Non è poco, proprio no. Appunto, sto invecchiando.



Neanche un mese e m'abituerò a tornare forse alle vecchie abitudini. Rimarrà una sola cosa di questo tempo, nella mia memoria; che senza accorgermi ho smesso di guardare la tastiera, innamorandomi della danza delle mie mani. Questo è accaduto tra quando smettevo d'essere studente, diventavo editore, mi ritrovavo copy e sempre, comunque, soltanto: scrittore.



Saluti pagani"


Sul blog alsangue, ovviamente.

(Lankelot, alsangue)

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