martedì 5 settembre 2006

Un minuto e cinquantadue secondi

Sono alcune settimane che ascolto una canzone, almeno due tre volte al giorno.
E' "Please Please Please Let Me Get What I Want" dei The Smiths, forse meglio conosciuta come la canzone della pubblicità di una nota marca di birra (che qui non diciamo per non fare pubblicità, ma tanto l'avete capita tutti).
Allora dicevo, questa canzone. Non riesco più a farne a meno.
Della sua melodia, del suo testo, della voce di Morrissey.

E la cosa che mi fa più rabbia, alla fine, è che duri soltanto un minuto e cinquantadue secondi.
1 e 52.
All'inizio non riuscivo a crederci: pensavo di avere una versione tagliata, ridotta all'osso, qualcosa di simile.
Ma poi ho scoperto che tanto dura, quel piccolo capolavoro. E ci sono rimasto davvero male.

Non è possibile, mi sono detto: una melodia così bella che non arriva nemmeno a 120 secondi, è davvero uno spreco.
Poteva essere sfruttata di più, ci si poteva giocare col ritornello e con le note per almeno un altro paio di minuti, prolungando la pelle d'oca ed emozionando ancora un po'.

E invece nulla. Finale un po' melenso col mandolino e poi stop. Canzone finita.
Ti resta un po' l'amaro in bocca, alla fine. E la voglia di riascoltarla di nuovo.

1 commento:

  1. Credo che uno dei fattori della sua bellezza sia proprio la durata. È una poesia messa in musica. Secondo me è perfetta così, senza se.
    ;)

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